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sabato 8 gennaio 2011

Effetto JET LAG,dalle piante la spiegazione e forse la cura

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina-naturale/articolo/lstp/382693/

Lo studio di come le piante si adeguano alla scarsità di luce e sole durante il periodo invernale potrebbe portare a comprendere il meccanismo che sottende al cosiddetto Jet Lag e l’effetto che ha sulle persone

Il Jet Lag (o jetlag) è quell’effetto causato dall’alterazione dei normali ritmi circadiani a seguito di un viaggio in cui si cambia di molto il fuso orario o si esercitano mestieri in cui si è soggetti a turni o si lavora la notte. Spesso i sintomi sono un senso di confusione mentale, sonnolenza, stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno, tachicardie, sudorazione eccessiva ecc.


Gli scienziati dell’Università di Edimburgo (Uk) hanno deciso di fare chiarezza su questo fenomeno e, per far ciò, hanno pensato che si poteva studiare il sistema che mettono in atto le piante quando si trovano a far fronte alla scarsità di luce e sole durante il periodo invernale.
Osservando così diversi tipi di piante, i ricercatori hanno scoperto che sono soggette a un complesso processo che permette ai loro geni di rispondere ai tempi dell'alba e del tramonto ogni giorno e alla durata della luce diurna nel mezzo.

Tutto questo, secondo gli scienziati, permetterebbe alle piante di, per così dire, reimpostare il proprio orologio interno (che riguarda i ritmi circadiani) ogni giorno. In questo modo la pianta riesce a rispondere adeguatamente alle variazioni stagionali della luce, potendo controllare i tempi per le attività fondamentali.

Per questo studio i ricercatori hanno utilizzato dati sperimentali e modelli matematici per riuscire a dimostrare quanto i ritmi delle piante potessero rappresentare la lunghezza del giorno, l’alba e il tramonto.
«Il contributo della luce è assolutamente fondamentale per capire come i ritmi nella maggior parte degli organismi [viventi] lavorino nella vita quotidiana. Abbiamo scoperto come i geni guidano l’orologio [biologico] della pianta in modo che questo risponda al ciclo luce/buio», spiega il professor Andrew Millar, che ha coordinato lo studio pubblicato sulla rivista Molecular Systems Biology.

I risultati dello studio potrebbero così aiutare a comprendere gli effetti del Jet Lag sull’orologio biologico degli esseri umani e come questi rispondo alle situazioni in cui gli equilibri sono sconvolti da fattori esterni come i viaggi o il lavoro.
 «I nostri risultati ci forniscono preziose informazioni su come le piante e le persone reagiscono ai cambiamenti della durata del giorno. Potrebbero fornire un nuovo metodo per capire come adattarsi quando i ritmi giornalieri di luce e buio vengono interrotti», conclude  il professor Millar.
[lm&sdp]

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