Brevi picchi glicemici devono far preoccupare?
A mia moglie, 48 anni 54Kg 1,64 m di altezza, in seguito ad accertamenti è stata riscontrata una glicemia glicata di 6,0 anche se il valore della glicemia a digiuno è sempre risultato nella norma (90-92). Il laboratorio che ha effettuato l'esame l'ha messa in allerta sostenendo che tale valore 'borderline' quasi sicuramente è dovuto ad un andamento non proprio normale della glicemia. Mia moglie (di carattere molto ansioso)si è subito "armata" di kit per la misurazione della glicemia e dopo una miriade di test, ha scoperto che circa 2 ore dopo i pasti (non sempre però, anche mangiando allo stesso modo) sale a circa 160 e anche 180, ma per un tempo brevissimo, infatti, per esempio, dopo circa 15 minuti da 182 il valore scende a 150 e dopo altri 15 sotto i 140. Nell'arco della giornata invece non ha mai riscontrato valori anomali. Preciso che l'alimentazione è sempre molto curata,ricca di frutta e verdura e tutto da agr. biologica. Come ci si deve comportare in questi casi? Sono dannosi questi picchi anche se di breve durata e non quotidiani? Inizialmente si pensava ad errori strumentali ma poi è stato fugato ogni dubbio in merito. Ringraziandola per l'attenzione. CORDIALI SALUTI
DIABETOLOGIA risponde ROBERTO TREVISAN
La presenza di una glicemia normale a digiuno è comunque un indicatore di basso rischio di diabete, anche tenendo conto del peso normale della signora. La presenza di una emoglobina glicata ai limiti superiori di norma in questo caso va sempre valutata con cautela: nei nostri laboratori spesso questo dosaggio non è ben standardizzato e allineato a IFCC. Nel caso specifico però avete riscontrato dei valori post-prandiali moderatamente elevati e transitori. Consiglio per meglio evidenziare la possibile esistenza di una predisposizione al diabete l'esecuzione di una curva da carico orale di glucosio (75 gr). Nel caso la glicemia due ore dopo i pasti sia uguale o superiore a 200 mg/dl, allora siamo in presenza di diabete. Nel caso la glicemia a due ore sia uguale o superiore a 140 mg/dl, ma inferiore ai 200 mg/dl ci troviamo alla presenza di una alterata tolleranza al glucosio, una condizione di rischio per lo sviluppo di diabete. In ogni caso il mantenimento di un peso normale e una alimentazione corretta, associati ad adeguata attività fisica, è il modo migliore per evitare il rischio di diabete.http://www.ok-salute.it/Diabetologia/picchi-glicemici/j41355
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