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giovedì 5 aprile 2012

La PMA negli ospedali è una pratica altamente sicura e controllata

La PMA negli ospedali è una pratica altamente sicura e controllata:

La PMA negli ospedali è una pratica altamente sicura e controllata

Il recente gravissimo e drammatico incidente verificatosi nell’Ospedale San Filippo Neridi Roma ha posto in luce la necessità dell’adozione di norme di sicurezza che garantiscano gli utenti, gli operatori e le strutture sanitarie nelle pratiche di Procreazione Assistita e Conservazione di cellule e tessuti umani. Allo stato attuale la normativa in materia offre, in accordo con le disposizioni vigenti nella Comunità Europea, un riferimento certo.
L’AOGOI e la SIOS si sono impegnate costantemente nella collaborazione con gliorganismi di controllo (Regioni e CNT) nel promuovere la formazione del personale deicentri di PMA a livello di tutto il territorio nazionale, collaborando anche a progetti internazionali sulla prevenzione e controllo degli eventi avversi nel campo dellaFecondazione assistita e sollecitando anche il governo con una istanza specifica affinché i centri di PMA fossero ad esclusivo coordinamento dei ginecologi.
Il recente recepimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (15 Marzo 2012) definisce un’uniformità direquisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture autorizzate per le procedure di PMA (L. 40/2004) ai quali ogni struttura operante in Italia deve adeguarsi, quali la Direzione dei Centri, la tipologia delle strutture e le procedure di sicurezza. Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale che svolgono pratiche di PMA operano sotto un costante controllo e attraverso sistemi di reclutamento e valutazione delle risorse umane, tecnologiche ed organizzative che offrono ampie garanzie all’utenza e ad esse le coppie possono rivolgersi con fiducia e sentirsi serene per la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate.
In questo momento di disorientamento dell’opinione pubblica, ribadendo la piena fiducia nell’operato di chi svolge attività di indagine sul caso di Roma, la SIOS intende respingere ogni tentativo denigratorio della qualità delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche e private e richiedere altresì al Ministero della Salute ed alle Regioni che in materia sono competenti, di mettere in atto ogni iniziativa che consenta, alle strutture del Sistema Sanitario Regionale di adeguarsi, ove necessario, a quelle che sono le giuste prescrizioni stabilite dalle norme vigenti.
L’adeguamento rispetto ai requisiti prescritti impone che in alcune Regioni si debbano acquisire risorse umane e tecnologiche per ruoli per i quali è persino difficile definire i percorsi formativi ed i titoli, come l’Embriologo e l’Andrologo per i quali non esistono scuole di specializzazione o il Ginecologo esperto di Medicina della Riproduzione.
Riteniamo che si debbano sostenere le strutture in attività, destinando agli adeguamenti le risorse economiche previste dalla Legge 40, che, ci risulta, in alcune regioni non siano state utilizzate da oltre cinque anni e che debbono essere immediatamente messe a disposizione delle Aziende nell’interesse degli utenti. Da parte nostra, mettiamo a disposizione delle Amministrazioni pubbliche e delle Aziende il nostro patrimonio di competenze e conoscenze scientifiche e cliniche. Intendiamo ribadire che ora più che mai il personale sanitario delle strutture di PMA, pur operando, a volte, in situazione di limitatezza delle risorse si sente responsabilizzato e motivato a fare tutto quanto in suo potere per offrire prestazioni di elevatissimo standard qualitativo ai cittadini.

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