Roma, 18 gennaio 2011 - Le donne in gravidanza possono sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale senza timori. Lo assicura la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), ricordando che il picco è previsto tra due settimane.
"Non è stata evidenziata nessuna relazione causa-effettotra l’impiego di questo strumento di prevenzione e difetti congeniti del nascituro - ha sottolineato Nicola Surico, presidente della Sigo - La sua somministrazione è raccomandata nel secondo e terzo trimestre di gestazione".
Secondo l’esperto, il vaccino "è una misura efficace nell’80% dei casi e, inoltre, conferisce immunità ai piccoli nati". La campagna di prevenzione della Sigo è iniziata a ottobre, ha ricordato Surico, "ma non è troppo tardi per aderire: sono necessari circa 15 giorni prima di ottenere una copertura completa, per cui chi si vaccina adesso può non essere ancora protetto quando il virus comincerà a circolare con maggior vigore, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio".
Se lo scorso anno il virus H1N1 è stato l’unico protagonista e ha provocato una vera pandemia, quest’anno è accompagnato da altri due ceppi, entrambi di origine australiana, mantenendo, tuttavia, la sua caratteristica di estrema aggressività.
"Contrariamente alla Gran Bretagna dove l’influenza ha già raggiunto il suo picco causando decine di morti - ha concluso Surico - in Italia l’epidemia sta seguendo un corso regolare.
La fascia d’età più colpita si conferma quella dei bambini fino ai 4 anni, seguita dai piccoli dai 5 ai 14, dai 15-64enni, infine dagli over 65".
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