ESAMI DI MATURITA': L'ALIMENTAZIONE GIUSTA
Notte prima degli esami, come prepararsi ad affrontarla
di Adele Sarno
Mai mettersi a dieta prima di una prova importante, distribuire bene i pasti durante la giornata e mangiare tutto. Solo con un'alimentazione sana e con un po' di moto si può arrivare alla maturtà con la giusta concentrazione. Ecco i consigli degli esperti
Approfondimenti
SCHEMI ALIMENTARI:
La dieta prima dell'esame
La dieta per lo scritto e l'orale
Prepararsi all’esame di maturità è come allenarsi per una competizione atletica. Bisogna raggiungere un equilibrio psico-fisico attraverso un’alimentazione equilibrata, un po’ di attività fisica e mantenendo un buon ritmo sonno/veglia. Soltanto così si arriverà al 25 giugno, giorno dello scritto di italiano, pronti ad affrontare la prima prova e tutte quelle che seguono. La formula è facile da ricordare: 5 + 2 + 1. Cinque pasti distribuiti nell’arco della giornata, due ore al massimo davanti a un computer o alla tv e un’ora dedicata al moto. Così, senza distrazioni eccessive davanti ad uno schermo, anche il sonno ne beneficerà.
NO ALLE DIETE PRIMA DEGLI ESAMI
“È sbagliato mettersi a dieta prima della sessione di esami, specie se si segue un regime alimentare che, per perdere peso, presuppone l’uso di farmaci. Prima delle prove – spiega il professor Pietro Antonio Migliaccio, medico nutrizionista – i ragazzi devono fornire al proprio organismo tutto ciò di cui ha bisogno: carboidrati, proteine, zuccheri e grassi polinsaturi (i più comuni sono quelli contenuti nel pesce)”. La regola allora è: evitare le diete, mangiare tutto ma in maniera regolare. Soltanto con un alimentazione sana ed equilibrata si riesce a mantenere allenato il cervello, senza ingrassare.
MAI SALTARE LA PRIMA COLAZIONE
Privilegiare pranzo e cena, saltando la prima colazione, è l’errore alimentare più comune. E non sono solo i ragazzi a commetterlo. “Bisogna iniziare la giornata con una colazione ricca di carboidrati integrali pieni di fibra. L’ideale – continua Migliaccio – è mangiare biscotti, in alternativa fette biscottate o cereali con un cucchiaino di marmellata, accompagnati da yogurt o latte”. Tutti gli studi scientifici presenti in letteratura concordano sul fatto che la mancata effettuazione della colazione, o una colazione insufficiente, aumenta fortemente il declino di attenzione e di memoria, sia in generale sia durante la giornata.
Insomma tutto parte dalla prima colazione, soltanto con una buona dose di carboidrati e zuccheri di prima mattina, un ragazzo può avere l’energia per affrontare la giornata di studio.
I PASTI PRINCIPALI
Un pranzo leggero, uno spuntino a metà mattinata e durante il pomeriggio, una cena che privilegi il pesce, accompagnato da una dose di carboidrati e da tanta verdura. “Il pesce in particolare – spiega Migliaccio – è molto importante per il cervello, primo perché contiene tanto fosforo e poi anche perché contiene acidi grassi polinsaturi omega-3. Anche i carboidrati sono importantissimi per prepararsi e per affrontare la prova d’esame: quando c’è una crisi glicemica, ovvero un calo di zuccheri, questi riescono a ristabilire il giusto equilibrio”.
CIBI SÌ, CIBI NO
“Durante la giornata – aggiunge il professor Migliaccio – bisogna mangiare alimenti come: pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova, latte, frutta dolce e anche gelati o biscotti (ma sempre in quantità limitate). Questi cibi favoriscono il sonno e aiutano l’organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica”. Ecco invece ciò che sarebbe meglio evitare: caffè in grandi quantità, patatine in sacchetto, salatini e cioccolata, anche se va detto che, a chi piace, un po’ di cioccolata (massimo 50 grammi) può essere concessa. Questo genere di alimenti possono provocare insonnia, perché contengono sostanze eccitanti, come per esempio la caffeina.
COME MANTERSI CALMI
Mai studiare la notte e fare pause quando si studia. “È inutile passare ore e ore di seguito – spiega Migliaccio – meglio uscire, fare una camminata a passo svelto. Un’oretta all’aria aperta non può che aiutare. Ossigena il cervello e favorisce anche il processo di memorizzazione dei concetti appena appresi”. Infine, quando l’esame si avvicina, per affrontare lo stress bisogna respirare profondamente, giocherellando con qualcosa, e bere un bicchiere d’acqua. E pensare che presto finirà e che l'estate è dietro l'angolo..
http://canali.kataweb.it/salute/2009/05/27/notte-prima-degli-esami-come-preparsi-ad-affrontarla/?h=1
(Maggio 27, 2009)
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(Maggio 27, 2009)
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sabato 30 maggio 2009
prevenire il cancro in cucina,ecco la ricetta dei muffin
Combattere il cancro a tavola, la ricetta: il Muffin
a cura di Adele Sarno
Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il tumore. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione dei tumori
Approfondimenti
PREVENZIONE:
Il cancro si batte a tavola
IN CUCINA:
Le ricette e i menu anticancro
Ingredienti
400 gr di farina semintegrale;
100 ml olio di mais;
3-4 mele grattuggiate;
200 gr di uvetta;
100 ml di succo di mele;
100 gr di granella di nocciola;
scorza di limone grattugiato;
un pizzico di sale marino integrale;
¾ di bustina di cremor tartaro.
Preparazione
Mescolare gli ingredienti secchi e renderli cremosi versandogli il succo di mela e l’olio precedentemente miscelati. Aggiungere la mele, l’uvetta, la granella di nocciole, la vaniglia e la scorza di limone e versare nelle formine. Infornare a forno caldo per 45 minuti a 180°.
(Maggio 20, 2009)
http://canali.kataweb.it/salute/2009/05/20/combattere-il-cancro-a-tavola-la-ricetta-il-muffin/
a cura di Adele Sarno
Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il tumore. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione dei tumori
Approfondimenti
PREVENZIONE:
Il cancro si batte a tavola
IN CUCINA:
Le ricette e i menu anticancro
Ingredienti
400 gr di farina semintegrale;
100 ml olio di mais;
3-4 mele grattuggiate;
200 gr di uvetta;
100 ml di succo di mele;
100 gr di granella di nocciola;
scorza di limone grattugiato;
un pizzico di sale marino integrale;
¾ di bustina di cremor tartaro.
Preparazione
Mescolare gli ingredienti secchi e renderli cremosi versandogli il succo di mela e l’olio precedentemente miscelati. Aggiungere la mele, l’uvetta, la granella di nocciole, la vaniglia e la scorza di limone e versare nelle formine. Infornare a forno caldo per 45 minuti a 180°.
(Maggio 20, 2009)
http://canali.kataweb.it/salute/2009/05/20/combattere-il-cancro-a-tavola-la-ricetta-il-muffin/
ricette per prevenire i tumori:insalata di pasta
Combattere il cancro a tavola, la ricetta: insalata di pasta
a cura di Adele Sarno
Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il tumore. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione dei tumori
Approfondimenti
PREVENZIONE:
Il cancro si batte a tavola
IN CUCINA:
Le ricette e i menu anticancro
Ingredienti per tre persone
300 g di pasta semintegrale corta;
un panetto di tofu al basilico;
olive schiacciate e condite;
un mazzo di basilico;
2 cucchiai di pinoli tostati;
2 cucchiai di olio extraverginedi oliva;
2 acciughe;
Preparazione
Far cuocere la pasta in acqua salata al dente. In una ciotola preparare il condimento tagliando finemente le acciughe, il tofu a dadini, le olive grossolanamente e il basilico a striscioline sottili. Aggiungere la pasta completando con l’olio di oliva e i pinoli. http://canali.kataweb.it/salute/2009/05/20/combattere-il-cancro-a-tavola-la-ricetta-il-muffin/
a cura di Adele Sarno
Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il tumore. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione dei tumori
Approfondimenti
PREVENZIONE:
Il cancro si batte a tavola
IN CUCINA:
Le ricette e i menu anticancro
Ingredienti per tre persone
300 g di pasta semintegrale corta;
un panetto di tofu al basilico;
olive schiacciate e condite;
un mazzo di basilico;
2 cucchiai di pinoli tostati;
2 cucchiai di olio extraverginedi oliva;
2 acciughe;
Preparazione
Far cuocere la pasta in acqua salata al dente. In una ciotola preparare il condimento tagliando finemente le acciughe, il tofu a dadini, le olive grossolanamente e il basilico a striscioline sottili. Aggiungere la pasta completando con l’olio di oliva e i pinoli. http://canali.kataweb.it/salute/2009/05/20/combattere-il-cancro-a-tavola-la-ricetta-il-muffin/
venerdì 29 maggio 2009
LA GIUSTA DIETA PER CONTRASTARE L'OSTEOPOROSI
La 'dieta rosa', per combattere l'osteoporosi
a cura di Kataweb Salute
Le donne italiane non si nutrono a sufficienza con alimenti ricchi di calcio. Il consumo di latte tende, inoltre, a diminuire con l’età e le donne privilegiano quello parzialmente scremato. Per la fascia di età tra i 41 e i 59 anni, quella più a rischio di osteoporosi, l’apporto medio giornalierè di circa 100 millilitri di latte, di gran lunga inferiore ai 250 ml raccomandati. L’assunzione media giornaliera di calcio, contenuto principalmente nel latte, nei formaggi e nelle acque calciche, risulta di 630 mg al giorno, meno della metà delle quantità suggerite dai nutrizionisti (1.200-1500 mg al giorno).
E’ questo il risultato di un anno di ‘osservazione’ delle abitudini alimentari di un campione di oltre 10 mila soggetti rappresentativi della popolazione italiana da parte dei generalisti e pediatri che costituiscono l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, nato esattamente un anno fa, grazie all’impegno di SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FIMP (Federazione Italiana dei Medici Pediatri).
“Le donne in età menopausale presentano un bilancio osseo a favore dell’attività osteoclastica che facilita la distruzione dell’osso e favorisce il rischio di fratture. Si registra inoltre una carenza di vitamina D, che, con il calcio e il fosforo sostiene il metabolismo dell’osso. Un’alimentazione bilanciata, con cibi ricchi di calcio ed un adeguato apporto di vitamina D, riduce il rischio di osteoporosi e previene facili fratture soprattutto se ad essa si associa una moderata e costante attività fisica. Il formaggio e il latte rappresentano l’unica vera fonte alimentare di calcio per l’organismo e coprono gran parte degli introiti giornalieri”, spiega Nazzarena Malavolta, Reumatologa del Dipartimento di Medicina Interna e dell’Invecchiamento, A.O. Universitaria di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi.
Per contrastare l’indebolimento osseo è, quindi, sufficiente un introito giornaliero di calcio che va dai 1.200 ai 1.500 milligrammi. Da qui l’idea dei nutrizionisti dell’Osservatorio di suggerire una Dieta Rosa, che prevede di assumere ogni giorno determinate quantità di latte, acque calciche e soprattutto formaggi.
Ecco tre esempi di Dieta Rosa per combattere l’osteoporosi:
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 2 bicchieri di latte - 300 mg
- 150 grammi di verdura a foglia verde - 150 mg
- 50 g di formaggio grana - 600 mg
Totale - assunzione di 1.350 mg di calcio alimentare
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 1 bicchiere di latte - 150 mg
- 1 yogurt - 150 mg
- 100 grammi di verdura a foglia verde - 100 mg
- 80 grammi di legumi cotti - 45 mg
- 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato - 230 mg
- 80 grammi di stracchino - 450 mg
Totale – assunzione di 1.425 mg di calcio alimentare
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 1 bicchiere di latte - 150 mg
- 1 yogurt - 150 mg
- 100 grammi di verdura a foglia verde - 100 mg
- 100 grammi di alici – 150 mg
- 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato - 230 mg
- 80 grammi di ricotta – 230 mg
Totale – assunzione di 1.310 mg di calcio alimentare
“Non va dimenticato che una dieta ricca di calcio è consigliabile anche nella prima adolescenza, tra i 10 e i 14 anni – conclude la Malavolta - in questa fase della vita, infatti il calcio è altrettanto fondamentale in quanto si forma il 45 per cento circa della massa ossea definitiva e soddisfare adeguatamente i fabbisogni giornalieri di questo minerale aiuta a prevenire l’osteoporosi dopo i cinquanta’anni”.
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,5073,00.html
a cura di Kataweb Salute
Le donne italiane non si nutrono a sufficienza con alimenti ricchi di calcio. Il consumo di latte tende, inoltre, a diminuire con l’età e le donne privilegiano quello parzialmente scremato. Per la fascia di età tra i 41 e i 59 anni, quella più a rischio di osteoporosi, l’apporto medio giornalierè di circa 100 millilitri di latte, di gran lunga inferiore ai 250 ml raccomandati. L’assunzione media giornaliera di calcio, contenuto principalmente nel latte, nei formaggi e nelle acque calciche, risulta di 630 mg al giorno, meno della metà delle quantità suggerite dai nutrizionisti (1.200-1500 mg al giorno).
E’ questo il risultato di un anno di ‘osservazione’ delle abitudini alimentari di un campione di oltre 10 mila soggetti rappresentativi della popolazione italiana da parte dei generalisti e pediatri che costituiscono l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, nato esattamente un anno fa, grazie all’impegno di SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FIMP (Federazione Italiana dei Medici Pediatri).
“Le donne in età menopausale presentano un bilancio osseo a favore dell’attività osteoclastica che facilita la distruzione dell’osso e favorisce il rischio di fratture. Si registra inoltre una carenza di vitamina D, che, con il calcio e il fosforo sostiene il metabolismo dell’osso. Un’alimentazione bilanciata, con cibi ricchi di calcio ed un adeguato apporto di vitamina D, riduce il rischio di osteoporosi e previene facili fratture soprattutto se ad essa si associa una moderata e costante attività fisica. Il formaggio e il latte rappresentano l’unica vera fonte alimentare di calcio per l’organismo e coprono gran parte degli introiti giornalieri”, spiega Nazzarena Malavolta, Reumatologa del Dipartimento di Medicina Interna e dell’Invecchiamento, A.O. Universitaria di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi.
Per contrastare l’indebolimento osseo è, quindi, sufficiente un introito giornaliero di calcio che va dai 1.200 ai 1.500 milligrammi. Da qui l’idea dei nutrizionisti dell’Osservatorio di suggerire una Dieta Rosa, che prevede di assumere ogni giorno determinate quantità di latte, acque calciche e soprattutto formaggi.
Ecco tre esempi di Dieta Rosa per combattere l’osteoporosi:
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 2 bicchieri di latte - 300 mg
- 150 grammi di verdura a foglia verde - 150 mg
- 50 g di formaggio grana - 600 mg
Totale - assunzione di 1.350 mg di calcio alimentare
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 1 bicchiere di latte - 150 mg
- 1 yogurt - 150 mg
- 100 grammi di verdura a foglia verde - 100 mg
- 80 grammi di legumi cotti - 45 mg
- 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato - 230 mg
- 80 grammi di stracchino - 450 mg
Totale – assunzione di 1.425 mg di calcio alimentare
- 1 litro d’acqua calcica - 300 mg
- 1 bicchiere di latte - 150 mg
- 1 yogurt - 150 mg
- 100 grammi di verdura a foglia verde - 100 mg
- 100 grammi di alici – 150 mg
- 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato - 230 mg
- 80 grammi di ricotta – 230 mg
Totale – assunzione di 1.310 mg di calcio alimentare
“Non va dimenticato che una dieta ricca di calcio è consigliabile anche nella prima adolescenza, tra i 10 e i 14 anni – conclude la Malavolta - in questa fase della vita, infatti il calcio è altrettanto fondamentale in quanto si forma il 45 per cento circa della massa ossea definitiva e soddisfare adeguatamente i fabbisogni giornalieri di questo minerale aiuta a prevenire l’osteoporosi dopo i cinquanta’anni”.
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,5073,00.html
le proprietà dell'amaro svedese,panacea di tutti i mali
Queste sono le proprietà terapeutiche dell'Amaro Svedese
1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.
2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti I dolori persino quando gli occhi sono Infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi ,una pezzuola bagnata coni esse.
3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.
4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.
5. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.
6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.
7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.
8. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo.
9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle Intestinali e giovano contro la stitichezza.
10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.
11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.
12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.
13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.
14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni dl fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.
15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie. (sotto controllo medico NdS)
16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi dl gocce.
17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.
18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.
19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte ai giorno ed applicando dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.
20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la digestione.
21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto dei sangue e gioverà contro i bruciori.
22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.
23. Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.
24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.
25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.
26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.
27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.
28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.
29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.
30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sè, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato migliorerà presto.
31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.
32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite dl vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.
33. Fanno scomparire tutte Io cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.
34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.
35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.
36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.
37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.
38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.
39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti Infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.
40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.
41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.
42. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.
43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.
44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.
45. Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.
46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie dl malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.
Importante: Tutti I quantitativi indicati. vanno Ingeriti diluiti in tisana o in acqua.
I 46 punti del "Antico Manoscritto" rivelano Il grande e miracoloso potere terapeutico dl questo miscuglio dl erbe. SI può asserire a ragion Veduta che praticamente non vi sia malattia contro la quale questo Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per qualsiasi cura.
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/serv02.htm
1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.
2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti I dolori persino quando gli occhi sono Infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi ,una pezzuola bagnata coni esse.
3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.
4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.
5. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.
6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.
7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.
8. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo.
9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle Intestinali e giovano contro la stitichezza.
10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.
11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.
12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.
13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.
14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni dl fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.
15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie. (sotto controllo medico NdS)
16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi dl gocce.
17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.
18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.
19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte ai giorno ed applicando dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.
20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la digestione.
21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto dei sangue e gioverà contro i bruciori.
22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.
23. Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.
24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.
25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.
26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.
27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.
28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.
29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.
30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sè, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato migliorerà presto.
31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.
32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite dl vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.
33. Fanno scomparire tutte Io cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.
34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.
35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.
36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.
37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.
38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.
39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti Infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.
40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.
41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.
42. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.
43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.
44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.
45. Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.
46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie dl malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.
Importante: Tutti I quantitativi indicati. vanno Ingeriti diluiti in tisana o in acqua.
I 46 punti del "Antico Manoscritto" rivelano Il grande e miracoloso potere terapeutico dl questo miscuglio dl erbe. SI può asserire a ragion Veduta che praticamente non vi sia malattia contro la quale questo Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per qualsiasi cura.
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/serv02.htm
L'osteoporosi dalla parte dei vegetariani,il latte è inutile.
Lo sapevate che l’Osteoporosi si verifica anche con livelli di calcio normali?
Infatti, prescindendo dal fatto che NON ESISTONO studi in doppio cieco* della durata di almeno 10 anni sull’effettiva assunzione da parte delle ossa del calcio presente in latte e latticini, chi sperimenta e conosce bene il funzionamento del nostro organismo, sa che:
1) Il livello di calcio ematico (del sangue) non è fattore determinante l’insorgenza dell’Osteoporosi
2) Il calcio ematico circolante non è utilizzabile per la prevenzione dell’Osteoporosi
Partendo dal presupposto che il corpo non commette mai errori, è possibile concludere che il calcio consumato, di derivazione latto casearia, non è utilizzabile dall’organismo. D’altronde se ciò non fosse vero, con l’enorme quantità di lattcini consumati non esisterebbero più le condizioni di calciodeficenza al giorno d’oggi.
In ogni caso la qualità (non quantità) del calcio presente nel siero non può essere idonea a rifornire la matrice ossea, pur restando comunque adeguata a perseguire altre finalità, quali per esempio la coagulazione ematica.
Infatti la frequenza di Osteoporosi è più elevata nelle popolazioni che consumano ampie quantità di latte rispetto a quelle che non ne fanno un uso di routine ad ogni pasto; in America e Norvegia l’osteoporosi è uno dei più temuti flagelli che colpisce donne ed anziani. Mentre in Giappone, dove il consumo del bianco nettare e dei suoi derivati è quasi nullo, tale problema non sussiste.
Perché quindi pubblicità, medici, articoli ci informano che senza latte le nostre ossa ne risentono? Se fate un rapido calcolo delle marche di latte vendute nella nostra nazione, vi fate un po’ l’idea del bussines che esiste: e se poi fate un salto al supercoop e contate i diversi tipi di formaggi, burro, mozzarelle e ricotte, senza dimenticare tutti i prodotti in cui il latte è presente come addensante o eccipiente, confermate appieno l’ipotesi che si era formata inizialmente nella vostra mente.
Se alla fine poi vi informate in giro (anche tramite internet) del basso costo per mantenere un animale da mungitura fermo bloccato nei baracconi ed alimentato a misture derivanti da tutto quello che viene “buttato via” dall’industria, avete il quadro completo.
Ma allora? Come spiegare l’Osteoporosi?
Troppe proteine assunte durante i pasti, producono un eccesso di cenere acide (a seguito dell’ossidamento) che sovraccaricano le naturali capacità di neutralizzazione e smaltimento degli acidi. Un organismo inizialmente prenderà il sodio necessario per neutralizzare l’acidificazione incombente, dalla sua riserva Alcalina: una volta esaurita quella (a seguito dell’esagerato e continuativo abuso di proteine animali come carne, latte, ecc.), sarà costretto a prelevare il calcio dalle ossa per tamponare l’eccessiva acidità causata).
Il latte è essenziale nei primi 6 mesi di vita, ma da questo momento in poi il latte o meglio il lattosio, comincia ad essere “dimenticato” dalle cellule intestinali, in base alla legge filogenetica che sancisce che “è la funzione che sviluppa l’organo” e di contro, in questo caso l’intestino, spontaneamente non riesce più ad amministrare adeguatamente l’assorbimento del lattosi, vorrà dire che è giunto il momento di smetterla di somministrare latte e derivati ai nostri figli, o ancor peggio ai nostri nonni a tutti i costi.
Statisticamente, in base a una serie di test effettuati sulle intolleranze, il 70% delle persone è intolleranti a latte, latticini e yogurt.
In pratica noi siamo l’unica specie a bere latte dopo lo svezzamento, anche se dovremo precisare che “rubiamo” tale latte da altre specie che si prestano allo scopo.
La domanda logica è la seguente: se le popolazioni avessero necessità di bere latte in grandi quantità per sopravvivere, la biologia della specie umana avrebbe sostenuto dal punto di vista riproduttivo, solo quegli individui caratterizzati da dalla “lattasi sufficienza” e di conseguenza, inibito a livello di competizione riproduttiva i soggetti provvisti di “lattasi insufficienza”.
Dove trovare allora le riserve di calcio adatte alla struttura ossea?
A questo proposito diventa utile citare McDougall: “Le verdure contengono sufficienti quantità di calcio per soddisfare il fabbisogno sia dell’adulto che dell’individuo in accrescimento.”
Ma non solo: ottimi integratori naturali di calcio sono le mandorle in primis, e tutta la frutta secca immediatamente dopo. Abituatevi a tenerne una scorta in casa e mangiatene al posto della merenda pomeridiana, o come snack veloce in ufficio. Ne guadagnerete in linea ed in salute.
Se poi avete dei bambini piccoli, abituatevi a macinare 10 mandorle e offrirgliele con un cucchiaino: questo fino ai 15 mesi, poi imparerà a sgranocchiarle da solo.
Un’ultima raccomandazione: biologica, mi raccomando!
· in doppio cieco significa che vengono scelti due gruppi di persone di numero consistente, di cui il primo segue l’esperimento studiato (nel nostro caso, l’assunzione di latticini in rapporto con l’osteoporosi), mentre il secondo segue un esperimento diametralmente opposto (per esempio, niente latte e latticini nella dieta, e rapporti con l’osteoporosi).
Bibliografia:
- Salvate il vostro corpo – Kousmine – ed. Tecniche Nuove
- Medicina ortomolecolare – Panfili – ed. Tecniche Nuove
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/osteoporosi.htm
Infatti, prescindendo dal fatto che NON ESISTONO studi in doppio cieco* della durata di almeno 10 anni sull’effettiva assunzione da parte delle ossa del calcio presente in latte e latticini, chi sperimenta e conosce bene il funzionamento del nostro organismo, sa che:
1) Il livello di calcio ematico (del sangue) non è fattore determinante l’insorgenza dell’Osteoporosi
2) Il calcio ematico circolante non è utilizzabile per la prevenzione dell’Osteoporosi
Partendo dal presupposto che il corpo non commette mai errori, è possibile concludere che il calcio consumato, di derivazione latto casearia, non è utilizzabile dall’organismo. D’altronde se ciò non fosse vero, con l’enorme quantità di lattcini consumati non esisterebbero più le condizioni di calciodeficenza al giorno d’oggi.
In ogni caso la qualità (non quantità) del calcio presente nel siero non può essere idonea a rifornire la matrice ossea, pur restando comunque adeguata a perseguire altre finalità, quali per esempio la coagulazione ematica.
Infatti la frequenza di Osteoporosi è più elevata nelle popolazioni che consumano ampie quantità di latte rispetto a quelle che non ne fanno un uso di routine ad ogni pasto; in America e Norvegia l’osteoporosi è uno dei più temuti flagelli che colpisce donne ed anziani. Mentre in Giappone, dove il consumo del bianco nettare e dei suoi derivati è quasi nullo, tale problema non sussiste.
Perché quindi pubblicità, medici, articoli ci informano che senza latte le nostre ossa ne risentono? Se fate un rapido calcolo delle marche di latte vendute nella nostra nazione, vi fate un po’ l’idea del bussines che esiste: e se poi fate un salto al supercoop e contate i diversi tipi di formaggi, burro, mozzarelle e ricotte, senza dimenticare tutti i prodotti in cui il latte è presente come addensante o eccipiente, confermate appieno l’ipotesi che si era formata inizialmente nella vostra mente.
Se alla fine poi vi informate in giro (anche tramite internet) del basso costo per mantenere un animale da mungitura fermo bloccato nei baracconi ed alimentato a misture derivanti da tutto quello che viene “buttato via” dall’industria, avete il quadro completo.
Ma allora? Come spiegare l’Osteoporosi?
Troppe proteine assunte durante i pasti, producono un eccesso di cenere acide (a seguito dell’ossidamento) che sovraccaricano le naturali capacità di neutralizzazione e smaltimento degli acidi. Un organismo inizialmente prenderà il sodio necessario per neutralizzare l’acidificazione incombente, dalla sua riserva Alcalina: una volta esaurita quella (a seguito dell’esagerato e continuativo abuso di proteine animali come carne, latte, ecc.), sarà costretto a prelevare il calcio dalle ossa per tamponare l’eccessiva acidità causata).
Il latte è essenziale nei primi 6 mesi di vita, ma da questo momento in poi il latte o meglio il lattosio, comincia ad essere “dimenticato” dalle cellule intestinali, in base alla legge filogenetica che sancisce che “è la funzione che sviluppa l’organo” e di contro, in questo caso l’intestino, spontaneamente non riesce più ad amministrare adeguatamente l’assorbimento del lattosi, vorrà dire che è giunto il momento di smetterla di somministrare latte e derivati ai nostri figli, o ancor peggio ai nostri nonni a tutti i costi.
Statisticamente, in base a una serie di test effettuati sulle intolleranze, il 70% delle persone è intolleranti a latte, latticini e yogurt.
In pratica noi siamo l’unica specie a bere latte dopo lo svezzamento, anche se dovremo precisare che “rubiamo” tale latte da altre specie che si prestano allo scopo.
La domanda logica è la seguente: se le popolazioni avessero necessità di bere latte in grandi quantità per sopravvivere, la biologia della specie umana avrebbe sostenuto dal punto di vista riproduttivo, solo quegli individui caratterizzati da dalla “lattasi sufficienza” e di conseguenza, inibito a livello di competizione riproduttiva i soggetti provvisti di “lattasi insufficienza”.
Dove trovare allora le riserve di calcio adatte alla struttura ossea?
A questo proposito diventa utile citare McDougall: “Le verdure contengono sufficienti quantità di calcio per soddisfare il fabbisogno sia dell’adulto che dell’individuo in accrescimento.”
Ma non solo: ottimi integratori naturali di calcio sono le mandorle in primis, e tutta la frutta secca immediatamente dopo. Abituatevi a tenerne una scorta in casa e mangiatene al posto della merenda pomeridiana, o come snack veloce in ufficio. Ne guadagnerete in linea ed in salute.
Se poi avete dei bambini piccoli, abituatevi a macinare 10 mandorle e offrirgliele con un cucchiaino: questo fino ai 15 mesi, poi imparerà a sgranocchiarle da solo.
Un’ultima raccomandazione: biologica, mi raccomando!
· in doppio cieco significa che vengono scelti due gruppi di persone di numero consistente, di cui il primo segue l’esperimento studiato (nel nostro caso, l’assunzione di latticini in rapporto con l’osteoporosi), mentre il secondo segue un esperimento diametralmente opposto (per esempio, niente latte e latticini nella dieta, e rapporti con l’osteoporosi).
Bibliografia:
- Salvate il vostro corpo – Kousmine – ed. Tecniche Nuove
- Medicina ortomolecolare – Panfili – ed. Tecniche Nuove
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/osteoporosi.htm
giovedì 28 maggio 2009
osteoporosi?seguite queste semplici regole di vita
http://www.altroconsumo.it/ossa-muscoli/regole-per-una-vita-sana-s88851.htm
Siete a rischio di osteoporosi?
Regole per una vita sana
Oltre a un’attività fisica regolare e a un buon apporto di calcio, sono importanti sane regole di vita:
garantire l’apporto quotidiano di vitamina D (che favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con la dieta) attraverso l’esposizione alla luce solare per almeno 15 minuti al giorno;
non fumare . L’osteoporosi ha incidenza più alta fra i fumatori che fra i non fumatori. Fumare ha un doppio effetto negativo: diminuisce il tasso di estrogeni, il che diminuisce la massa ossea, e in più inibisce l’attività degli osteoblasti, cellule che fissano il calcio nelle ossa. Una donna che fuma un pacchetto di sigarette al giorno accresce il suo rischio di fratture del 5-10% rispetto a una donna che non fuma;
non esagerare con l’alcol (cioè non bere più di due bicchieri di vino al giorno). L’alcol ha diversi effetti negativi: interferisce con l’assorbimento della vitamina D; aumenta l’eliminazione del calcio attraverso le urine; fa diminuire l’appetito e dunque l’apporto di calcio introdotto con gli alimenti.
È importante inoltre, soprattutto in età avanzata, prevenire le cadute. Per farlo è necessario:
ridurre insieme al medico le dosi di farmaci che causano sonnolenza o difficoltà di equilibrio, come i tranquillanti e i farmaci contro l’insonnia;
camminare con l’aiuto di un bastone, se necessario;
usare tappeti antiscivolo (soprattutto in bagno), maniglie d’appoggio e un’illuminazione adeguata nelle stanze.
Siete a rischio di osteoporosi?
Regole per una vita sana
Oltre a un’attività fisica regolare e a un buon apporto di calcio, sono importanti sane regole di vita:
garantire l’apporto quotidiano di vitamina D (che favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con la dieta) attraverso l’esposizione alla luce solare per almeno 15 minuti al giorno;
non fumare . L’osteoporosi ha incidenza più alta fra i fumatori che fra i non fumatori. Fumare ha un doppio effetto negativo: diminuisce il tasso di estrogeni, il che diminuisce la massa ossea, e in più inibisce l’attività degli osteoblasti, cellule che fissano il calcio nelle ossa. Una donna che fuma un pacchetto di sigarette al giorno accresce il suo rischio di fratture del 5-10% rispetto a una donna che non fuma;
non esagerare con l’alcol (cioè non bere più di due bicchieri di vino al giorno). L’alcol ha diversi effetti negativi: interferisce con l’assorbimento della vitamina D; aumenta l’eliminazione del calcio attraverso le urine; fa diminuire l’appetito e dunque l’apporto di calcio introdotto con gli alimenti.
È importante inoltre, soprattutto in età avanzata, prevenire le cadute. Per farlo è necessario:
ridurre insieme al medico le dosi di farmaci che causano sonnolenza o difficoltà di equilibrio, come i tranquillanti e i farmaci contro l’insonnia;
camminare con l’aiuto di un bastone, se necessario;
usare tappeti antiscivolo (soprattutto in bagno), maniglie d’appoggio e un’illuminazione adeguata nelle stanze.
alimenti ricchi di calcio-tabella
TABELLA ALIMENTI RICCHI DI CALCIO
Siete a rischio di osteoporosi?
Farmaci: ecco quali
Quando il medico dovrebbe trattare con farmaci un caso di osteoporosi?
Non è sempre facile stabilirlo: se la paziente è sana, ma la Moc ha dato un risultato di osteoporosi, dovrebbe essere trattata se ha importanti fattori di rischio per fratture (per esempio, madre con fratture oppure storia personale di anoressia in adolescenza). Se la paziente ha già subìto una frattura, il trattamento è indispensabile per prevenire altre fratture. In Italia però la maggior parte dei farmaci sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale solo quando c’è già stata una frattura o durante trattamenti prolungati con farmaci cortisonici ad alte dosi (sono cioè in fascia A, con nota 79). Altrimenti bisogna pagarli di tasca propria. Sarebbe utile invece concedere gratuitamente i farmaci anche alle persone ad alto rischio di fratture, come strumento di prevenzione.
Calcio + vitamina D . Sono rimborsati senza limitazioni. Da soli non sono efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture e vanno associati agli altri farmaci per l’osteoporosi. Di questi farmaci sono disponibili anche i generici: si chiamano “calcio carbonato + vitamina D3” seguito dalla sigla della ditta che li produce.
I nomi commerciali sono: Biocalcium D3, Cacit vit. D3, Cadtre, CalcicolD3, , Calcium D3 Sandoz, Calma D3, Ditrost, Effercal D3, Eurocal D3, Ideos, Kalaz, Metocal vit. D3, Natecal D3, Orotre, Tonacal D3, Urtotre.
Bifosfonati. Sono in fascia A con nota 79. Sono la prima scelta nel trattamento dell’osteoporosi, in particolare alendronato e risedronato, in quanto efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture. Nomi commerciali: Adronat, Alendros, Dronal, Fosamax, Genalen (alendronato); Actonel, Optinate (risedronato).
Uno degli effetti collaterali principali di questi farmaci è l’irritazione dell’esofago. Per questo le compresse vanno assunte al mattino, a stomaco vuoto, con un po’ d’acqua, restando in piedi per i successivi 30 minuti.
Raloxifene. In fascia A con nota 79. È da considerare una seconda scelta, in particolare per i pazienti che non tollerano i bifosfonati. Previene soprattutto le fratture vertebrali. Nomi commerciali: Evista e Optruma. Principali effetti collaterali: vampate di calore, crampi alle gambe.
Terapia ormonale sostitutiva. Ha effetti positivi sulla salute dell’osso soprattutto per le donne che vanno in menopausa precocemente, ma non è indicata per la prevenzione delle fratture. Aumenta il rischio di cancro al seno, di ictus e di infarto e ha diversi effetti collaterali. Non va consigliata per la prevenzione dell’osteoporosi: l’unica indicazione è l’uso a basse dosi e per il minor tempo possibile in donne soggette a forti sintomi dovuti alla menopausa.
Calcitonina. Non è quasi più usata perché poco efficace e non priva di effetti collaterali. In Italia rimangono le specialità in fiale iniettabili (Biocalcin, Calcitonina Sandoz, Osteovis, Salmofar) e in spray nasale (Calcitonina Sandoz). Non è rimborsata.
Tibolone. Si tratta di un ormone sintetico la cui efficacia nella prevenzione delle fratture non è stata dimostrata, dunque è da sconsigliare. In Italia l’unica specialità medicinale contenente tibolone si chiama Livial.
Stronzio ranelato. E' un altro nuovo farmaco, in bustine, in commercio con i nomi di Osseor e Protelos. E' in fascia A con nota 79. Previene soprattutto le fratture vertebrali, quindi è da considerare una seconda scelta. I principali effetti collaterali sono: nausea, diarrea, mal di testa, irritazione della pelle.
Teriparatide. È un farmaco nuovo (Forsteo), investito di grandi aspettative come tutte le novità. Agisce stimolando la formazione di nuovo osso, ma il suo profilo di sicurezza deve essere ancora ben definito. Deve essere prescritto da centri specializzati e solo a pazienti con osteoporosi grave, che hanno subìto fratture nonostante siano stati già in trattamento con altri farmaci anti-osteoporosi.
Molte donne ricorrono a integratori contenenti fitoestrogeni. Si tratta di sostanze simili agli estrogeni contenute in alcune piante: tra i più diffusi, gli isoflavoni della soia.
Ad oggi, la loro efficacia nella prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture non è stata dimostrata.Tra prova questo efficacissimo integratore di calciofarmaci per contrastare l'osteoporosi
Siete a rischio di osteoporosi?
Farmaci: ecco quali
Quando il medico dovrebbe trattare con farmaci un caso di osteoporosi?
Non è sempre facile stabilirlo: se la paziente è sana, ma la Moc ha dato un risultato di osteoporosi, dovrebbe essere trattata se ha importanti fattori di rischio per fratture (per esempio, madre con fratture oppure storia personale di anoressia in adolescenza). Se la paziente ha già subìto una frattura, il trattamento è indispensabile per prevenire altre fratture. In Italia però la maggior parte dei farmaci sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale solo quando c’è già stata una frattura o durante trattamenti prolungati con farmaci cortisonici ad alte dosi (sono cioè in fascia A, con nota 79). Altrimenti bisogna pagarli di tasca propria. Sarebbe utile invece concedere gratuitamente i farmaci anche alle persone ad alto rischio di fratture, come strumento di prevenzione.
Calcio + vitamina D . Sono rimborsati senza limitazioni. Da soli non sono efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture e vanno associati agli altri farmaci per l’osteoporosi. Di questi farmaci sono disponibili anche i generici: si chiamano “calcio carbonato + vitamina D3” seguito dalla sigla della ditta che li produce.
I nomi commerciali sono: Biocalcium D3, Cacit vit. D3, Cadtre, CalcicolD3, , Calcium D3 Sandoz, Calma D3, Ditrost, Effercal D3, Eurocal D3, Ideos, Kalaz, Metocal vit. D3, Natecal D3, Orotre, Tonacal D3, Urtotre.
Bifosfonati. Sono in fascia A con nota 79. Sono la prima scelta nel trattamento dell’osteoporosi, in particolare alendronato e risedronato, in quanto efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture. Nomi commerciali: Adronat, Alendros, Dronal, Fosamax, Genalen (alendronato); Actonel, Optinate (risedronato).
Uno degli effetti collaterali principali di questi farmaci è l’irritazione dell’esofago. Per questo le compresse vanno assunte al mattino, a stomaco vuoto, con un po’ d’acqua, restando in piedi per i successivi 30 minuti.
Raloxifene. In fascia A con nota 79. È da considerare una seconda scelta, in particolare per i pazienti che non tollerano i bifosfonati. Previene soprattutto le fratture vertebrali. Nomi commerciali: Evista e Optruma. Principali effetti collaterali: vampate di calore, crampi alle gambe.
Terapia ormonale sostitutiva. Ha effetti positivi sulla salute dell’osso soprattutto per le donne che vanno in menopausa precocemente, ma non è indicata per la prevenzione delle fratture. Aumenta il rischio di cancro al seno, di ictus e di infarto e ha diversi effetti collaterali. Non va consigliata per la prevenzione dell’osteoporosi: l’unica indicazione è l’uso a basse dosi e per il minor tempo possibile in donne soggette a forti sintomi dovuti alla menopausa.
Calcitonina. Non è quasi più usata perché poco efficace e non priva di effetti collaterali. In Italia rimangono le specialità in fiale iniettabili (Biocalcin, Calcitonina Sandoz, Osteovis, Salmofar) e in spray nasale (Calcitonina Sandoz). Non è rimborsata.
Tibolone. Si tratta di un ormone sintetico la cui efficacia nella prevenzione delle fratture non è stata dimostrata, dunque è da sconsigliare. In Italia l’unica specialità medicinale contenente tibolone si chiama Livial.
Stronzio ranelato. E' un altro nuovo farmaco, in bustine, in commercio con i nomi di Osseor e Protelos. E' in fascia A con nota 79. Previene soprattutto le fratture vertebrali, quindi è da considerare una seconda scelta. I principali effetti collaterali sono: nausea, diarrea, mal di testa, irritazione della pelle.
Teriparatide. È un farmaco nuovo (Forsteo), investito di grandi aspettative come tutte le novità. Agisce stimolando la formazione di nuovo osso, ma il suo profilo di sicurezza deve essere ancora ben definito. Deve essere prescritto da centri specializzati e solo a pazienti con osteoporosi grave, che hanno subìto fratture nonostante siano stati già in trattamento con altri farmaci anti-osteoporosi.
Molte donne ricorrono a integratori contenenti fitoestrogeni. Si tratta di sostanze simili agli estrogeni contenute in alcune piante: tra i più diffusi, gli isoflavoni della soia.
Ad oggi, la loro efficacia nella prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture non è stata dimostrata.
http://www.altroconsumo.it/ossa-muscoli/farmaci-ecco-quali-s88861.htm
Farmaci: ecco quali
Quando il medico dovrebbe trattare con farmaci un caso di osteoporosi?
Non è sempre facile stabilirlo: se la paziente è sana, ma la Moc ha dato un risultato di osteoporosi, dovrebbe essere trattata se ha importanti fattori di rischio per fratture (per esempio, madre con fratture oppure storia personale di anoressia in adolescenza). Se la paziente ha già subìto una frattura, il trattamento è indispensabile per prevenire altre fratture. In Italia però la maggior parte dei farmaci sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale solo quando c’è già stata una frattura o durante trattamenti prolungati con farmaci cortisonici ad alte dosi (sono cioè in fascia A, con nota 79). Altrimenti bisogna pagarli di tasca propria. Sarebbe utile invece concedere gratuitamente i farmaci anche alle persone ad alto rischio di fratture, come strumento di prevenzione.
Calcio + vitamina D . Sono rimborsati senza limitazioni. Da soli non sono efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture e vanno associati agli altri farmaci per l’osteoporosi. Di questi farmaci sono disponibili anche i generici: si chiamano “calcio carbonato + vitamina D3” seguito dalla sigla della ditta che li produce.
I nomi commerciali sono: Biocalcium D3, Cacit vit. D3, Cadtre, CalcicolD3, , Calcium D3 Sandoz, Calma D3, Ditrost, Effercal D3, Eurocal D3, Ideos, Kalaz, Metocal vit. D3, Natecal D3, Orotre, Tonacal D3, Urtotre.
Bifosfonati. Sono in fascia A con nota 79. Sono la prima scelta nel trattamento dell’osteoporosi, in particolare alendronato e risedronato, in quanto efficaci nel prevenire tutti i tipi di fratture. Nomi commerciali: Adronat, Alendros, Dronal, Fosamax, Genalen (alendronato); Actonel, Optinate (risedronato).
Uno degli effetti collaterali principali di questi farmaci è l’irritazione dell’esofago. Per questo le compresse vanno assunte al mattino, a stomaco vuoto, con un po’ d’acqua, restando in piedi per i successivi 30 minuti.
Raloxifene. In fascia A con nota 79. È da considerare una seconda scelta, in particolare per i pazienti che non tollerano i bifosfonati. Previene soprattutto le fratture vertebrali. Nomi commerciali: Evista e Optruma. Principali effetti collaterali: vampate di calore, crampi alle gambe.
Terapia ormonale sostitutiva. Ha effetti positivi sulla salute dell’osso soprattutto per le donne che vanno in menopausa precocemente, ma non è indicata per la prevenzione delle fratture. Aumenta il rischio di cancro al seno, di ictus e di infarto e ha diversi effetti collaterali. Non va consigliata per la prevenzione dell’osteoporosi: l’unica indicazione è l’uso a basse dosi e per il minor tempo possibile in donne soggette a forti sintomi dovuti alla menopausa.
Calcitonina. Non è quasi più usata perché poco efficace e non priva di effetti collaterali. In Italia rimangono le specialità in fiale iniettabili (Biocalcin, Calcitonina Sandoz, Osteovis, Salmofar) e in spray nasale (Calcitonina Sandoz). Non è rimborsata.
Tibolone. Si tratta di un ormone sintetico la cui efficacia nella prevenzione delle fratture non è stata dimostrata, dunque è da sconsigliare. In Italia l’unica specialità medicinale contenente tibolone si chiama Livial.
Stronzio ranelato. E' un altro nuovo farmaco, in bustine, in commercio con i nomi di Osseor e Protelos. E' in fascia A con nota 79. Previene soprattutto le fratture vertebrali, quindi è da considerare una seconda scelta. I principali effetti collaterali sono: nausea, diarrea, mal di testa, irritazione della pelle.
Teriparatide. È un farmaco nuovo (Forsteo), investito di grandi aspettative come tutte le novità. Agisce stimolando la formazione di nuovo osso, ma il suo profilo di sicurezza deve essere ancora ben definito. Deve essere prescritto da centri specializzati e solo a pazienti con osteoporosi grave, che hanno subìto fratture nonostante siano stati già in trattamento con altri farmaci anti-osteoporosi.
Molte donne ricorrono a integratori contenenti fitoestrogeni. Si tratta di sostanze simili agli estrogeni contenute in alcune piante: tra i più diffusi, gli isoflavoni della soia.
Ad oggi, la loro efficacia nella prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture non è stata dimostrata.
http://www.altroconsumo.it/ossa-muscoli/farmaci-ecco-quali-s88861.htm
fratture osse ,ecco la dieta per facilitare il processo di guarigione
Dieta e fratture ossee
Quando subiamo una frattura le nostre ossa reagiscono al trauma, sintetizzano nuove cellule, ricevono più sangue e lentamente si riparano. Grazie a questo processo la maggior parte delle fratture guarisce nel giro di sei settimane. Alcune ossa, tuttavia, sono scarsamente vascolarizzate e necessitano di tempi di recupero superiori (ad esempio la frattura del collo del femore o della tibia).
Per facilitare questo processo di guarigione, oltre all'immobilizzazione e ad eventuali interventi chirurgici, è molto importante seguire una dieta appropriata.
Dieta e fratture
Il tempo di guarigione da una frattura è influenzato dall'effettiva disponibilità di tutti quei nutrienti necessari per riparare l'osso lesionato.
CALCIO: insieme alla vitamina D è fondamentale per la salute ossea e per la prevenzione dell'osteoporosi. Si trova soprattutto nei latticini e nel pesce azzurro. Anche alcune verdure sono ricche di calcio ma in una forma meno assorbibile dall'organismo. Altri vegetali, come gli spinaci e le barbabietole contrastano in maniera importante l'assorbimento intestinale di questo prezioso minerale.
ALCOL, SODIO E CAFFEINA: riducono l'assorbimento del calcio e ne facilitano l'eliminazione; durante la guarigione da una frattura il loro consumo va quindi ridotto.
VITAMINA D: facilita l'assorbimento intestinale di calcio. Viene prodotta dalla cute grazie all'azione dei raggi solari. Deficit di calciferolo sono rari e si riscontrano soprattutto negli anziani durante i mesi invernali. Per aumentare i livelli di questa vitamina nella dieta è importante consumare le giuste quantità di uova, salmone, burro e latte.
FOSFORO: fondamentale per la mineralizzazione ossea e dentale. Raramente si verificano casi di carenza dato che si trova nella maggior parte degli alimenti di origine animale e vegetale.
VITAMINA A: svolge un ruolo importante nella sintesi proteica e nella formazione di ossa e scheletro; è inoltre un potente antiossidante naturale. Si trova soprattutto negli alimenti di origine animale come carni, frattaglie, alcuni pesci, uova, latte, formaggi, burro e, sottoforma di precursori (carotenoidi) in frutta e verdura di colore giallo e rosso.
VITAMINA C: è molto importante per la sintesi del collagene, una proteina fibrosa necessaria per la riparazione delle fratture (il collagene forma il tessuto connettivo necessario per la costituzione non solo di ossa ma anche di tendini, denti, legamenti e cartilagini). Come la vitamina A anche la vitamina C è contenuta nella frutta e nella verdura (soprattutto agrumi, kiwi, broccoli, fragole, pomodori e peperoni). E' invece assente negli alimenti di origine animale (salvo alcune frattaglie).
VITAMINA K: interviene nella sintesi di alcune proteine essenziali per il metabolismo osseo. Numerosi studi recenti attribuiscono a questa vitamina un ruolo importante nella prevenzione dell'osteoporosi. Tuttavia la carenza di vitamina K è molto rara, sia perché è ampiamente distribuita negli alimenti, sia perché l'organismo è in grado di regolarne molto bene sintesi ed eliminazione.
VITAMINA B12: insieme all'acido folico, al rame e al ferro aumenta la produzione di globuli rossi nel midollo osseo; è quindi essenziale nelle prime fasi di ripresa dopo un intervento chirurgico di riduzione della frattura.
ZINCO: facilita la guarigione dalle ferite e riduce i tempi di cicatrizzazione. Fonti alimentari: uova, lattuga, fagioli, spinaci (controindicati perché ricchi di ossalato), piselli, molluschi, lievito di birra, orzo, avena e arachidi.
RAME: contribuisce, insieme alla vitamina C, alla formazione di collagene.
Per facilitare la riparazione ossea in seguito ad una frattura è quindi importante adottare una dieta ricca di frutta e verdura. L'unica eccezione va fatta per gli alimenti ricchi di ossalati (cacao, barbabietole rosse, spinaci, prezzemolo, arachidi, rabarbaro e the) che vanno consumati con moderazione. E' inoltre importe assumere alimenti ricchi di calcio come i latticini, preferendo quelli a ridotto contenuto lipidico (latte e yogurt scremati totalmente o parzialmente, ricotta, mozzarella, certosino, robiola, crescenza e fiocchi di latte).
Infine è importante non eccedere con the, caffè, alcolici e sale da cucina (tenendo presente che molti alimenti confezionati come gli snack salati ne contengono quantità importanti).
http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-fratture.html
Quando subiamo una frattura le nostre ossa reagiscono al trauma, sintetizzano nuove cellule, ricevono più sangue e lentamente si riparano. Grazie a questo processo la maggior parte delle fratture guarisce nel giro di sei settimane. Alcune ossa, tuttavia, sono scarsamente vascolarizzate e necessitano di tempi di recupero superiori (ad esempio la frattura del collo del femore o della tibia).
Per facilitare questo processo di guarigione, oltre all'immobilizzazione e ad eventuali interventi chirurgici, è molto importante seguire una dieta appropriata.
Dieta e fratture
Il tempo di guarigione da una frattura è influenzato dall'effettiva disponibilità di tutti quei nutrienti necessari per riparare l'osso lesionato.
CALCIO: insieme alla vitamina D è fondamentale per la salute ossea e per la prevenzione dell'osteoporosi. Si trova soprattutto nei latticini e nel pesce azzurro. Anche alcune verdure sono ricche di calcio ma in una forma meno assorbibile dall'organismo. Altri vegetali, come gli spinaci e le barbabietole contrastano in maniera importante l'assorbimento intestinale di questo prezioso minerale.
ALCOL, SODIO E CAFFEINA: riducono l'assorbimento del calcio e ne facilitano l'eliminazione; durante la guarigione da una frattura il loro consumo va quindi ridotto.
VITAMINA D: facilita l'assorbimento intestinale di calcio. Viene prodotta dalla cute grazie all'azione dei raggi solari. Deficit di calciferolo sono rari e si riscontrano soprattutto negli anziani durante i mesi invernali. Per aumentare i livelli di questa vitamina nella dieta è importante consumare le giuste quantità di uova, salmone, burro e latte.
FOSFORO: fondamentale per la mineralizzazione ossea e dentale. Raramente si verificano casi di carenza dato che si trova nella maggior parte degli alimenti di origine animale e vegetale.
VITAMINA A: svolge un ruolo importante nella sintesi proteica e nella formazione di ossa e scheletro; è inoltre un potente antiossidante naturale. Si trova soprattutto negli alimenti di origine animale come carni, frattaglie, alcuni pesci, uova, latte, formaggi, burro e, sottoforma di precursori (carotenoidi) in frutta e verdura di colore giallo e rosso.
VITAMINA C: è molto importante per la sintesi del collagene, una proteina fibrosa necessaria per la riparazione delle fratture (il collagene forma il tessuto connettivo necessario per la costituzione non solo di ossa ma anche di tendini, denti, legamenti e cartilagini). Come la vitamina A anche la vitamina C è contenuta nella frutta e nella verdura (soprattutto agrumi, kiwi, broccoli, fragole, pomodori e peperoni). E' invece assente negli alimenti di origine animale (salvo alcune frattaglie).
VITAMINA K: interviene nella sintesi di alcune proteine essenziali per il metabolismo osseo. Numerosi studi recenti attribuiscono a questa vitamina un ruolo importante nella prevenzione dell'osteoporosi. Tuttavia la carenza di vitamina K è molto rara, sia perché è ampiamente distribuita negli alimenti, sia perché l'organismo è in grado di regolarne molto bene sintesi ed eliminazione.
VITAMINA B12: insieme all'acido folico, al rame e al ferro aumenta la produzione di globuli rossi nel midollo osseo; è quindi essenziale nelle prime fasi di ripresa dopo un intervento chirurgico di riduzione della frattura.
ZINCO: facilita la guarigione dalle ferite e riduce i tempi di cicatrizzazione. Fonti alimentari: uova, lattuga, fagioli, spinaci (controindicati perché ricchi di ossalato), piselli, molluschi, lievito di birra, orzo, avena e arachidi.
RAME: contribuisce, insieme alla vitamina C, alla formazione di collagene.
Per facilitare la riparazione ossea in seguito ad una frattura è quindi importante adottare una dieta ricca di frutta e verdura. L'unica eccezione va fatta per gli alimenti ricchi di ossalati (cacao, barbabietole rosse, spinaci, prezzemolo, arachidi, rabarbaro e the) che vanno consumati con moderazione. E' inoltre importe assumere alimenti ricchi di calcio come i latticini, preferendo quelli a ridotto contenuto lipidico (latte e yogurt scremati totalmente o parzialmente, ricotta, mozzarella, certosino, robiola, crescenza e fiocchi di latte).
Infine è importante non eccedere con the, caffè, alcolici e sale da cucina (tenendo presente che molti alimenti confezionati come gli snack salati ne contengono quantità importanti).
http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-fratture.html
mercoledì 27 maggio 2009
osteoporosi,che fare?
http://www.eurosalus.com/domanda/domanda-della-settimana/che-fare-contro-losteoporosi.html|
Nella nostra pratica clinica abbiamo imparato a dubitare delle diagnosi di osteoporosi.
Molto spesso una persona viene dichiarata osteoporotica solo perché le sue ossa sono meno dense delle ossa di un giovane uomo sano senza considerare nella valutazione clinica il sesso e l'età della persona in esame.
La mineralometria ossea computerizzata (MOC) confronta il risultato ottenuto sia con la densità ossea di un giovane ventenne (T-score) sia paragonando il valore ottenuto con la media della popolazione di età e sesso uguali a quelli della persona in esame (Z-score).
Non è difficile capire come una anziana signora di 75 anni abbia le ossa più fragili di un ragazzo di appena 20 anni: per dire ciò non è necessario sottoporsi a nessun esame strumentale. Diverso invece se la densità ossea della stessa signora è inferiore rispetto a tutte le donne della stessa età: solo in questo caso ha senso fare diagnosi di osteoporosi.
Nel trattamento dell'osteoporosi è importante ricordare come il tessuto osseo sia estremamente malleabile: nello stesso momento le ossa vengono distrutte e ricostruite in un equilibrio dinamico finemente regolato dagli stimoli esterni.
L'eventuale impiego di farmaci deve essere valutato attentamente avendo ben chiaro il quadro generale della persona ma in ogni caso il reale cambio di abitudini può rivelarsi utilissimo per riportare un individuo alla guarigione il più velocemente possibile. I farmaci antiosteoporotici agiscono solitamente o sulla fase di distruzione ossea (osteoclastogenesi) o sulla deposizione di matrice (osteoblastogenesi). Limitando la distruzione di tessuto osseo si finisce per bloccare anche la deposizione, mentre stimolando eccessivamente la deposizione di nuovo tessuto si rischia di stimolare anche il riassorbimento.
Alcuni studi scientifici riportano chiaramente come l'utilizzo di Alendronato (uno dei farmaci più diffusi nel trattamento dell'osteoporosi) per lunghi periodi riduce sensibilmente l'elasticità ossea aumentando conseguentemente il rischio di fratture.
Il movimento fisico moderato è forse lo stimolo più importante per favorire la mineralizzazione ossea. L'attività fisica deve essere parte integrante di ogni giornata fin dalla più tenera età e deve essere mantenuta per tutta la vita. Muoversi significa prima di tutto prevenire l'osteoporosi. Questo adagio è valido anche per chi deve affrontare l'osteoporosi e non ha mai fatto sport: con cautela e senza strafare è importante cominciare a passeggiare ogni giorno facendo diventare questo momento una costante quotidiano. Si comincerà con pochi minuti (20 minuti possono essere sufficienti all'inizio) e poi piano piano si arriverà anche a un'ora: la parola d'ordine è gradualità!
Anche il sole riveste un ruolo nella terapia contro l'osteoporosi. La vitamina D è importantissima nella regolazione dell'equilibrio osseo e viene prodotta a livello della pelle sfruttando l'energia della luce. Passeggiare in un parco baciati dal sole è quindi una delle attività più benefiche per le persone che vogliono avere ossa sane. Non dimentichiamo poi che questa vitamina è contenuta in alimenti come il pesce, le uova e le verdure a foglia verde. Nella nostra pratica clinica integriamo la vitamina D solo durante i mesi invernali quando le ore di luce sono poche e per il freddo si gira coperti dalla testa ai piedi. Nei mesi estivi invece la sola esposizione alla luce solare permette di raggiungere i giusti livelli di questa vitamina: l'importante è esporsi al sole.
Per concludere è importante considerare il ruolo del calcio in questa malattia. Il giusto apporto di calcio è indispensabile per la mineralizzazione ossea ma questo non autorizza ad abusare di questo oligoelemento.
La maggior parte dei prodotti industriali è addizionato di calcio, il consumo di latte e latticini è alle stelle, per non parlare della facilità con cui si prescrivono integratori di calcio. In tutta questa smania di non assumere abbastanza calcio si dimenticano i possibili effetti negativi di questa integrazione: un recentissimo studio ha puntato l'attenzione sull'aumento degli attacchi cardiaci nelle donne osteoporotiche che integravano calcio. Inoltre l'eccessivo utilizzo di questo oligoelemento aumenta sensibilmente la reattività allergica peggiorando sensibilmente il quadro di allergie e intolleranze alimentari.
Nella colonna qui a fianco sono riportanti alcuni interessanti articoli di approfondimento su questi temi. Tra questi segnaliamo la risposta a una nostra lettrice in cui viene spiegato il trattamento omeopatico contro l'osteoporosi. L'omeopatia si integra bene nella terapia antiosteoporotica e può rappresentare una buona strategia da affiancare al cambio di abitudini.
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
Nella nostra pratica clinica abbiamo imparato a dubitare delle diagnosi di osteoporosi.
Molto spesso una persona viene dichiarata osteoporotica solo perché le sue ossa sono meno dense delle ossa di un giovane uomo sano senza considerare nella valutazione clinica il sesso e l'età della persona in esame.
La mineralometria ossea computerizzata (MOC) confronta il risultato ottenuto sia con la densità ossea di un giovane ventenne (T-score) sia paragonando il valore ottenuto con la media della popolazione di età e sesso uguali a quelli della persona in esame (Z-score).
Non è difficile capire come una anziana signora di 75 anni abbia le ossa più fragili di un ragazzo di appena 20 anni: per dire ciò non è necessario sottoporsi a nessun esame strumentale. Diverso invece se la densità ossea della stessa signora è inferiore rispetto a tutte le donne della stessa età: solo in questo caso ha senso fare diagnosi di osteoporosi.
Nel trattamento dell'osteoporosi è importante ricordare come il tessuto osseo sia estremamente malleabile: nello stesso momento le ossa vengono distrutte e ricostruite in un equilibrio dinamico finemente regolato dagli stimoli esterni.
L'eventuale impiego di farmaci deve essere valutato attentamente avendo ben chiaro il quadro generale della persona ma in ogni caso il reale cambio di abitudini può rivelarsi utilissimo per riportare un individuo alla guarigione il più velocemente possibile. I farmaci antiosteoporotici agiscono solitamente o sulla fase di distruzione ossea (osteoclastogenesi) o sulla deposizione di matrice (osteoblastogenesi). Limitando la distruzione di tessuto osseo si finisce per bloccare anche la deposizione, mentre stimolando eccessivamente la deposizione di nuovo tessuto si rischia di stimolare anche il riassorbimento.
Alcuni studi scientifici riportano chiaramente come l'utilizzo di Alendronato (uno dei farmaci più diffusi nel trattamento dell'osteoporosi) per lunghi periodi riduce sensibilmente l'elasticità ossea aumentando conseguentemente il rischio di fratture.
Il movimento fisico moderato è forse lo stimolo più importante per favorire la mineralizzazione ossea. L'attività fisica deve essere parte integrante di ogni giornata fin dalla più tenera età e deve essere mantenuta per tutta la vita. Muoversi significa prima di tutto prevenire l'osteoporosi. Questo adagio è valido anche per chi deve affrontare l'osteoporosi e non ha mai fatto sport: con cautela e senza strafare è importante cominciare a passeggiare ogni giorno facendo diventare questo momento una costante quotidiano. Si comincerà con pochi minuti (20 minuti possono essere sufficienti all'inizio) e poi piano piano si arriverà anche a un'ora: la parola d'ordine è gradualità!
Anche il sole riveste un ruolo nella terapia contro l'osteoporosi. La vitamina D è importantissima nella regolazione dell'equilibrio osseo e viene prodotta a livello della pelle sfruttando l'energia della luce. Passeggiare in un parco baciati dal sole è quindi una delle attività più benefiche per le persone che vogliono avere ossa sane. Non dimentichiamo poi che questa vitamina è contenuta in alimenti come il pesce, le uova e le verdure a foglia verde. Nella nostra pratica clinica integriamo la vitamina D solo durante i mesi invernali quando le ore di luce sono poche e per il freddo si gira coperti dalla testa ai piedi. Nei mesi estivi invece la sola esposizione alla luce solare permette di raggiungere i giusti livelli di questa vitamina: l'importante è esporsi al sole.
Per concludere è importante considerare il ruolo del calcio in questa malattia. Il giusto apporto di calcio è indispensabile per la mineralizzazione ossea ma questo non autorizza ad abusare di questo oligoelemento.
La maggior parte dei prodotti industriali è addizionato di calcio, il consumo di latte e latticini è alle stelle, per non parlare della facilità con cui si prescrivono integratori di calcio. In tutta questa smania di non assumere abbastanza calcio si dimenticano i possibili effetti negativi di questa integrazione: un recentissimo studio ha puntato l'attenzione sull'aumento degli attacchi cardiaci nelle donne osteoporotiche che integravano calcio. Inoltre l'eccessivo utilizzo di questo oligoelemento aumenta sensibilmente la reattività allergica peggiorando sensibilmente il quadro di allergie e intolleranze alimentari.
Nella colonna qui a fianco sono riportanti alcuni interessanti articoli di approfondimento su questi temi. Tra questi segnaliamo la risposta a una nostra lettrice in cui viene spiegato il trattamento omeopatico contro l'osteoporosi. L'omeopatia si integra bene nella terapia antiosteoporotica e può rappresentare una buona strategia da affiancare al cambio di abitudini.
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
martedì 26 maggio 2009
smart drugs,sono sostanze legali ma molto pericolose!
Smart drugs per superare la maturità
+ "E' davvero potente, ti rende euforico"
Sono sostanze in grado di aumentare le capacità cognitive. L'allarme: hanno effetti devastanti sulla memoria
ROMA
Si chiamano smart drugs, ma in Italia sono meglio conosciute come le droghe-furbe, sostanze legali ma molto pericolose. Queste droghe low-cost, facilmente reperibili su Internet o negli smart-shop, sono diventate lo sballo preferito dai giovani nelle discoteche e nelle palestre. E adesso anche l'"aiutino" di chi deve affrontare l'esame di maturità. Dalla comunità scientifica del Cnr scatta l’allarme per gli esami dopati. Se in passato per resistere alle nottate sui libri gli studenti si limitavano ad aumentare la dose quotidiana di caffè, confidando nelle sue proprietà stimolanti, oggi, infatti, in prossimità di una prova d’esame alcuni fanno ricorso alle ’smart drugs’, composti di origine vegetale o sintetica dall’effetto dopante. E devastante. Perchè, spiegano i neuroscienziati, se nell’immediato regalano una maggiore efficienza mentale, dopo qualche giorno gli effetti svaniscono, provocando dipendenza e danni gravi alla memoria.
«I cosiddetti nootropi (dal greco noos=mente e tropein=verso) o cognitive enhancers, sono prodotti in grado di aumentare le capacità cognitive. Questa categoria -spiega Anna Lisa Muntoni dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari- comprende svariate sostanze psicoattive, sia di sintesi che naturali, efficaci non solo nei pazienti con disturbi neurologici o cognitivi, per i quali sono nate, ma anche in persone sane». «In pratica, l’uso delle ’smart drugs’ -prosegue Muntoni- migliora i processi cerebrali che sottendono l’attività mentale come attenzione, concentrazione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacità organizzativa e decisionale». Ma sempre più spesso questi farmaci sono assunti al di fuori della prescrizione medica. «Stimolanti come metilfenidato, destroanfetamina e modafinil, normalmente prescritti per la terapia del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), dell’autismo e di disturbi del sonno -prosegue Muntoni- si possono acquistare anche online e vengono presi in dosi massicce dagli studenti, soprattutto alla vigilia degli esami».
«Queste sostanze -spiega ancora la neuroscienziata del Cnr, Muntoni- agiscono fondamentalmente aumentando i livelli cerebrali dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina. In questo modo, da un lato migliorano le capacità di concentrazione e di elaborazione delle informazioni, i livelli di allerta e di attenzione, la motivazione allo studio, e, dall’altro, riducono le sensazioni di sonno, fame e fatica. Di qui la tendenza ad abusarne per migliorare le proprie prestazioni e prendere voti più alti». Un’abitudine insana e pericolosa poichè per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani. «In generale, disturbano i meccanismi del sonno -precisa la ricercatrice dell’In-Cnr- vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Una buona qualità del sonno è infatti indispensabile per immagazzinare le informazioni e consolidare i ricordi».
E i pericoli non finiscono qui. «Altri effetti collaterali -riferisce Muntone- sono rappresentati da diminuzione dell’appetito, perdita di peso, ansia e irritabilità. Per quanto riguarda il problema della dipendenza, gli stimolanti metilfenidato e anfetamina, amplificando le azioni della dopamina, rendono più interessanti e gratificanti lo studio e le attività quotidiane e ciò può portare all’uso compulsivo e alla dipendenza». www.lastampa.it
+ "E' davvero potente, ti rende euforico"
Sono sostanze in grado di aumentare le capacità cognitive. L'allarme: hanno effetti devastanti sulla memoria
ROMA
Si chiamano smart drugs, ma in Italia sono meglio conosciute come le droghe-furbe, sostanze legali ma molto pericolose. Queste droghe low-cost, facilmente reperibili su Internet o negli smart-shop, sono diventate lo sballo preferito dai giovani nelle discoteche e nelle palestre. E adesso anche l'"aiutino" di chi deve affrontare l'esame di maturità. Dalla comunità scientifica del Cnr scatta l’allarme per gli esami dopati. Se in passato per resistere alle nottate sui libri gli studenti si limitavano ad aumentare la dose quotidiana di caffè, confidando nelle sue proprietà stimolanti, oggi, infatti, in prossimità di una prova d’esame alcuni fanno ricorso alle ’smart drugs’, composti di origine vegetale o sintetica dall’effetto dopante. E devastante. Perchè, spiegano i neuroscienziati, se nell’immediato regalano una maggiore efficienza mentale, dopo qualche giorno gli effetti svaniscono, provocando dipendenza e danni gravi alla memoria.
«I cosiddetti nootropi (dal greco noos=mente e tropein=verso) o cognitive enhancers, sono prodotti in grado di aumentare le capacità cognitive. Questa categoria -spiega Anna Lisa Muntoni dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari- comprende svariate sostanze psicoattive, sia di sintesi che naturali, efficaci non solo nei pazienti con disturbi neurologici o cognitivi, per i quali sono nate, ma anche in persone sane». «In pratica, l’uso delle ’smart drugs’ -prosegue Muntoni- migliora i processi cerebrali che sottendono l’attività mentale come attenzione, concentrazione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacità organizzativa e decisionale». Ma sempre più spesso questi farmaci sono assunti al di fuori della prescrizione medica. «Stimolanti come metilfenidato, destroanfetamina e modafinil, normalmente prescritti per la terapia del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), dell’autismo e di disturbi del sonno -prosegue Muntoni- si possono acquistare anche online e vengono presi in dosi massicce dagli studenti, soprattutto alla vigilia degli esami».
«Queste sostanze -spiega ancora la neuroscienziata del Cnr, Muntoni- agiscono fondamentalmente aumentando i livelli cerebrali dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina. In questo modo, da un lato migliorano le capacità di concentrazione e di elaborazione delle informazioni, i livelli di allerta e di attenzione, la motivazione allo studio, e, dall’altro, riducono le sensazioni di sonno, fame e fatica. Di qui la tendenza ad abusarne per migliorare le proprie prestazioni e prendere voti più alti». Un’abitudine insana e pericolosa poichè per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani. «In generale, disturbano i meccanismi del sonno -precisa la ricercatrice dell’In-Cnr- vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Una buona qualità del sonno è infatti indispensabile per immagazzinare le informazioni e consolidare i ricordi».
E i pericoli non finiscono qui. «Altri effetti collaterali -riferisce Muntone- sono rappresentati da diminuzione dell’appetito, perdita di peso, ansia e irritabilità. Per quanto riguarda il problema della dipendenza, gli stimolanti metilfenidato e anfetamina, amplificando le azioni della dopamina, rendono più interessanti e gratificanti lo studio e le attività quotidiane e ciò può portare all’uso compulsivo e alla dipendenza». www.lastampa.it
lunedì 25 maggio 2009
World MS Day: la Prima Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla
Il 27 maggio in 50 paesi del mondo si celebrerà il World MS Day, la Prima Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. L'evento è promosso dalla Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla insieme alle varie Associazioni nel mondo. “Partecipa al Movimento Globale, fermiamo la sclerosi multipla” è il tema della Giornata. In tutto il mondo persone con sclerosi multipla, familiari, milioni di volontari, di ricercatori e personaggi della cultura e artisti daranno vita a un grande movimento per sostenere il diritto delle persone colpite dalla sclerosi multipla a una migliore qualità di vita e per rinnovare l’appello a favore della ricerca scientifica, l’unica arma vincente nella lotta contro questa complessa malattia. La condivisione fra i principali attori e finanziatori della ricerca a livello mondiale sui percorsi strategici e gli ambiti più promettenti nei quali investire ha fatto sì che le prospettive per il futuro siano molto positive. Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante a livello internazionale e anche in Italia, dove i ricercatori sono tra i primi posti nel mondo nel campo delle cellule staminali, nelle neuro immagini, nei meccanismi della malattia e nella ricerca terapeutica. Questo grazie all'impegno costante e significativo dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che insieme alla sua Fondazione FISM, svolge un ruolo di primo piano nella ricerca scientifica: è il principale finanziatore della ricerca in Italia ed è al terzo posto tra le Associazioni che finanziano la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla nel mondo. La sclerosi multipla è una malattia cronica, invalidante e imprevedibile, una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Ogni quattro ore nel nostro Paese questa malattia colpisce una persona prevalentemente giovane tra i 20 e i 30 anni. Le donne sono le più colpite, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Le persone colpite da sclerosi multipla sono più di 58 mila, con costi sociali considerevoli: 2 miliardi e 400 milioni di euro l’anno. Nel mondo sono colpite 2,5 milioni di persone. Il “movimento globale” del World MS Day si terrà con circa 70 eventi in 51 Paesi, tra cui le città di New York, Londra, Parigi, Sydney, Tokyo, Washington, Delhi, Buenos Aires, Cairo e tante altre città del Mondo. In accordo con lo spirito internazionale, anche in Italia la Giornata Mondiale si celebrerà all'interno del Convegno sulla ricerca scientifica promosso dalla FISM che si terrà a Roma il 26 e il 27 maggio a Palazzo Marini, Camera dei Deputati. Il World Ms Day, viene celebrato nell'ambito della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla che si terrà dal 23 al 31 maggio.
http://4amicialbar.forumcommunity.net/by andreaceleste
http://4amicialbar.forumcommunity.net/by andreaceleste
sabato 23 maggio 2009
domani sarà una domenica caldissima,ma niente panico seguite questi consigli
UNA DOMENICA "DI FUOCO":
ECCO COME DIFENDERSI
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Una domenica rovente. Domani si annuncia il giorno più caldo, con picchi a Firenze, Roma, Perugia, Latina e Venezia, dove è previsto il livello tre. Raggiungeranno inoltre il livello due almeno 14 centri (Bari, Bologna, Brescia, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Messina, Milano, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Torino e Viterbo), dopo le temperature elevate raggiunte oggi in otto città (con un livello tre a Firenze, Latina, Perugia e Roma e un livello due a Catania, Messina, Reggio Calabria e Venezia).
Ecco allora dieci regole per difendersi dal caldo, proposte dal ministero del Welfare. - BERE MOLTO: si consigliano uno o due litri d'acqua al giorno, soprattutto per gli anziani perchè il loro meccanismo di regolazione termica non funziona più in modo ottimale. Bene anche i succhi di frutta, ricchi di sali minerali. Limitarsi con bevande gassate, zuccherate e ricche di caffeina. - CIBI LEGGERI: mangiare poco e preferire cibi leggeri, poco salati e facili da digerire, suddivisi in quattro o cinque pasti nella giornata. Non concentrare troppi grassi e proteine in un unico pasto. Frutta (come agrumi, fragole, meloni che contengono fino al 90% di acqua) e verdure fresche ricche di antiossidanti (peperoni, pomodori, carote, lattughe) sono ideali contro il caldo. Attenzione a conservare correttamente i cibi, soprattutto carni, latticini, dolci con creme, gelati. - EVITARE LE ORE CALDE: nelle ore più calde, fra le 11 e le 18, si consiglia di non uscire e di evitare attività fisica intensa, giochi e sport all'aperto; bambini, anziani e convalescenti dovrebbero evitare anche zone molto trafficate. - VESTITI COMODI E LEGGERI: preferire abiti in cotone, lino e fibre naturali. A contatto con le fibre sintetiche, infatti, il sudore può provocare reazioni allergiche. - SOLE: proteggersi con filtri solari e non esporsi al sole fra le 11,00 e le 16,00 per evitare eritemi e scottature. - IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO: prima di metterli in funzione, i condizionatori di casa e quelli dell'automobile vanno smontati e puliti. Nei piccoli e nei grandi impianti vanno sempre puliti i filtri (anche i più potenti), dove possono annidarsi spore e germi, e le vaschette in cui si forma la condensa. - IN AUTOMOBILE: non lasciare mai persone o animali nell'auto parcheggiata al sole, nemmeno per poco tempo. Quando si entra in una macchina parcheggiata al sole iniziare il viaggio con i finestrini aperti o accendere il climatizzatore. - VENTILARE LA CASA: aprire le finestre al mattino presto, la sera tardi e nella notte per fare entrare aria fresca e tenere chiuse le finestre di giorno. - DOCCE TIEPIDE: sono efficaci contro il caldo docce e bagni tiepidi (mai freddi) senza asciugarsi, e inoltre bagnarsi viso e braccia con acqua fresca riduce la temperatura del corpo. - FARMACI: attenzione a conservarli correttamente, nella loro confezione e lontano da irradiazione solare diretta. Vanno in frigorifero quelli che non si conservano oltre i 25-30 gradi
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http://www.leggo.it/
ECCO COME DIFENDERSI
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Una domenica rovente. Domani si annuncia il giorno più caldo, con picchi a Firenze, Roma, Perugia, Latina e Venezia, dove è previsto il livello tre. Raggiungeranno inoltre il livello due almeno 14 centri (Bari, Bologna, Brescia, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Messina, Milano, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Torino e Viterbo), dopo le temperature elevate raggiunte oggi in otto città (con un livello tre a Firenze, Latina, Perugia e Roma e un livello due a Catania, Messina, Reggio Calabria e Venezia).
Ecco allora dieci regole per difendersi dal caldo, proposte dal ministero del Welfare. - BERE MOLTO: si consigliano uno o due litri d'acqua al giorno, soprattutto per gli anziani perchè il loro meccanismo di regolazione termica non funziona più in modo ottimale. Bene anche i succhi di frutta, ricchi di sali minerali. Limitarsi con bevande gassate, zuccherate e ricche di caffeina. - CIBI LEGGERI: mangiare poco e preferire cibi leggeri, poco salati e facili da digerire, suddivisi in quattro o cinque pasti nella giornata. Non concentrare troppi grassi e proteine in un unico pasto. Frutta (come agrumi, fragole, meloni che contengono fino al 90% di acqua) e verdure fresche ricche di antiossidanti (peperoni, pomodori, carote, lattughe) sono ideali contro il caldo. Attenzione a conservare correttamente i cibi, soprattutto carni, latticini, dolci con creme, gelati. - EVITARE LE ORE CALDE: nelle ore più calde, fra le 11 e le 18, si consiglia di non uscire e di evitare attività fisica intensa, giochi e sport all'aperto; bambini, anziani e convalescenti dovrebbero evitare anche zone molto trafficate. - VESTITI COMODI E LEGGERI: preferire abiti in cotone, lino e fibre naturali. A contatto con le fibre sintetiche, infatti, il sudore può provocare reazioni allergiche. - SOLE: proteggersi con filtri solari e non esporsi al sole fra le 11,00 e le 16,00 per evitare eritemi e scottature. - IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO: prima di metterli in funzione, i condizionatori di casa e quelli dell'automobile vanno smontati e puliti. Nei piccoli e nei grandi impianti vanno sempre puliti i filtri (anche i più potenti), dove possono annidarsi spore e germi, e le vaschette in cui si forma la condensa. - IN AUTOMOBILE: non lasciare mai persone o animali nell'auto parcheggiata al sole, nemmeno per poco tempo. Quando si entra in una macchina parcheggiata al sole iniziare il viaggio con i finestrini aperti o accendere il climatizzatore. - VENTILARE LA CASA: aprire le finestre al mattino presto, la sera tardi e nella notte per fare entrare aria fresca e tenere chiuse le finestre di giorno. - DOCCE TIEPIDE: sono efficaci contro il caldo docce e bagni tiepidi (mai freddi) senza asciugarsi, e inoltre bagnarsi viso e braccia con acqua fresca riduce la temperatura del corpo. - FARMACI: attenzione a conservarli correttamente, nella loro confezione e lontano da irradiazione solare diretta. Vanno in frigorifero quelli che non si conservano oltre i 25-30 gradi
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vuoi sapere quando andrai in menopausa?
Menopausa: un test dirà quando sta per arrivare
Altro che organizzare e pianificare la propria vita. Un nuovo test è in grado di predire quando una donna andrà in menopausa, in modo da permetterle di 'progettare' con sicurezza quando avere un figlio. Il nuovo strumento, messo a punto da un gruppo di scienziati della University of Michigan, è stato descritto dal quotidiano britannico Daily Mail.
Programmare la maternità prima che sia tardi
- Il test, in pratica, riuscirebbe a offrire alle donne una sorta di “tabella di marcia” nella costruzione di una famiglia partendo dall'analisi dei livelli di ormoni presenti nel sangue. Per arrivare a questo risultato gli scienziati, coordinati da Maryfran Sowers, hanno studiato la vita riproduttiva di oltre 600 donne. Ebbene, hanno scoperto che i cambiamenti nell'ormone anti-mulleriano (Amh), nell'ormone follicolo-stimolante (Fsh) e nelle concentrazioni dell'inibina B possono aiutare a predire l'arrivo della menopausa.
Fertili fino a quando?- “Le informazioni - ha spiegato Sowers - forniscono una roadmap sulla progressione della vita riproduttiva, in base a diversi elementi''. Per lo scienziato si tratta davvero di una scoperta utilissima. ''La gente vuole realmente avere delle informazioni - ha detto - sul tempo a disposizione fino all'ultimo ciclo mestruale''.
Come funziona il test - In sintesi il test funziona così: misura i livelli di ormoni coinvolti nella fertilità di una donna, li combina con l'età e predice quanto tempo rimane prima che la donna entri in menopausa. ''Finalmente abbiamo abbastanza numeri sulle donne - ha spiegato Sowers - che abbiamo valutato in un
lungo periodo di tempo per descrivere il processo di invecchiamento riproduttivo''.
Fonte.tiscali
http://ilforumdelleconfidenze.forumcommunity.net/?t=27834328&st=0#lastpost
Altro che organizzare e pianificare la propria vita. Un nuovo test è in grado di predire quando una donna andrà in menopausa, in modo da permetterle di 'progettare' con sicurezza quando avere un figlio. Il nuovo strumento, messo a punto da un gruppo di scienziati della University of Michigan, è stato descritto dal quotidiano britannico Daily Mail.
Programmare la maternità prima che sia tardi
- Il test, in pratica, riuscirebbe a offrire alle donne una sorta di “tabella di marcia” nella costruzione di una famiglia partendo dall'analisi dei livelli di ormoni presenti nel sangue. Per arrivare a questo risultato gli scienziati, coordinati da Maryfran Sowers, hanno studiato la vita riproduttiva di oltre 600 donne. Ebbene, hanno scoperto che i cambiamenti nell'ormone anti-mulleriano (Amh), nell'ormone follicolo-stimolante (Fsh) e nelle concentrazioni dell'inibina B possono aiutare a predire l'arrivo della menopausa.
Fertili fino a quando?- “Le informazioni - ha spiegato Sowers - forniscono una roadmap sulla progressione della vita riproduttiva, in base a diversi elementi''. Per lo scienziato si tratta davvero di una scoperta utilissima. ''La gente vuole realmente avere delle informazioni - ha detto - sul tempo a disposizione fino all'ultimo ciclo mestruale''.
Come funziona il test - In sintesi il test funziona così: misura i livelli di ormoni coinvolti nella fertilità di una donna, li combina con l'età e predice quanto tempo rimane prima che la donna entri in menopausa. ''Finalmente abbiamo abbastanza numeri sulle donne - ha spiegato Sowers - che abbiamo valutato in un
lungo periodo di tempo per descrivere il processo di invecchiamento riproduttivo''.
Fonte.tiscali
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venerdì 22 maggio 2009
dona il sangue anche se sa di essere sieropositivo,indagato per il reato di epidemia
Genova, sieropositivo dona il sangue:
indagato per il reato di epidemia
GENOVA (22 maggio) - Un uomo di 55 anni è indagato per il reato di epidemia per avere donato il sangue pur sapendo di essere sieropositivo. L'uomo, scrive il Corriere Mercantile, si sarebbe giustificato con gli agenti di polizia affermando di avere creduto possibile che il suo sangue sarebbe stato in qualche modo depurato.
L'episodio risale ad alcuni mesi fa. L'unità mobile che ha prelevato il sangue del donatore ha scoperto subito dopo un primo esame l'infezione da Hiv, ha bloccato la distribuzione della sacca con il contenuto infetto e ha avvertito la polizia, che a sua volta a segnalato il fatto alla procura di Genova. Per l'accusa di epidemia, l'uomo rischia l'ergastolo. Nei prossimi giorni, secondo quanto riferisce ancora il Corriere Mercantile, sarà sottoposto a una perizia psichiatrica.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=59162&sez=HOME_INITALIA&ssez=CRONACANERA
indagato per il reato di epidemia
GENOVA (22 maggio) - Un uomo di 55 anni è indagato per il reato di epidemia per avere donato il sangue pur sapendo di essere sieropositivo. L'uomo, scrive il Corriere Mercantile, si sarebbe giustificato con gli agenti di polizia affermando di avere creduto possibile che il suo sangue sarebbe stato in qualche modo depurato.
L'episodio risale ad alcuni mesi fa. L'unità mobile che ha prelevato il sangue del donatore ha scoperto subito dopo un primo esame l'infezione da Hiv, ha bloccato la distribuzione della sacca con il contenuto infetto e ha avvertito la polizia, che a sua volta a segnalato il fatto alla procura di Genova. Per l'accusa di epidemia, l'uomo rischia l'ergastolo. Nei prossimi giorni, secondo quanto riferisce ancora il Corriere Mercantile, sarà sottoposto a una perizia psichiatrica.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=59162&sez=HOME_INITALIA&ssez=CRONACANERA
tintarella:ecco gli errori da non fare assolutamente
Estate: Errori Sotto Il Sole Per 8 Italiani Su 10, Rischi Anche In Citta'
Ieri - 14.16
Milano, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Italiani sprovveduti e incoscienti sotto il sole. A ignorare il 'bon ton' salvasalute contro i danni da raggi Uv sono "almeno 8 connazionali su 10", con errori più frequenti negli uomini di ogni età e nelle donne giovanissime o over 50. Più preparate, invece, le 35-40enni. A bocciare gli abitanti della Penisola in materia di prevenzione delle malattie della pelle legate agli ultravioletti è Patrizio Mulas, presidente dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi), intervenuto oggi a Milano al lancio della campagna di sensibilizzazione anti-melanoma 'myskincheck', promossa da Adoi insieme all'azienda di prodotti cosmetici La Roche-Posay.
Mania della tintarella a ogni costo, esposizione al sole nelle ore più calde del giorno, superficialità nell'impiego degli schermi solari e nell'uso dei reidratanti post-doccia. Ecco alcuni degli sbagli più diffusi fra gli italiani d'estate o in questi giorni di canicola anticipata. Regole violate al mare o sui monti, ma non solo. "Spesso si dimentica che anche il sole di città ha i suoi rischi, oltre che i suoi benefici", spiega Mulas all'ADNKRONOS SALUTE, a margine dell'incontro. E altrettanto spesso si scorda che i raggi Uv non 'mordono' soltanto lungo le coste dello Stivale, ma "anche nelle metropoli del Nord. Nonostante la foschia che lo vela - dice l'esperto guardando il cielo meneghino - anche questo sole passa il filtro e può far male", abbinato tra l'altro all'effetto smog che a sua volta "può produrre altri danni".
Rispettare l''abc' della prevenzione cutanea diventa dunque un imperativo anche quando si esce di casa o dall'ufficio per un caffè o per fare acquisti, raccomanda Mulas. "Ormai si raccomanda di applicare le creme solari anche in città", è l'invito. Rivolto al popolo dello shopping in pausa pranzo, come pure agli adepti di una nuova moda metropolitana sempre più diffusa in questo maggio 'bollente': indossare il bikini o il boxer da mare sotto tailleur e grisaglie, pronti ad affollare i parchi cittadini o le piscine all'aperto al primo intervallo libero strappato sul lavoro.
Non bastano i vestiti a proteggerci dal sole di città. Indossando un qualunque abbigliamento estivo, "i rischi ci sono comunque - puntualizza il numero uno dell'Adoi - e si concentrano su viso, braccia, gambe e decolleté. Una zona, quest'ultima, che le donne sottovalutano quasi sempre. Si tratta invece di un'area particolarmente delicata, perché lì la pelle invecchia prima" e il ritocco estetico non può far molto. Non c'è bisturi che tenga, per 'stirare' la zona scollatura "le tecniche sono ancora assai poche" e la cute grinzosa tradisce l'età all'anagrafe.
Quali sono, invece, gli errori più frequenti in vacanza? "Il più grave - segnala Mulas - riguarda sicuramente gli orari dell'esposizione. Da mezzogiorno alle 17 è caldamente sconsigliata, mentre è proprio in questo lasso di tempo che le spiagge italiane sono più affollate. I giovani, addirittura, si presentano in riva al mare proprio all'ora di pranzo", rileva. Secondo sbaglio, "l'applicazione assente o errata delle creme solari, che i fototipi 1 e 2 (capelli biondi o rossi, occhi chiari e pelle 'di luna' punteggiata di efelidi) dovrebbero scegliere con protezione alta o estrema (50+)", ricorda l'esperto. "Inoltre, anche se il prodotto riporta la scritta 'resistente all'acqua', l'applicazione andrebbe ripetuta ogni due ore e dopo il bagno".
I più refrattari a tubetti e flaconi sono gli uomini, spesso convinti che spalmarsi creme o latte sia 'poco virile'. "Anche per questo sono state inventate le formulazioni spray, più comode" e a prova di pigrizia maschile. Tuttavia, "in genere restano madri, fidanzate e mogli a spalmare il prodotto sulla schiena di figli e partner", nota Mulas. Terzo errore, "non usare la crema sotto l'ombrellone o peggio ancora in acqua", giocando a racchettoni o dondolandosi sul materassino. Occhio poi al colore della sabbia: "Più è bianca e più il riverbero è insidioso". Quarta e ultima raccomandazione, le 'coccole' post-doccia: "Dopo l'esposizione - conclude il dermatologo - reidratare la pelle è fondamentale. E' il modo migliore per mantenerla elastica" e dribblare le spellature.
Ieri - 14.16
Milano, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Italiani sprovveduti e incoscienti sotto il sole. A ignorare il 'bon ton' salvasalute contro i danni da raggi Uv sono "almeno 8 connazionali su 10", con errori più frequenti negli uomini di ogni età e nelle donne giovanissime o over 50. Più preparate, invece, le 35-40enni. A bocciare gli abitanti della Penisola in materia di prevenzione delle malattie della pelle legate agli ultravioletti è Patrizio Mulas, presidente dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi), intervenuto oggi a Milano al lancio della campagna di sensibilizzazione anti-melanoma 'myskincheck', promossa da Adoi insieme all'azienda di prodotti cosmetici La Roche-Posay.
Mania della tintarella a ogni costo, esposizione al sole nelle ore più calde del giorno, superficialità nell'impiego degli schermi solari e nell'uso dei reidratanti post-doccia. Ecco alcuni degli sbagli più diffusi fra gli italiani d'estate o in questi giorni di canicola anticipata. Regole violate al mare o sui monti, ma non solo. "Spesso si dimentica che anche il sole di città ha i suoi rischi, oltre che i suoi benefici", spiega Mulas all'ADNKRONOS SALUTE, a margine dell'incontro. E altrettanto spesso si scorda che i raggi Uv non 'mordono' soltanto lungo le coste dello Stivale, ma "anche nelle metropoli del Nord. Nonostante la foschia che lo vela - dice l'esperto guardando il cielo meneghino - anche questo sole passa il filtro e può far male", abbinato tra l'altro all'effetto smog che a sua volta "può produrre altri danni".
Rispettare l''abc' della prevenzione cutanea diventa dunque un imperativo anche quando si esce di casa o dall'ufficio per un caffè o per fare acquisti, raccomanda Mulas. "Ormai si raccomanda di applicare le creme solari anche in città", è l'invito. Rivolto al popolo dello shopping in pausa pranzo, come pure agli adepti di una nuova moda metropolitana sempre più diffusa in questo maggio 'bollente': indossare il bikini o il boxer da mare sotto tailleur e grisaglie, pronti ad affollare i parchi cittadini o le piscine all'aperto al primo intervallo libero strappato sul lavoro.
Non bastano i vestiti a proteggerci dal sole di città. Indossando un qualunque abbigliamento estivo, "i rischi ci sono comunque - puntualizza il numero uno dell'Adoi - e si concentrano su viso, braccia, gambe e decolleté. Una zona, quest'ultima, che le donne sottovalutano quasi sempre. Si tratta invece di un'area particolarmente delicata, perché lì la pelle invecchia prima" e il ritocco estetico non può far molto. Non c'è bisturi che tenga, per 'stirare' la zona scollatura "le tecniche sono ancora assai poche" e la cute grinzosa tradisce l'età all'anagrafe.
Quali sono, invece, gli errori più frequenti in vacanza? "Il più grave - segnala Mulas - riguarda sicuramente gli orari dell'esposizione. Da mezzogiorno alle 17 è caldamente sconsigliata, mentre è proprio in questo lasso di tempo che le spiagge italiane sono più affollate. I giovani, addirittura, si presentano in riva al mare proprio all'ora di pranzo", rileva. Secondo sbaglio, "l'applicazione assente o errata delle creme solari, che i fototipi 1 e 2 (capelli biondi o rossi, occhi chiari e pelle 'di luna' punteggiata di efelidi) dovrebbero scegliere con protezione alta o estrema (50+)", ricorda l'esperto. "Inoltre, anche se il prodotto riporta la scritta 'resistente all'acqua', l'applicazione andrebbe ripetuta ogni due ore e dopo il bagno".
I più refrattari a tubetti e flaconi sono gli uomini, spesso convinti che spalmarsi creme o latte sia 'poco virile'. "Anche per questo sono state inventate le formulazioni spray, più comode" e a prova di pigrizia maschile. Tuttavia, "in genere restano madri, fidanzate e mogli a spalmare il prodotto sulla schiena di figli e partner", nota Mulas. Terzo errore, "non usare la crema sotto l'ombrellone o peggio ancora in acqua", giocando a racchettoni o dondolandosi sul materassino. Occhio poi al colore della sabbia: "Più è bianca e più il riverbero è insidioso". Quarta e ultima raccomandazione, le 'coccole' post-doccia: "Dopo l'esposizione - conclude il dermatologo - reidratare la pelle è fondamentale. E' il modo migliore per mantenerla elastica" e dribblare le spellature.
farmaci da banco,l'unica ricetta è l'attenzione
Farmaci: Al Via Campagna Per Uso Attento Medicinali Da Banco
Ieri - 14.16
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Parte con lo slogan 'Automedicazione: l'unica ricetta è l'attenzione' una campagna realizzata da Anifa (Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione) in collaborazione con il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. L'iniziativa, che prevede la trasmissione di uno spot a partire dal 31 maggio e per tre settimane sulle principali reti televisive nazionali, mira a promuovere la riconoscibilità e l'utilizzo responsabile dei medicinali da banco. La seconda parte della campagna è prevista in autunno sulla stampa nazionale.
"Il sostegno del ministero competente e il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri - ha affermato Sergio Daniotti, presidente Anifa, presentando la campagna oggi a Roma - rappresentano un importante riconoscimento delle potenzialità dei farmaci di automedicazione, il cui utilizzo è in grado di dare un supporto rilevante alla gestione della salute dei cittadini e della spesa farmaceutica italiana. Naturalmente, tale pratica va esercitata in maniera responsabile, esclusivamente con i prodotti senza obbligo di ricetta e considerando alcune avvertenze".
Per rendere più accessibili e facilmente consultabili le informazioni in materia di automedicazione, Anifa ha ripensato il proprio sito www.anifa.it. A questo indirizzo web il cittadino potrà trovare utili informazioni sui disturbi per i quali è indicata l'autocura, e tutte quelle semplici regole da seguire per un corretto utilizzo dei prodotti da banco.
Ieri - 14.16
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Parte con lo slogan 'Automedicazione: l'unica ricetta è l'attenzione' una campagna realizzata da Anifa (Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione) in collaborazione con il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. L'iniziativa, che prevede la trasmissione di uno spot a partire dal 31 maggio e per tre settimane sulle principali reti televisive nazionali, mira a promuovere la riconoscibilità e l'utilizzo responsabile dei medicinali da banco. La seconda parte della campagna è prevista in autunno sulla stampa nazionale.
"Il sostegno del ministero competente e il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri - ha affermato Sergio Daniotti, presidente Anifa, presentando la campagna oggi a Roma - rappresentano un importante riconoscimento delle potenzialità dei farmaci di automedicazione, il cui utilizzo è in grado di dare un supporto rilevante alla gestione della salute dei cittadini e della spesa farmaceutica italiana. Naturalmente, tale pratica va esercitata in maniera responsabile, esclusivamente con i prodotti senza obbligo di ricetta e considerando alcune avvertenze".
Per rendere più accessibili e facilmente consultabili le informazioni in materia di automedicazione, Anifa ha ripensato il proprio sito www.anifa.it. A questo indirizzo web il cittadino potrà trovare utili informazioni sui disturbi per i quali è indicata l'autocura, e tutte quelle semplici regole da seguire per un corretto utilizzo dei prodotti da banco.
influenza suina:chiuse 2 scuole a Roma
Il ministero della Salute ha disposto la chiusura di due istituti scolastici romani in via precauzionale, dopo che quattro studenti di ritorno da un viaggio negli Usa sono risultati positivi al virus influenzale H1N1.
Lo rende noto il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio in una nota, precisando che i quattro ragazzi contagiati erano rientrati il 19 maggio da un viaggio di studio a New York.
I due istituti, ha riferito un funzionario scolastico, sono il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri, che si trovano entrambi nel centro della città.
A quanto riferito dallo stesso funzionario -- secondo cui uno dei due licei, il Dante, serebbe ancora in funzione oggi, in assenza di una comunicazione sulla chiusura immediata da parte degli enti competenti -- sarebbero cinque o sei i ragazzi sottoposti al momento ad ulteriori esami in diversi ospedali romani.
Fino a ieri, erano 10 i casi, confermati dall'Istituto Superiore di Sanità, di persone contagiate dal virus della nuova influenza umana A/H1N1 in Italia.
La nuova influenza, un misto di virus suini, aviari e umani, che si diffonde facilmente tra le persone, ha contagiato oltre 11.000 persone in 41 paesi, provocando 85 decessi, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Lo rende noto il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio in una nota, precisando che i quattro ragazzi contagiati erano rientrati il 19 maggio da un viaggio di studio a New York.
I due istituti, ha riferito un funzionario scolastico, sono il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri, che si trovano entrambi nel centro della città.
A quanto riferito dallo stesso funzionario -- secondo cui uno dei due licei, il Dante, serebbe ancora in funzione oggi, in assenza di una comunicazione sulla chiusura immediata da parte degli enti competenti -- sarebbero cinque o sei i ragazzi sottoposti al momento ad ulteriori esami in diversi ospedali romani.
Fino a ieri, erano 10 i casi, confermati dall'Istituto Superiore di Sanità, di persone contagiate dal virus della nuova influenza umana A/H1N1 in Italia.
La nuova influenza, un misto di virus suini, aviari e umani, che si diffonde facilmente tra le persone, ha contagiato oltre 11.000 persone in 41 paesi, provocando 85 decessi, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
giovedì 21 maggio 2009
Difetti nella coagulazione del sangue? La speranza viene dall’Rna.
Studio propone nuovo approccio terapeutico per rara malattia ereditaria del sangue
Autore: Redazione pubblicato il : 20/05/2009
Uno studio finanziato da Telethon e condotto all’Università di Ferrara propone un nuovo approccio terapeutico per una rara malattia ereditaria del sangue.
Difetti nella coagulazione del sangue? La speranza viene dall’Rna. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Blood* da Mirko Pinotti e Francesco Bernardi dell’Università di Ferrara, finanziato da Telethon dal 2005 al 2007 e successivamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife). I ricercatori, che si sono avvalsi della collaborazione di Franco Pagani dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) di Trieste, hanno infatti dimostrato in laboratorio l’efficacia di un approccio terapeutico altamente innovativo per una rara malattia ereditaria del sangue, il deficit di fattore VII. La coagulazione sanguigna è un processo complesso, che coinvolge numerose proteine e che – in ultima analisi – permette all’organismo di arginare eventuali lesioni ai vasi. Il fattore VII svolge un ruolo così fondamentale in questo processo che la sua assenza non è compatibile con la vita. Esistono però dei rari casi in cui – a causa di un errore nel Dna – il fattore VII è presente solo in minime quantità: il risultato è una grossa tendenza ad andare incontro a emorragie, gravi e talvolta fatali, fin dai primi giorni di vita. Ancora più grave dell’emofilia (che è dovuta alla mancanza, sempre su base ereditaria, di altri fattori coinvolti nella coagulazione), il deficit di fattore VII si cura attualmente somministrando ai pazienti la proteina mancante prodotta artificialmente. Questo tipo di terapia presenta però numerosi problemi: richiede iniezioni intravenose quotidiane, può alla lunga portare a reazioni avverse del sistema immunitario ed è notevolmente costosa.
Ecco allora che per una parte dei pazienti la svolta potrebbe venire proprio dagli sviluppi di questo studio. Somministrando un piccolo segmento di Rna (acido ribonucleico, sostanza simile al Dna che svolge svariate funzioni all’interno delle cellule) i ricercatori sono riusciti a “ingannare” il macchinario cellulare preposto alla produzione delle proteine e a farlo funzionare correttamente nonostante l’errore genetico. In altre parole, non hanno corretto il difetto presente sul Dna, ma hanno fatto in modo che quell’errore diventasse ininfluente ai fini della produzione del fattore VII. Nelle cellule la strategia ha funzionato perfettamente: i ricercatori hanno infatti dimostrato che l’intervento a livello di Rna consente di indurre la produzione di livelli apprezzabili di proteina corretta, sufficienti per ripristinare la capacità coagulativa del sangue.
Al momento quindi Pinotti, Bernardi e collaboratori sono al lavoro per verificare se questo è altrettanto vero nel modello animale della malattia e per trovare la strategia migliore per farlo. Se i risultati saranno altrettanto incoraggianti, questo studio aprirà inoltre la strada alla terapia “a base di Rna” per tutta una serie di malattie genetiche rare che hanno in comune difetti simili, emofilia e varie forme di distrofia muscolare in primis.
* Mirko Pinotti, Dario Balestra, Lara Rizzotto, Iva Maestri, Franco Pagani, Francesco Bernardi, “Rescue of Coagulation Factor VII Function by the U1+5A”. Blood, 2009; DOI 10.1182/blood-2009-03-207613.
Fonte:
Ufficio stampa Telethon
www.telethon.it
http://www.italia-news.it/index.php?idcnt=8086&idct=13&idvmn=14&lang=it
Autore: Redazione pubblicato il : 20/05/2009
Uno studio finanziato da Telethon e condotto all’Università di Ferrara propone un nuovo approccio terapeutico per una rara malattia ereditaria del sangue.
Difetti nella coagulazione del sangue? La speranza viene dall’Rna. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Blood* da Mirko Pinotti e Francesco Bernardi dell’Università di Ferrara, finanziato da Telethon dal 2005 al 2007 e successivamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife). I ricercatori, che si sono avvalsi della collaborazione di Franco Pagani dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) di Trieste, hanno infatti dimostrato in laboratorio l’efficacia di un approccio terapeutico altamente innovativo per una rara malattia ereditaria del sangue, il deficit di fattore VII. La coagulazione sanguigna è un processo complesso, che coinvolge numerose proteine e che – in ultima analisi – permette all’organismo di arginare eventuali lesioni ai vasi. Il fattore VII svolge un ruolo così fondamentale in questo processo che la sua assenza non è compatibile con la vita. Esistono però dei rari casi in cui – a causa di un errore nel Dna – il fattore VII è presente solo in minime quantità: il risultato è una grossa tendenza ad andare incontro a emorragie, gravi e talvolta fatali, fin dai primi giorni di vita. Ancora più grave dell’emofilia (che è dovuta alla mancanza, sempre su base ereditaria, di altri fattori coinvolti nella coagulazione), il deficit di fattore VII si cura attualmente somministrando ai pazienti la proteina mancante prodotta artificialmente. Questo tipo di terapia presenta però numerosi problemi: richiede iniezioni intravenose quotidiane, può alla lunga portare a reazioni avverse del sistema immunitario ed è notevolmente costosa.
Ecco allora che per una parte dei pazienti la svolta potrebbe venire proprio dagli sviluppi di questo studio. Somministrando un piccolo segmento di Rna (acido ribonucleico, sostanza simile al Dna che svolge svariate funzioni all’interno delle cellule) i ricercatori sono riusciti a “ingannare” il macchinario cellulare preposto alla produzione delle proteine e a farlo funzionare correttamente nonostante l’errore genetico. In altre parole, non hanno corretto il difetto presente sul Dna, ma hanno fatto in modo che quell’errore diventasse ininfluente ai fini della produzione del fattore VII. Nelle cellule la strategia ha funzionato perfettamente: i ricercatori hanno infatti dimostrato che l’intervento a livello di Rna consente di indurre la produzione di livelli apprezzabili di proteina corretta, sufficienti per ripristinare la capacità coagulativa del sangue.
Al momento quindi Pinotti, Bernardi e collaboratori sono al lavoro per verificare se questo è altrettanto vero nel modello animale della malattia e per trovare la strategia migliore per farlo. Se i risultati saranno altrettanto incoraggianti, questo studio aprirà inoltre la strada alla terapia “a base di Rna” per tutta una serie di malattie genetiche rare che hanno in comune difetti simili, emofilia e varie forme di distrofia muscolare in primis.
* Mirko Pinotti, Dario Balestra, Lara Rizzotto, Iva Maestri, Franco Pagani, Francesco Bernardi, “Rescue of Coagulation Factor VII Function by the U1+5A”. Blood, 2009; DOI 10.1182/blood-2009-03-207613.
Fonte:
Ufficio stampa Telethon
www.telethon.it
http://www.italia-news.it/index.php?idcnt=8086&idct=13&idvmn=14&lang=it
come difendersi da questo caldo improvviso
Ondate di calore, ecco cosa si deve sapere e fare
da 1 ora 12 minuti
Pensiero Scientifico" Versione stampabile Dal 15 maggio al 15 settembre è operativo in 27 città italiane un sistema di previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione. Continua a leggere questa notizia
Il programma prevede l’attivazione, in 27 città italiane (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo), di sistemi di allerta che consentono di prevedere, anche con tre giorni di anticipo, i rischi legati alle condizioni meteo nei gruppi di popolazione più a rischio.
Sono anche disponibili delle FAQ (risposte alle domande più frequenti e consigli degli esperti) a cura del Ministero:
Il caldo comporta un rischio per la salute quando si registrano temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, per almeno 3 giorni consecutivi, in alcuni casi associate a tassi elevati di umidità. Quando si esce di casa in una giornata molto calda? Occorre ripararsi la testa con un cappello leggero a falde larghe; in auto usare tendine parasole. Indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, in quanto le fibre sintetiche impediscono la traspirazione. Chi soffre di diabete deve esporsi al sole con cautela, onde evitare ustioni serie, a causa della minore sensibilità al dolore.
Fonte: Ufficio stampa Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 2009.
da 1 ora 12 minuti
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Sono anche disponibili delle FAQ (risposte alle domande più frequenti e consigli degli esperti) a cura del Ministero:
Il caldo comporta un rischio per la salute quando si registrano temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, per almeno 3 giorni consecutivi, in alcuni casi associate a tassi elevati di umidità. Quando si esce di casa in una giornata molto calda? Occorre ripararsi la testa con un cappello leggero a falde larghe; in auto usare tendine parasole. Indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, in quanto le fibre sintetiche impediscono la traspirazione. Chi soffre di diabete deve esporsi al sole con cautela, onde evitare ustioni serie, a causa della minore sensibilità al dolore.
Fonte: Ufficio stampa Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 2009.
mercoledì 20 maggio 2009
attenzione alla coca cola può portare alla paralisi!
A bere troppa Cola si rischia la paralisi
I grandi bevitori di bibite gassate, in particolare di Cola, devono fare attenzione perché rischiano seri problemi di salute come alterazioni del battito cardiaco, problemi muscolari e paralisi.
Quando fa caldo si è più propensi a bere bevande di ogni tipo per spegnere la sete, ma alcuni tipi di queste la fanno da padrone e sono proprio queste che possono causare una condizione che i medici chiamano ipopotassiemia, cioè una condizione di deficit di Potassio nel sangue che può causare astenia, debolezza, stipsi e anche paralisi.
Pubblicato sul "International Journal of Clinical Practice" lo studio, condotto da ricercatori greci dell’Università di Ioannina, ha messo in evidenza come un consumo eccessivo di bibite zuccherate a base di Cola e contenenti caffeina, sia collegato allo sviluppo dell’ipopotassiemia, con tutti i disturbi conseguenti.
Il dr. Moses Elisaf, coordinatore dello studio, ha messo in guardia le persone e ha poi dichiarato «noi consumiamo molte più bevande analcoliche di una volta e, a causa di questo, sono già stati individuati tutta una serie di complicazioni di salute tra cui problemi ai denti, demineralizzazione ossea, sviluppo della sindrome metabolica e diabete. Le prove sono in aumento e suggeriscono che il consumo eccessivo di cola può anche portare ad ipocaliemia».
Tutti i pazienti – che bevevano due o più litri al giorno di Cola - hanno tuttavia mostrato un pieno e rapido recupero dopo che hanno smesso di bere e hanno assunto supplementi di potassio.http://www.lastampa.it
I grandi bevitori di bibite gassate, in particolare di Cola, devono fare attenzione perché rischiano seri problemi di salute come alterazioni del battito cardiaco, problemi muscolari e paralisi.
Quando fa caldo si è più propensi a bere bevande di ogni tipo per spegnere la sete, ma alcuni tipi di queste la fanno da padrone e sono proprio queste che possono causare una condizione che i medici chiamano ipopotassiemia, cioè una condizione di deficit di Potassio nel sangue che può causare astenia, debolezza, stipsi e anche paralisi.
Pubblicato sul "International Journal of Clinical Practice" lo studio, condotto da ricercatori greci dell’Università di Ioannina, ha messo in evidenza come un consumo eccessivo di bibite zuccherate a base di Cola e contenenti caffeina, sia collegato allo sviluppo dell’ipopotassiemia, con tutti i disturbi conseguenti.
Il dr. Moses Elisaf, coordinatore dello studio, ha messo in guardia le persone e ha poi dichiarato «noi consumiamo molte più bevande analcoliche di una volta e, a causa di questo, sono già stati individuati tutta una serie di complicazioni di salute tra cui problemi ai denti, demineralizzazione ossea, sviluppo della sindrome metabolica e diabete. Le prove sono in aumento e suggeriscono che il consumo eccessivo di cola può anche portare ad ipocaliemia».
Tutti i pazienti – che bevevano due o più litri al giorno di Cola - hanno tuttavia mostrato un pieno e rapido recupero dopo che hanno smesso di bere e hanno assunto supplementi di potassio.http://www.lastampa.it
pancia piatta velocemente senza andare in palestra
Scolpire i muscoli addominali e dimagrire velocemente a casa.
Per dimagrire velocemente e avere una pancia piatta con degli addominali perfetti, purtroppo non è solo necessario sottoporre gli stessi ad un costante esercizio fisico, ma si necessita anche di coinvolgere tutto l'organismo con una dieta bilanciata ed un costante lavoro di definizione. Non basta in sostanza concentrarsi solo sulla parte interessata.
In questo articolo, approfondiremo la parte della definizione muscolare.
coontinua a leggere http://dimagrirevelocemente.blogspot.com/search?updated-min=2009-01-01T00%3A00%3A00%2B01%
Per dimagrire velocemente e avere una pancia piatta con degli addominali perfetti, purtroppo non è solo necessario sottoporre gli stessi ad un costante esercizio fisico, ma si necessita anche di coinvolgere tutto l'organismo con una dieta bilanciata ed un costante lavoro di definizione. Non basta in sostanza concentrarsi solo sulla parte interessata.
In questo articolo, approfondiremo la parte della definizione muscolare.
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dimagrire in fretta col fagiolo bianco
L'Estratto di fagiolo bianco per dimagrire in fretta.
L'anno scorso è staoi effettuato un interessante studio sull'estratto di fagiolo bianco basato sulla sua capacità di far dimagrire in fretta le persone, bloccando l'assunzione di carboidrati da parte dell'organismo. In questo articolo gettiamo uno sguardo su questo prodotto.continua a leggere http://dimagrirevelocemente.blogspot.com/2009/02/lestratto-di-fagiolo-bianco-per.html
L'anno scorso è staoi effettuato un interessante studio sull'estratto di fagiolo bianco basato sulla sua capacità di far dimagrire in fretta le persone, bloccando l'assunzione di carboidrati da parte dell'organismo. In questo articolo gettiamo uno sguardo su questo prodotto.continua a leggere http://dimagrirevelocemente.blogspot.com/2009/02/lestratto-di-fagiolo-bianco-per.html
dieta sana per dimagrire in fretta e bene
Chi di voi non né ha mai provata una? C’è chi prova la dieta per dimagrire in fretta, o chi dopo un periodo di abbuffate vuole disintossicarsi. Personalmente credo che più che seguire una dieta dobbiamo seguire un giusto modo di alimentarsi in modo sano, variando ogni giorno il cibo ma stando attenti alle porzioni e ai grassi.
Questa pagina del sito è dedicata a chi per svariate motivazioni vuole intraprendere una dieta. Consiglio vivamente di leggere il sito così si potrà vedere come alimentarsi in modo sano ogni giorno, ma se proprio per motivi di tempo si vuole seguire una dieta…eccola qui!
Questa dieta è indicata per tutte le persone che intendono perdere un po’ di chili. Dati gli ingredienti la persona che intende seguirla dovrà pranzare e cenare a casa, ma non si disperi chi mangia fuori casa sotto troverà una dieta per chi mangia fuori per dimagrire senza troppi problemi.
Se vedete che qualche frutto o verdura non si abbina alla stagione in cui vi trovate sostituirlo con un frutto simile di stagione
continua a leggere qui: http://www.mangiaresano.net/dieta.shtm
Questa pagina del sito è dedicata a chi per svariate motivazioni vuole intraprendere una dieta. Consiglio vivamente di leggere il sito così si potrà vedere come alimentarsi in modo sano ogni giorno, ma se proprio per motivi di tempo si vuole seguire una dieta…eccola qui!
Questa dieta è indicata per tutte le persone che intendono perdere un po’ di chili. Dati gli ingredienti la persona che intende seguirla dovrà pranzare e cenare a casa, ma non si disperi chi mangia fuori casa sotto troverà una dieta per chi mangia fuori per dimagrire senza troppi problemi.
Se vedete che qualche frutto o verdura non si abbina alla stagione in cui vi trovate sostituirlo con un frutto simile di stagione
continua a leggere qui: http://www.mangiaresano.net/dieta.shtm
modi infallibili per abbronzarsi bene e in fretta
preso da yahoo answer:
Miglior risposta - Scelta dal Richiedente
X abbronzarti velocemente puoi usare una ricetta che usa mia sorella a mare. Si fa con L olio, caffè, limone, aceto.Si fa come una marocchina :-))L'odore è sgradevole ma ti assicuro che il risultato è ottimo .
esiste una linea della johnson , alla base di gemme di grano mlt buona , idratante e gradualmente abbronzante sia x viso kx corpo ..funziona ! ;-)prova gocce magiche della collistar 1 goccia in 24 ore ti rende abbronzata per quanto riguarda il viso.. per il corpo sempre della collistare c'e lo spray o la crema auto abbronzante..buonecontinua a leggere qui http://consiglipervivermeglio.blogspot.it/2012/06/ricette-infallibili-per-abbronzarsi-in.html
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esiste una linea della johnson , alla base di gemme di grano mlt buona , idratante e gradualmente abbronzante sia x viso kx corpo ..funziona ! ;-)prova gocce magiche della collistar 1 goccia in 24 ore ti rende abbronzata per quanto riguarda il viso.. per il corpo sempre della collistare c'e lo spray o la crema auto abbronzante..buonecontinua a leggere qui http://consiglipervivermeglio.blogspot.it/2012/06/ricette-infallibili-per-abbronzarsi-in.html
martedì 19 maggio 2009
aids:lo sviluppo di un vaccino è vicino?
» Un'iniezione di speranza per un vaccino contro l'Aids
Un'iniezione di speranza per un vaccino contro l'Aids
Autore: Redazione pubblicato il : 18/05/2009
L'Hiv è stato identificato per la prima volta nel 1983 e gli ultimi ventisei anni sono stati dedicati dagli scienziati di tutto il mondo alla ricerca di una cura e di un vaccino in grado di sconfiggere questa devastante malattia. Ora una speranza per lo sviluppo di un vaccino sembra vicina. Secondo uno studio pubblicato ieri sulla rivista online Nature Medicine, un gruppo di ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia, guidati da Philip Johnson, è riuscito ad ottenere ottimi risultati dall'utilizzo di un nuovo approccio clinico che potrebbe finalmente aprire la strada ad un vaccino contro l'Hiv. La nuova tecnica messa a punto dai ricercatori, che comporta l'inserimento all'interno del muscolo di un anticorpo geneticamente modificato usando come vettore un virus, è stata in grado di bloccare le infezioni di Hiv nelle scimmie "bypassando il sistema immunitario che era il bersaglio di tutti i precedenti candidati vaccini contro Hiv e Siv", ha detto il Dr Philip Johnson.
Iniettato nel muscolo il vaccino ha prodotto una proteina per bloccare la Simian Immunodeficiency Virus (SIV), che è strettamente legata al virus HIV e allo sviluppo dell'Aids.
Il risultato è stato che nessuna delle scimmie sottoposte a questa tecnica ha sviluppato l'Aids e un anno dopo il trattamento avevano ancora gli anticorpi anti-Hiv. Mentre i due terzi delle scimmie non trattate hanno sviluppato complicazioni fatali da Aids.
Johnson ha sottolineato che per lo sviluppo di un vaccino contro l'HIV per le persone è probabile che ci vorranno ancora molti anni. Ma i risultati sono comunque incoraggianti dopo i suoi 10 anni di lungo cammino nella ricerca e Johnson è intenzionato a chiedere la fase 1 di sperimentazione clinica sull'uomo alla Food and Drug Administration, anche se i tempi per ottenere il via libera non sono affatto brevi, potrebbero passare fino a tre ani. Tuttavia ha comunque aggiunto che "non vi è alcuna garanzia che le cose che funzionano nelle scimmie funzionino anche negli esseri umani".
La ricerca è stata finanziata dal National Institute of Allergy and Infection Diseases
http://www.italia-news.it/?idcnt=5801&idct=13&idvmn=14&lang=it
Un'iniezione di speranza per un vaccino contro l'Aids
Autore: Redazione pubblicato il : 18/05/2009
L'Hiv è stato identificato per la prima volta nel 1983 e gli ultimi ventisei anni sono stati dedicati dagli scienziati di tutto il mondo alla ricerca di una cura e di un vaccino in grado di sconfiggere questa devastante malattia. Ora una speranza per lo sviluppo di un vaccino sembra vicina. Secondo uno studio pubblicato ieri sulla rivista online Nature Medicine, un gruppo di ricercatori del Children's Hospital di Philadelphia, guidati da Philip Johnson, è riuscito ad ottenere ottimi risultati dall'utilizzo di un nuovo approccio clinico che potrebbe finalmente aprire la strada ad un vaccino contro l'Hiv. La nuova tecnica messa a punto dai ricercatori, che comporta l'inserimento all'interno del muscolo di un anticorpo geneticamente modificato usando come vettore un virus, è stata in grado di bloccare le infezioni di Hiv nelle scimmie "bypassando il sistema immunitario che era il bersaglio di tutti i precedenti candidati vaccini contro Hiv e Siv", ha detto il Dr Philip Johnson.
Iniettato nel muscolo il vaccino ha prodotto una proteina per bloccare la Simian Immunodeficiency Virus (SIV), che è strettamente legata al virus HIV e allo sviluppo dell'Aids.
Il risultato è stato che nessuna delle scimmie sottoposte a questa tecnica ha sviluppato l'Aids e un anno dopo il trattamento avevano ancora gli anticorpi anti-Hiv. Mentre i due terzi delle scimmie non trattate hanno sviluppato complicazioni fatali da Aids.
Johnson ha sottolineato che per lo sviluppo di un vaccino contro l'HIV per le persone è probabile che ci vorranno ancora molti anni. Ma i risultati sono comunque incoraggianti dopo i suoi 10 anni di lungo cammino nella ricerca e Johnson è intenzionato a chiedere la fase 1 di sperimentazione clinica sull'uomo alla Food and Drug Administration, anche se i tempi per ottenere il via libera non sono affatto brevi, potrebbero passare fino a tre ani. Tuttavia ha comunque aggiunto che "non vi è alcuna garanzia che le cose che funzionano nelle scimmie funzionino anche negli esseri umani".
La ricerca è stata finanziata dal National Institute of Allergy and Infection Diseases
http://www.italia-news.it/?idcnt=5801&idct=13&idvmn=14&lang=it
diabete:screening gratuito per i dipendenti regionali
Salute: Screening Diabete Gratuito Per Dipendenti Regionali
da 46 minuti
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(ASCA) - Roma, 19 mag - Fa tappa ad Ancona, il prossimo 21 maggio, la campagna di istituzionale di informazione e sensibilizzazione sul Buon Compenso del Diabete (BCD) che prevede uno screening diabetologico gratuito per i dipendenti regionali. Nel corso del 2008, la campagna BCD ha fatto il tour delle piu' importanti citta' italiane quali Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Genova, Lecce. Dato il successo riscontrato, l'iniziativa continua nel 2009 negli altri capoluoghi di Regione. Ad organizzarla e' la International Diabetes Federation (IDF) con l'Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Societa' di Diabetologia (SID), con l'apporto delle associazioni di volontariato AID e FAND e il Patrocinio del Ministero della Salute. La IDF ha valutato la possibilita' di svolgere l'iniziativa con particolare riferimento ai dipendenti regionali a seguito delle diverse campagne di screening (diabete, colesterolo, nefropatie) organizzate in questi anni dalla Regione Marche. Tenuto conto di queste positive esperienze e del valore della iniziativa che da' continuita' al Progetto Salute dipendenti regionali, la proposta e' stata favorevolmente accolta. Per l'occasione, sara' presente una unita' mobile attrezzata dove svolgere analisi ed esami quali: misurazione della pressione, della circonferenza addominale, peso, altezza, test della glicemia e dell'emoglobina glicata. L'unita' mobile sara' posta nel piazzale antistante Palazzo Li Madou. Lo screening potra' inoltre essere effettuato nelle postazioni allestite nella Sala Raffaello di Palazzo Raffaello. Gli esami si svolgeranno a partire dalle ore 9.00 fino alle ore 17.00.
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(ASCA) - Roma, 19 mag - Fa tappa ad Ancona, il prossimo 21 maggio, la campagna di istituzionale di informazione e sensibilizzazione sul Buon Compenso del Diabete (BCD) che prevede uno screening diabetologico gratuito per i dipendenti regionali. Nel corso del 2008, la campagna BCD ha fatto il tour delle piu' importanti citta' italiane quali Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Genova, Lecce. Dato il successo riscontrato, l'iniziativa continua nel 2009 negli altri capoluoghi di Regione. Ad organizzarla e' la International Diabetes Federation (IDF) con l'Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Societa' di Diabetologia (SID), con l'apporto delle associazioni di volontariato AID e FAND e il Patrocinio del Ministero della Salute. La IDF ha valutato la possibilita' di svolgere l'iniziativa con particolare riferimento ai dipendenti regionali a seguito delle diverse campagne di screening (diabete, colesterolo, nefropatie) organizzate in questi anni dalla Regione Marche. Tenuto conto di queste positive esperienze e del valore della iniziativa che da' continuita' al Progetto Salute dipendenti regionali, la proposta e' stata favorevolmente accolta. Per l'occasione, sara' presente una unita' mobile attrezzata dove svolgere analisi ed esami quali: misurazione della pressione, della circonferenza addominale, peso, altezza, test della glicemia e dell'emoglobina glicata. L'unita' mobile sara' posta nel piazzale antistante Palazzo Li Madou. Lo screening potra' inoltre essere effettuato nelle postazioni allestite nella Sala Raffaello di Palazzo Raffaello. Gli esami si svolgeranno a partire dalle ore 9.00 fino alle ore 17.00.
lunedì 18 maggio 2009
stanchi della solita ginnastica?ecco qualche suggerimento per smaltire divertendoti
Psiche e Soma
Ricette per una vita migliore!
Bruciare calorie: metodi “alternativi”.
18 maggio, 2009 di DanieleMD.
Quando si tratta di bruciare qualche caloria in più tutti i metodi possono essere buoni, anche quelli più strani! Tutti sanno che allenarsi fa consumare le calorie in eccesso ma non sempre è possibile andare in palestra o fare una lunga passeggiata, ecco quindi un piccolo elenco di metodi un po’ diversi dal solito per smaltire quel dolce di troppo.
Alza il volume dello stereo e canta ad alta voce.
Mangia piccantissimo.
Poco prima di finire la doccia gira la manopola dell’acqua fredda per una ventina di secondi
Guarda un film comico o fatti raccontare delle barzellette, ridere fa bruciare molte calorie.
Agitati!
Respira con il naso e non con la bocca, in questo modo regolerai il tuo battito cardiaco e aumenterai la tua resistenza.
Fa un po’ di lavori domestici! Stirare ad esmpio fa bruciare molte calorie.
Stai in piedi mentre fai una lunga telefonata.
Alzati sulla punta dei piedi mentre ti lavi i denti.
Gira intorno mentre aspetti qualcuno.
“Perdi” il telecomando della televisione!
Bevi un bel bicchiere d’acqua prima di ogni pasto, mangerai di meno!
http://www.psichesoma.com/bruciare-calorie-metodi-alternativi/
Ricette per una vita migliore!
Bruciare calorie: metodi “alternativi”.
18 maggio, 2009 di DanieleMD.
Quando si tratta di bruciare qualche caloria in più tutti i metodi possono essere buoni, anche quelli più strani! Tutti sanno che allenarsi fa consumare le calorie in eccesso ma non sempre è possibile andare in palestra o fare una lunga passeggiata, ecco quindi un piccolo elenco di metodi un po’ diversi dal solito per smaltire quel dolce di troppo.
Alza il volume dello stereo e canta ad alta voce.
Mangia piccantissimo.
Poco prima di finire la doccia gira la manopola dell’acqua fredda per una ventina di secondi
Guarda un film comico o fatti raccontare delle barzellette, ridere fa bruciare molte calorie.
Agitati!
Respira con il naso e non con la bocca, in questo modo regolerai il tuo battito cardiaco e aumenterai la tua resistenza.
Fa un po’ di lavori domestici! Stirare ad esmpio fa bruciare molte calorie.
Stai in piedi mentre fai una lunga telefonata.
Alzati sulla punta dei piedi mentre ti lavi i denti.
Gira intorno mentre aspetti qualcuno.
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Bevi un bel bicchiere d’acqua prima di ogni pasto, mangerai di meno!
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venerdì 15 maggio 2009
Linfonodi: cosa sono, come riconoscerli, quando preoccuparsi
Linfonodi: cosa sono, come riconoscerli, quando preoccuparsi
Pubblicato da Giuliano in In Evidenza, Malattie.
Lunedì, 4 Maggio 2009.
A chi non sarà capitato di toccare, sfiorando ad esempio il collo o le ascelle, un linfonodo o linfoghiandola e, il semplice motivo di averlo ritrovato ingrossato, l’ ha fatto trasalire in preda alle preoccupazioni. Tuttavia spesse volte la nostra apprensione è immotivata, altre volte purtroppo no, ma fermo il fatto che ogni formazione sospetta, che il più delle volte si manifesta innocua, va esposta al medico, conviene fare la nostra conoscenza con queste formazioni.
Cosa sono i linfonodi
I linfonodi o linfoghiandole che dir si voglia, sono formazioni formate da tessuto linfoide localizzate laddove si diramano i vasi linfatici. Tali linfonodi si presentano di grandezza molto variabile che va da 1 fino a 25 millimetri, così come possiamo ritrovare un singolo linfonodo oppure riscontrarli riuniti in piccoli gruppi; anatomicamente parlando notiamo che la struttura della linfoghiandola si presenta interessata da un piccolo ” taglio ” sede in cui penetrano, da una parte e fuoriescono, dall’altra, i vasi sanguigni. Percepire i linfonodi non è per nulla difficile anche da una mano non esperta, oltretutto sono per lo più localizzati in aree accessibili del corpo, cavità ascellare, su ciascuna parte del collo e nell’inguine.
A cosa servono i linfonodi
I linfonodi producono linfociti e vista la presenza nel tessuto linfatico di macrofagi capaci di inglobare un eventuale agente patogeno o qualsiasi altro agente estraneo, si capisce bene che il ruolo di queste formazioni è quello di filtrare particelle estranee all’organismo; polveri, batteri etc., dunque sono organi atti alla difesa del nostro corpo. Tale funzione è anche condivisa da altri organi quali le tonsille e l’appendice con il suo tessuto linfatico e questo spiega il motivo che spiega l’esistenza di quest’organo del digerente, tanto odiato dai più.
Come si presentano i linfonodi superficiali
Di norma, “in salute”, i linfonodi non sono apprezzabili al tatto, per poterli toccare e distinguetli occorre che queste formazioni abbiano raggiunto un certo volume ed in questa occasione è possibile studiarne la forma, la consistenza, la dolorabilità, la mobilità ed il tipo di rapporti stabilito con la cute.
Quando si ingrossano i linfonodi
Tumefazioni di linfonodi per lo più circoscritte si hanno nei fatti infiammatori acuti, maggiormente nelle infezioni ed in questo caso, ai fini di una corretta diagnosi, il tutto si accompagna ad esami ematochimici prescritti dal medico. Nelle richiamate infezioni, le linfoghiandole non solo si presentano ingrossate ma anche dolenti, soprattutto al tatto, ovvero alla pressione ed è possibile accorgersi del contestuale arrossamento della cute che si presenta anche calda in corrispondenza del linfonodo stesso.
C’è’ da dire anche che i linfonodi di norma si presentano elastici e duri ma quando siamo in presenza di un’infezione acuta provocata da germi patogeni, tali formazioni si presentano alla palpazione per lo più di consistenza molle e la stessa cute si fa più rossa e quanto mai lucente.
Ma i linfonodi, oltre che nelle patologie causate da infezioni acute, si possono presentare tumefatti anche per effetto di altre cause, pensiamo alle infezioni croniche o neoplastiche.
I linfonodi nei tumori
Laddove si sia in presenza di una metastasi, nei carcinomi ad esempio, tali metastasi veicolano per via linfatica e si assiste ad un ingrossamento notevole dei linfonodi che possono giungere alle dimensioni di un uovo di gallina; in questo caso il linfonodo stesso si presenta non dolente, né spontaneamente né alla palpazione e, soprattutto duro.
Quando i linfonodi interessati da metastasi sono dolenti, invece, è segno che le formazioni sono vicine a qualsivoglia ramo nervoso. Altra caratteristica dei linfonodi nelle metastasi è la mobilità elevata al punto che è possibile spostarli di parecchio dalla loro sede almeno fino a quando non aderiscono ai tessuti che li circondano essendo inglobati in essi.
Caratteristica dei linfonodi in corso di altre malattie neoplastiche
Non entriamo nella trattazione di quelle malattie che vedono nei linfonodi tumefatti la loro espressione, riocordiamo soltanto che nel Morbo di Hodgkin, assistiamo ad una tumefazione circoscritta generalmente a livelo della regione cervicale dei distretti loinfoghiandolari. Stessa cosa accade, pur se con caratteristiche assai diverse, nel linfosarcoma, mentre nella leucemia linfoide si assiste alla tumefazione di queste formazioni in tutti i distretti, senza tuttavia raggiungere mai dimensioni notevoli e presentandosi duri, elastici e non dolenti alla palpazione.
Linfonodi moderatamente ingrossati, sopratutto nei bambini, in assenza di patologie
Chiudiamo l’esposizione sui linfonodi ricordando i casi in cui tali formazioni appaiono leggermente ingrossate anche in assenza di qualsivoglia patologia. Interessati da queste evenienze sono per lo più i bambini, o i ragazzi; in questi soggetti definiti a temperamento linfatico, le linfoghiandole si possono presentare leggermente ingrossate, generalmente non superano la grandezza di un pisello e si riscontrano per lo più accompagnate da quei casi in cui, ad esempio, le tonsille sono ingrossate a loro volta, spesso da sole o insieme alle adenoidi; la stessa cosa potrebbe avvenire anche se in misura minore in presenza di quei soggetti che siano andati incontro a carie ricorrenti e mai curate, per cui, almeno in questi casi, basta risalire e risolvere la causa che abbia provocato l’ingrossamento e questo sicuramente cessa, anche se occorre, in questi ed in altri casi sospetti da un ingrossamento linfoghiandolare, consultare per prima il medico per evitare le solite diagnosi più dettate dal ” Fai da Te ” che dalla logica!
http://www.tantasalute.it/articolo/linfonodi-cosa-sono-come-riconoscerli-quando-preoccuparsi/5633/
Pubblicato da Giuliano in In Evidenza, Malattie.
Lunedì, 4 Maggio 2009.
A chi non sarà capitato di toccare, sfiorando ad esempio il collo o le ascelle, un linfonodo o linfoghiandola e, il semplice motivo di averlo ritrovato ingrossato, l’ ha fatto trasalire in preda alle preoccupazioni. Tuttavia spesse volte la nostra apprensione è immotivata, altre volte purtroppo no, ma fermo il fatto che ogni formazione sospetta, che il più delle volte si manifesta innocua, va esposta al medico, conviene fare la nostra conoscenza con queste formazioni.
Cosa sono i linfonodi
I linfonodi o linfoghiandole che dir si voglia, sono formazioni formate da tessuto linfoide localizzate laddove si diramano i vasi linfatici. Tali linfonodi si presentano di grandezza molto variabile che va da 1 fino a 25 millimetri, così come possiamo ritrovare un singolo linfonodo oppure riscontrarli riuniti in piccoli gruppi; anatomicamente parlando notiamo che la struttura della linfoghiandola si presenta interessata da un piccolo ” taglio ” sede in cui penetrano, da una parte e fuoriescono, dall’altra, i vasi sanguigni. Percepire i linfonodi non è per nulla difficile anche da una mano non esperta, oltretutto sono per lo più localizzati in aree accessibili del corpo, cavità ascellare, su ciascuna parte del collo e nell’inguine.
A cosa servono i linfonodi
I linfonodi producono linfociti e vista la presenza nel tessuto linfatico di macrofagi capaci di inglobare un eventuale agente patogeno o qualsiasi altro agente estraneo, si capisce bene che il ruolo di queste formazioni è quello di filtrare particelle estranee all’organismo; polveri, batteri etc., dunque sono organi atti alla difesa del nostro corpo. Tale funzione è anche condivisa da altri organi quali le tonsille e l’appendice con il suo tessuto linfatico e questo spiega il motivo che spiega l’esistenza di quest’organo del digerente, tanto odiato dai più.
Come si presentano i linfonodi superficiali
Di norma, “in salute”, i linfonodi non sono apprezzabili al tatto, per poterli toccare e distinguetli occorre che queste formazioni abbiano raggiunto un certo volume ed in questa occasione è possibile studiarne la forma, la consistenza, la dolorabilità, la mobilità ed il tipo di rapporti stabilito con la cute.
Quando si ingrossano i linfonodi
Tumefazioni di linfonodi per lo più circoscritte si hanno nei fatti infiammatori acuti, maggiormente nelle infezioni ed in questo caso, ai fini di una corretta diagnosi, il tutto si accompagna ad esami ematochimici prescritti dal medico. Nelle richiamate infezioni, le linfoghiandole non solo si presentano ingrossate ma anche dolenti, soprattutto al tatto, ovvero alla pressione ed è possibile accorgersi del contestuale arrossamento della cute che si presenta anche calda in corrispondenza del linfonodo stesso.
C’è’ da dire anche che i linfonodi di norma si presentano elastici e duri ma quando siamo in presenza di un’infezione acuta provocata da germi patogeni, tali formazioni si presentano alla palpazione per lo più di consistenza molle e la stessa cute si fa più rossa e quanto mai lucente.
Ma i linfonodi, oltre che nelle patologie causate da infezioni acute, si possono presentare tumefatti anche per effetto di altre cause, pensiamo alle infezioni croniche o neoplastiche.
I linfonodi nei tumori
Laddove si sia in presenza di una metastasi, nei carcinomi ad esempio, tali metastasi veicolano per via linfatica e si assiste ad un ingrossamento notevole dei linfonodi che possono giungere alle dimensioni di un uovo di gallina; in questo caso il linfonodo stesso si presenta non dolente, né spontaneamente né alla palpazione e, soprattutto duro.
Quando i linfonodi interessati da metastasi sono dolenti, invece, è segno che le formazioni sono vicine a qualsivoglia ramo nervoso. Altra caratteristica dei linfonodi nelle metastasi è la mobilità elevata al punto che è possibile spostarli di parecchio dalla loro sede almeno fino a quando non aderiscono ai tessuti che li circondano essendo inglobati in essi.
Caratteristica dei linfonodi in corso di altre malattie neoplastiche
Non entriamo nella trattazione di quelle malattie che vedono nei linfonodi tumefatti la loro espressione, riocordiamo soltanto che nel Morbo di Hodgkin, assistiamo ad una tumefazione circoscritta generalmente a livelo della regione cervicale dei distretti loinfoghiandolari. Stessa cosa accade, pur se con caratteristiche assai diverse, nel linfosarcoma, mentre nella leucemia linfoide si assiste alla tumefazione di queste formazioni in tutti i distretti, senza tuttavia raggiungere mai dimensioni notevoli e presentandosi duri, elastici e non dolenti alla palpazione.
Linfonodi moderatamente ingrossati, sopratutto nei bambini, in assenza di patologie
Chiudiamo l’esposizione sui linfonodi ricordando i casi in cui tali formazioni appaiono leggermente ingrossate anche in assenza di qualsivoglia patologia. Interessati da queste evenienze sono per lo più i bambini, o i ragazzi; in questi soggetti definiti a temperamento linfatico, le linfoghiandole si possono presentare leggermente ingrossate, generalmente non superano la grandezza di un pisello e si riscontrano per lo più accompagnate da quei casi in cui, ad esempio, le tonsille sono ingrossate a loro volta, spesso da sole o insieme alle adenoidi; la stessa cosa potrebbe avvenire anche se in misura minore in presenza di quei soggetti che siano andati incontro a carie ricorrenti e mai curate, per cui, almeno in questi casi, basta risalire e risolvere la causa che abbia provocato l’ingrossamento e questo sicuramente cessa, anche se occorre, in questi ed in altri casi sospetti da un ingrossamento linfoghiandolare, consultare per prima il medico per evitare le solite diagnosi più dettate dal ” Fai da Te ” che dalla logica!
http://www.tantasalute.it/articolo/linfonodi-cosa-sono-come-riconoscerli-quando-preoccuparsi/5633/
giovedì 14 maggio 2009
Nuova Influenza:Sanofi-Aventis Pronta Ad Aiutare Con Vaccini
Nuova Influenza:Sanofi-Aventis Pronta Ad Aiutare Con Vaccini
da 1 ora 47 minuti
: Febbre suina
Forum: Febbre suina
(ANSA) - ROMA, 14 MAG - La casa farmaceutica Sanofi-aventis, attraverso la divisione vaccini Sanofi Pasteur, si e' messa a disposizione delle Autorita' internazionali per offrire un contributo nella lotta contro il virus H1N1. Lo ha dichiarato oggi l'azienda francese attraverso un comunicato in cui ha fatto sapere della scelta di voler essere presenti anche nei Paesi piu' a rischio, in cui e' indispensabile poter offrire risposte immediate in caso di emergenza sanitaria. Per questo, negli ultimi anni la Sanofi ha fatto investimenti in alcuni Paesi del Sud del mondo o emergenti come il Marocco, il Brasile, la Cina e il Messico. Proprio in Messico lo scorso 9 marzo, cioe' prima della diffusione del virus H1N1, il Gruppo aveva annunciato la realizzazione di un nuovo polo per la produzione di vaccini antinfluenzali che sara' operativo nell'arco di circa 4 anni. ''Quanto detto - ha fatto sapere la Sanofi - spiega perche' sia stata presa con stupore da parte del Gruppo francese la messa in correlazione dei due eventi, la comparsa del virus e l'investimento industriale in Messico, che poggia su basi del tutto infondate''. (ANSA).
da 1 ora 47 minuti
: Febbre suina
Forum: Febbre suina
(ANSA) - ROMA, 14 MAG - La casa farmaceutica Sanofi-aventis, attraverso la divisione vaccini Sanofi Pasteur, si e' messa a disposizione delle Autorita' internazionali per offrire un contributo nella lotta contro il virus H1N1. Lo ha dichiarato oggi l'azienda francese attraverso un comunicato in cui ha fatto sapere della scelta di voler essere presenti anche nei Paesi piu' a rischio, in cui e' indispensabile poter offrire risposte immediate in caso di emergenza sanitaria. Per questo, negli ultimi anni la Sanofi ha fatto investimenti in alcuni Paesi del Sud del mondo o emergenti come il Marocco, il Brasile, la Cina e il Messico. Proprio in Messico lo scorso 9 marzo, cioe' prima della diffusione del virus H1N1, il Gruppo aveva annunciato la realizzazione di un nuovo polo per la produzione di vaccini antinfluenzali che sara' operativo nell'arco di circa 4 anni. ''Quanto detto - ha fatto sapere la Sanofi - spiega perche' sia stata presa con stupore da parte del Gruppo francese la messa in correlazione dei due eventi, la comparsa del virus e l'investimento industriale in Messico, che poggia su basi del tutto infondate''. (ANSA).
MPS Life Day, dignità e voce ai bambini affetti dalle Mucopolisaccaridosi
MPS Life Day, dignità e voce ai bambini affetti dalle Mucopolisaccaridosi
Autore: Redazione pubblicato il : 14/05/2009
Milano - Il 16 e 17 maggio in 3 città italiane e in 20 Paesi del Mondo si celebra l’MPS Life Day per dare dignità e voce all'esistenza dei bambini affetti dalle Mucopolisaccaridosi: gravi malattie rare di origine genetica che colpiscono nel nostro Paese circa 150 persone.
E’ arrivato alla nona edizione l’ “MPS LIFEDAY: I colori della Vita” una manifestazione promossa dall’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi e Malattie Affini (Onlus) con l’obiettivo di fare luce su un gruppo di malattie genetiche, rare e degenerative, che colpiscono migliaia di persone nel mondo.
A Milano, Cuneo, Carmagnola e in altri 20 Paesi nel mondo, il prossimo 16 e 17 maggio per abbattere il muro della non conoscenza.
Eventi e manifestazione per fornire un punto di riferimento e un sostegno alle famiglie colpite, incentivare il finanziamento a favore della ricerca scientifica, della diagnostica e dell’assistenza alle famiglie, sensibilizzare l’opinione pubblica: sono questi i principali obiettivi della due giorni promossa dall’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi, che ha giocato un ruolo primario anche nell’organizzazione dell’edizione internazionale dell’MPS Lifeday.
Il programma
A Milano: In Piazza Cordusio si alterneranno momenti di spettacolo e di “formazione”. Esperti e famiglie che stanno vivendo l’esperienza delle MPS saranno a disposizione per un confronto diretto con chiunque volesse avere maggiori informazioni sulla malattia. Nell’intera giornata di sabato e domenica inoltre le esibizioni delle “Truccabimbi”, dei “MAD4FUN”, i giovani ballerini della scuola di Anna Galoppo, il gruppo La notte del sosia e una serie di concerti con il gruppo Gospel dei “Sol Quair”, il corpo musicale de “La Filarmonica” di Verghera. "il gruppo "iPop" di Piacenza e il Club Magica con la danza del ventre.
A Cuneo: nel parco della resistenza “Artisti per beneficenza”. Domenica alle 15.30 Zaira Mureddu presenta Duo Peppino (Michelangelo&Fabrizio Pepino e la solista Gisella Marengo.
A Carmagnola (To) l’AIMPS ONLUS partecipa al Forum presso il Centro Sociale Carmagnola il 23 e 24 maggio.
Tutti coloro che desiderano maggiori informazioni sulla malattia o la manifestazioni possono visitare il sito www.aimps.it o telefonare allo 02/99010188.
Le terapie nelle Mucopolisaccaridosi
La Mucopolisaccaridosi di tipo I (MPS I) è una rara e progressiva malattia ereditaria con interessamento multisistemico, causata dal deficit di alfa-L-iduronidasi, un enzima necessario per catabolizzare alcuni glicosaminoglicani (zuccheri) importanti per un regolare funzionamento delle cellule, dei tessuti e degli organi. La MPS I si distingue in tre forme: Hurler, Hurler/Scheie e Scheie, caratterizzate da fenotipi con severità rispettivamente elevata (Hurler), intermedia (Hurler-Sheie) e lieve (Scheie). Essendo una patologia multisistemica, molti organi ed apparati risultano compromessi nei pazienti affetti.
I sintomi più frequenti sono: rigidità articolare, opacità corneale, riduzione della vista, ostruzione delle vie aeree con infezioni respiratorie ricorrenti e cardiopatia (in modo particolare, valvulopatie) e, nelle forme più severe, anche ritardo mentale; questi sintomi portano ad una limitazione delle attività quotidiane, una riduzione della qualità e della aspettativa di vita per i pazienti. La diagnosi è spesso difficile e, soprattutto nella forma più lieve, può arrivare anche molti anni dopo la comparsa dei primi sintomi.
Dal 2003 è disponibile in Italia una terapia specifica per la MPS I; si tratta di Laronidasi (Aldurazyme) prodotto da Genzyme, un enzima ricombinante che, somministrato ogni sette giorni, mima l’effetto dell’enzima umano carente o assente in questi pazienti, determinando un rallentamento della progressione altrimenti inesorabile della malattia. Proprio perché è disponibile attualmente un trattamento per questa malattia, fondamentale diventa la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo, prima dell’instaurarsi di danni irreparabili. In Italia è disponibile anche la terapia per la MPS di Tipo II (Sindrome di Hunter) dal 2006, prodotta da Shire e per la MPS VI (Sindrome di Maroteaux-Lamy) dal 2005, prodotta da Biomarin.
Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi
L’AIMPS (ONLUS) nasce nel 1991 dall'iniziativa di alcuni genitori di bambini affetti da Mucopolisaccaridosi, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di informazione delle Famiglie MPS, agevolare lo scambio di esperienze sulla malattia, rompere l'isolamento dei pazienti e alleviare la convivenza quotidiana con la malattia. L’accesso alle informazioni socio-assistenziali e mediche, al pari della ricerca scientifica, è una delle principali finalità dell’Associazione che conta attualmente oltre 800 associati. Per ulteriori informazioni: www.aimps.it
Fonte:
Francesca Pedrali
Mirella Villa Comunicazione Srl
Tel. +39 02 4980162
E-mail: francesca.pedrali@villacomunicazione.it
http://www.italia-news.it/?idcnt=5645&idct=13&idvmn=14&lang=it
Autore: Redazione pubblicato il : 14/05/2009
Milano - Il 16 e 17 maggio in 3 città italiane e in 20 Paesi del Mondo si celebra l’MPS Life Day per dare dignità e voce all'esistenza dei bambini affetti dalle Mucopolisaccaridosi: gravi malattie rare di origine genetica che colpiscono nel nostro Paese circa 150 persone.
E’ arrivato alla nona edizione l’ “MPS LIFEDAY: I colori della Vita” una manifestazione promossa dall’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi e Malattie Affini (Onlus) con l’obiettivo di fare luce su un gruppo di malattie genetiche, rare e degenerative, che colpiscono migliaia di persone nel mondo.
A Milano, Cuneo, Carmagnola e in altri 20 Paesi nel mondo, il prossimo 16 e 17 maggio per abbattere il muro della non conoscenza.
Eventi e manifestazione per fornire un punto di riferimento e un sostegno alle famiglie colpite, incentivare il finanziamento a favore della ricerca scientifica, della diagnostica e dell’assistenza alle famiglie, sensibilizzare l’opinione pubblica: sono questi i principali obiettivi della due giorni promossa dall’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi, che ha giocato un ruolo primario anche nell’organizzazione dell’edizione internazionale dell’MPS Lifeday.
Il programma
A Milano: In Piazza Cordusio si alterneranno momenti di spettacolo e di “formazione”. Esperti e famiglie che stanno vivendo l’esperienza delle MPS saranno a disposizione per un confronto diretto con chiunque volesse avere maggiori informazioni sulla malattia. Nell’intera giornata di sabato e domenica inoltre le esibizioni delle “Truccabimbi”, dei “MAD4FUN”, i giovani ballerini della scuola di Anna Galoppo, il gruppo La notte del sosia e una serie di concerti con il gruppo Gospel dei “Sol Quair”, il corpo musicale de “La Filarmonica” di Verghera. "il gruppo "iPop" di Piacenza e il Club Magica con la danza del ventre.
A Cuneo: nel parco della resistenza “Artisti per beneficenza”. Domenica alle 15.30 Zaira Mureddu presenta Duo Peppino (Michelangelo&Fabrizio Pepino e la solista Gisella Marengo.
A Carmagnola (To) l’AIMPS ONLUS partecipa al Forum presso il Centro Sociale Carmagnola il 23 e 24 maggio.
Tutti coloro che desiderano maggiori informazioni sulla malattia o la manifestazioni possono visitare il sito www.aimps.it o telefonare allo 02/99010188.
Le terapie nelle Mucopolisaccaridosi
La Mucopolisaccaridosi di tipo I (MPS I) è una rara e progressiva malattia ereditaria con interessamento multisistemico, causata dal deficit di alfa-L-iduronidasi, un enzima necessario per catabolizzare alcuni glicosaminoglicani (zuccheri) importanti per un regolare funzionamento delle cellule, dei tessuti e degli organi. La MPS I si distingue in tre forme: Hurler, Hurler/Scheie e Scheie, caratterizzate da fenotipi con severità rispettivamente elevata (Hurler), intermedia (Hurler-Sheie) e lieve (Scheie). Essendo una patologia multisistemica, molti organi ed apparati risultano compromessi nei pazienti affetti.
I sintomi più frequenti sono: rigidità articolare, opacità corneale, riduzione della vista, ostruzione delle vie aeree con infezioni respiratorie ricorrenti e cardiopatia (in modo particolare, valvulopatie) e, nelle forme più severe, anche ritardo mentale; questi sintomi portano ad una limitazione delle attività quotidiane, una riduzione della qualità e della aspettativa di vita per i pazienti. La diagnosi è spesso difficile e, soprattutto nella forma più lieve, può arrivare anche molti anni dopo la comparsa dei primi sintomi.
Dal 2003 è disponibile in Italia una terapia specifica per la MPS I; si tratta di Laronidasi (Aldurazyme) prodotto da Genzyme, un enzima ricombinante che, somministrato ogni sette giorni, mima l’effetto dell’enzima umano carente o assente in questi pazienti, determinando un rallentamento della progressione altrimenti inesorabile della malattia. Proprio perché è disponibile attualmente un trattamento per questa malattia, fondamentale diventa la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo, prima dell’instaurarsi di danni irreparabili. In Italia è disponibile anche la terapia per la MPS di Tipo II (Sindrome di Hunter) dal 2006, prodotta da Shire e per la MPS VI (Sindrome di Maroteaux-Lamy) dal 2005, prodotta da Biomarin.
Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi
L’AIMPS (ONLUS) nasce nel 1991 dall'iniziativa di alcuni genitori di bambini affetti da Mucopolisaccaridosi, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di informazione delle Famiglie MPS, agevolare lo scambio di esperienze sulla malattia, rompere l'isolamento dei pazienti e alleviare la convivenza quotidiana con la malattia. L’accesso alle informazioni socio-assistenziali e mediche, al pari della ricerca scientifica, è una delle principali finalità dell’Associazione che conta attualmente oltre 800 associati. Per ulteriori informazioni: www.aimps.it
Fonte:
Francesca Pedrali
Mirella Villa Comunicazione Srl
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E-mail: francesca.pedrali@villacomunicazione.it
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