
Chiunque abbia osservato le profondità marine, talvolta anche da altezze piuttosto modeste, può aver avuto la fortuna di incappare in una prateria di posidonia oceanica, pianta marina caratteristica del Mar Mediterraneo, protezione e rifugio di numerose specie vegetali ed animali, oltre che alimento per molti di essi; essenziale per l'ecosistema, perché responsabile del rilascio di ossigeno in acqua nel corso del suo sviluppo fogliare, e per l'intero ambiente marino, grazie alla sua funzione di protezione per le coste, dal momento che i banchi di posidonia impediscono che le parti più leggere dei sedimenti vengano trasportate dalle correnti costiere e smorzano la potenza delle onde, svolgendo un'efficace azione preventiva contro l'erosione. Questo prezioso organismo, assai comune nelle nostre acque sebbene sempre più costretto a subire attacchi di vario tipo che ne stanno mettendo in serio pericolo la diffusione sui fondali, costituisce non solo una risorsa irrinunciabile per i mari ma anche una importantissima miniera di informazioni scientifiche per i biologi marini.
POSIDONIA, L'ORGANISMO DALLA LUNGA MEMORIA – Un gruppo di ricercatori internazionali, ad esempio, ha recentemente condotto un accurato lavoro sulla posidonia, pubblicando i risultati del proprio studio sulla rivista scientifica PLoS ONE, partendo dalla constatazione che i limiti massimi raggiungibili in termini di età e di taglia per questa pianta sono ancora troppo poco conosciuti, sebbene si sappia, in linea generale, che ci sono «cloni naturali» che si estendono per centinaia di metri e che hanno una vita potenzialmente secolare. Attraverso l'analisi di dati precedentemente raccolti nell'ambito di altri studi, i ricercatori hanno potuto stabilire come l'estensione e la longevità della pianta siano state, per lo più, sottostimate fino ad ora: campioni geneticamente identici (cloni) di posidonia, infatti, sono stati trovati fino a 15 chilometri di distanza gli uni dagli altri. In sostanza, con una prevalenza che oscilla tra il 3.5 e l'8.9%, nelle acque mediterranee esistono cloni dalle dimensioni incredibilmente ampie che potrebbero contare tra gli 80 000 e i 200 000 anni di vita, passati indenni attraverso i millenni, anche quando la temperatura dell'acqua era inferiore a quella attuale di circa 10-15°, crescendo mediamente di 80 metri ogni 600/700 anni: tra questi, il più famoso è frutto di una scoperta casuale avvenuta nel 2006 presso le isole Baleari, senz'ombra di dubbio uno degli esseri viventi più «anziani» dell'intero pianeta.
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