Il battito cardiaco risente dell’azione di alcuni ormoni, come l’adrenalina, il cui effetto è l’aumento della velocità e della forza di contrazione (l’adrenalina è secreta in caso di forti emozioni, suscitando il cosiddetto batticuore): le riserve energetiche di una cellula potrebbero esaurirsi troppo precocemente fprima che questa si adatti alle nuove esigenze, se non fosse per la presenza della fosfocreatina.
Questa molecola costituisce una riserva energetica per i miocardiociti in caso di sforzo improvviso (è anche presente nelle cellule dei muscoli volontari, con lo stesso scopo). La fosfocreatina è sintetizzata dalle stesse cellule muscolari ad opera di un enzima specifico, la creatin fosfochinasi (CPK, o CK), e quest’ultimo è presente nel cuore, ma anche nei muscoli e in misura minore nel cervello, con caratteristiche diverse nei vari organi.
La forma presente solo nel cuore è siglata CK-MB; essendo una molecola specifica dei miocardiociti, in una qualsiasi analisi del sangue si verifica sempre la sua eventuale presenza oltre valori normali (13 unità / litro). Un aumento di tale valore è indice di un probabile infarto miocardico: in questo caso difatti le cellule muoiono e riversano il loro contenuto nel sangue, e pertanto si riscontrano valori elevati di CPK-MB plasmatica. L’analisi precoce del sangue in seguito a comparsa di sintomatologie che possono far pensare ad un infarto può aiutare a prevenire la morte del paziente.
T.M.
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
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