ad

martedì 3 aprile 2012

Malocclusioni e osteopatia

STUDIO FERRARI MIRKO - Osteopata D.O.M.R.O.I. e fisioterapista:
"Osteopatia ed Odontoiatria"
L’osteopatia può dare un valido aiuto e contributo nell’ambito dell’odontoiatria. Basti pensare che l’occlusione deriva dal rapporto tra l’osso mascellare e la mandibola. Queste due ossa sono influenzate dal tipo di cranio che presenta il paziente e quindi dalle problematiche cranio/sacrali in esso presenti. Accanto alla valutazione dell’odontoiatra, ortodonzista e odontotecnico sarebbe opportuno affiancare la valutazione dinamica osteopatica. La valutazione statica odontoiatrica prevede sul piano sagittale la I, II, III classe occlusale; sul piano trasversale i morsi crociati mono o bilaterali e sul piano verticale il morso profondo o il morso aperto. Accanto a questa occorre associare quella dinamica dell’osteopata che tiene conto del tipo di cranio del paziente e della sua dinamica cranio/sacrale (intesa come movimento respiratorio primario, si veda la sezione “Che cos’è l’osteopatia”). La malocclusione, dal punto di vista osteopatico, viene classificata a seconda della posizione e delle problematiche dell’osso occipitale che influenza la posizione della mandibola; e dell’osso sfenoide che influenza la posizione dell’osso mascellare. Occorre associare, al fine di ottenere una diagnosi e un percorso di lavoro più precisi, la valutazione delle caratteristiche scheletriche del paziente e del suo tipo di cranio relativamente allo stato dell’articolazione principale del cranio tra l’osso occipite e l’osso sfenoide (sinfisio sfeno/basilare o SSB). A seconda dell’atteggiamento posizionale e dinamico della SSB possiamo avere un cranio in flessione, in estensione, in side – bending – rotation, e un cranio afisiologico di strain verticale o laterale. Per fare un esempio pratico se l’osso mascellare presentasse una restrizione di mobilità l’osteopata dovrebbe liberare questa restrizione e solo successivamente l’ortodonzista applicare il dilatatore palatale diversamente l’effetto che si otterrebbe sarebbe quello di dilatare solo la parte libera mentre rimarrebbe invece deficitaria la porzione in restrizione.


'via Blog this'

Nessun commento:


Il presente Blog è aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001. Qualora immagini, video o testi violassero eventuali diritti d'autore siete pregati di segnalarlo e verranno rimosse.
Avviso sulla privacy: Per pubblicare gli annunci sul nostro sito web utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare questi dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni a questo proposito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, fai clic qui.