La paralisi ipnagogica è un disturbo del sonno che si verifica durante la fase di addormentamento e, soprattutto, al momento del risveglio; può durare da alcuni istanti fino ad un paio di minuti e consiste in una paralisi di tutti i muscoli corporei a cui, tuttavia, corrisponde una piena coscienza del soggetto coinvolto che riesce, talvolta, a fare dei piccoli movimenti, ad esempio con gli occhi e gli arti. Molto spesso si avverte una sensazione di soffocamento dovuta allo stato di immobilità in cui ci si trova che, in passato, veniva spiegata con la presenza di un estraneo minacciosamente seduto sul cuore.
Lo stato di totale rilassamento e di perdita del controllo dei muscoli è assolutamente normale: ogni notte si verifica con una certa frequenza durante il sonno di ciascuno, mentre il nostro cervello è impegnato a sognare. Quello che è anomalo è l’associazione di questo ad uno stato cosciente della mente; tra le cause individuate ci sarebbero lo stress, la mancanza di riposo, l’irregolarità dei ritmi di vita. Probabilmente, in passato, lo stesso terrore delle forze malvagie contribuiva a creare negli uomini condizioni di forte agitazione che potevano generare gli «incubi ad occhi aperti».
Un recente studio condotto dal dottor Brian A. Sharpless, dell’Università della Pennsylvania, è tornato sull’argomento per cercare di chiarire i dati sul disturbo: ne è emerso, mettendo a confronto ricerche effettuate negli anni passati, che il 7,6% della popolazione ne è affetto, con punte di 28,3% tra i giovani studenti e 31,9% tra gli anziani con disturbi psichici. Tra questi, però, vi è da fare una netta distinzione tra quanti hanno vissuto questa esperienza una sola volta nella propria vita, o comunque in maniera estremamente sporadica, e quelli per cui la paralisi ipnagogica costituisce un vero e proprio disturbo cronico per il quale possono, spesso, temere di lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo.
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