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lunedì 7 marzo 2011

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE,COS'è,SINTOMI,TEST CASALINGO

http://www.corriere.it/salute/11_marzo_03/degenerazione-maculare_293f791a-40e1-11e0-a0e9-e3433e14003f.shtml
MILANO - Secondo uno studio pubblicato suArchives of Ophthalmologyun’attività fisica regolare, una dieta bilanciata e il non fumare possono ridurre di 3 volte il rischio di degenerazione maculare senile, malattia che colpisce la macula (porzione centrale della retina deputata alla visione nitida) e principale causa di cecità dopo i 55 anni. «È una patologia legata all'invecchiamento, conseguenza di progressive modificazioni che si verificano in strutture all’interno dell’occhio: retina, membrana di Bruch e coroide (strato ricco di vasi)» spiega Giovanni Staurenghi, direttore della Clinica oculistica Universitaria dell'Ospedale Sacco, di Milano. «La malattia inizia con la formazione di depositi ("drusen", termine tedesco usato in mineralogia, ndr) e può evolvere in due forme: la atrofia geografica (o "secca"), a progressione più lenta, oppure la neovascolare (o "umida"), più rapida nel compromettere la vista.
Come si riconosce la degenerazione maculare?
«Se colpisce un solo occhio è difficile accorgersene a meno che si faccia un autoesame con la "griglia di Amsler": un foglio a quadretti con un punto centrale. Coprendo prima un occhio e poi l'altro ci si può accorgere se c’è una distorsione delle linee rette nella zona visiva centrale; in questo caso bisogna consultare con urgenza l’oculista. Altri segnali sono uno sfocamento delle parole nella lettura e un'area scura o vuota al centro del campo visivo. Per la conferma ci sono diversi esami: fondo oculare; tomografia a coerenza ottica, fluoroangiografia, angiografia e altri».
Si può prevenire?
«Una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali, l'abolizione del fumo, l'autocontrollo e controlli periodici dall'oculista sono i mezzi più efficaci per ridurre il rischio o per cogliere subito i segni della malattia e, quindi, controllarne l’evoluzione. Uno studio USA suggerisce che integrare la dieta con alte dosi di antiossidanti (vitamine C, E, beta carotene e zinco) possa ridurre il rischio di sviluppare la patologia nel secondo occhio quando il primo è stato già colpito. Un altro studio sta valutando l'utilità di luteina e zeaxantina, carotenoidi che possono essere introdotti con la dieta (vegetali) o con integratori».
Quali sono le cure possibili?
«Non ci sono ancora cure definitive, ma trattamenti in grado di evitare peggioramenti, il che è già fondamentale per mantenere una buona capacità visiva. Per la forma umida la più valida cura in molti casi è l'iniezione nel vitreo di inibitori del fattore di crescita dell'endotelio vasale (VEGF), molecola chiamata in causa nello sviluppo dei nuovi vasi. In alcuni casi sono utili terapia fotodinamica e fotocoagulazione laser. Per l'atrofia geografica per ora non ci sono trattamenti, ma sono in corso diversi studi clinici per la valutazione di nuove terapie. Non bisogna infine dimenticare l'aspetto psicologico: la degenerazione maculare è la terza causa di depressione dell'anziano e pertanto potrebbe essere utile un supporto psicologico».
Antonella Sparvoli
03 marzo 2011

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