Secondo gli ultimi dati Influnet, nella settimana dal 20 al 26 dicembre 2010 erano oltre 163 mila gli italiani messi a letto dall'influenza. Nello stesso periodo, l'incidenza nella popolazione generale è cresciuta a 2,72 casi ogni mille abitanti, contro i 2,05 casi su mille dell'ultima rilevazione. La fascia d'età più colpita si conferma quella dei bambini da zero a 4 anni, poi i piccoli dai 5 ai 14 anni, i 15-64enni e infine gli 'over 65'.
Numeri in aumento, dunque, "ma che caratterizzano un andamento normale - assicura l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE - d'altronde è gennaio, è tempo di influenza. Nel 2009, anno della pandemia influenzale, il picco si verificò a novembre, due mesi prima del previsto. Ora il virus 'ex pandemico' A/H1N1, che non è mutato, è diventato il prevalente nell'epidemia stagionale. Oltre al 'post-suino', circolano il virus B e a seguire, più raro, quello AH3N2".Secondo Rezza, "non devono spaventare i casi gravi e mortali: sono previsti anche quelli e rappresentano una piccolissima percentuale. Non bisogna estremizzare mai, nemmeno quando muore una persona famosa", come la animal trainer del film Harry Potter, che sempre in Gb ha perso la vita a 26 anni per colpa dell'influenza, "e ricordarsi che se si consiglia la vaccinazione alle persone a rischio è proprio per evitare complicanze". Malati cronici in testa, dunque, "chi deve vaccinarsi può ancora farlo - dice Rezza - perché il picco è atteso, appunto, per fine gennaio inizio febbraio. Per sviluppare anticorpi ci vogliono due settimane: quindi sì, c'è ancora tempo per vaccinarsi".
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