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venerdì 5 dicembre 2008

Tosse

Le informazioni sotto indicate hanno carattere puramente divulgativo ed orientativo.
Non sostituiscono la consulenza medica.

Definizione, cause ed epidemiologia
La tosse, contrariamente a un diffuso pregiudizio, non è una malattia ma un sintomo, o meglio ancora un riflesso, il cui significato è quello di naturale meccanismo di protezione delle vie respiratorie.
E’ bene comunque fare subito una distinzione tra tosse secca (o stizzosa), che esprime uno stato irritativo e spesso disturba il sonno, e tosse produttiva, che è caratterizzata invece dalla produzione di catarro, anche in notevoli quantità.
Naturalmente la tosse, che è sostenuta e regolata da un vero e proprio riflesso nervoso, può essere favorita o scatenata non solo da infezioni (batteriche o virali) ma anche dall’inalazione di sostanze irritanti (ad esempio fumo, solventi, ammoniaca) o a cui il soggetto si è sensibilizzato (ad esempio in caso di asma o allergie respiratorie, responsabili di episodi di tosse persistente o ricorrente) o più semplicemente dal classico “boccone (talvolta la stessa saliva) che va di traverso”.
Forme più gravi di tosse sono quelle associate a insufficienza cardiaca e neoplasie faringolatingee e broncopolmonari.
La tosse, infine, è il segno cardine della riacutizzazione di una bronchite cronica, e in alcuni può essere anche di natura psicosomatica (“tosse isterica”, legata di solito a stati ansiosi).

Manifestazioni
Non servono certamente parole per descrivere il fenomeno della tosse.
E’ importante comunque osservarne i caratteri e l’andamento: le infezioni respiratorie sono in genere precedute da tosse secca, spesso insistente, che dopo qualche giorno comporta l’espulsione di catarro.
D’altra parte essa è il meccanismo attraverso il quale le basse vie aeree possono essere liberate dal muco, prodotto in maggiori quantità in caso di aggressione da parte di microrganismi o fattori esterni.
Una tipologia particolare e a sé stante è la pertosse: in questo caso la tosse è l’effetto sul sistema nervoso centrale di una particolare tossina, prodotta dal batterio responsabile della malattia (Bordetella pertussis) ed è preceduta da un inconfondibile rumore, assimilato al raglio d’asino, dovuto a un’introduzione forzata di aria nelle vie respiratorie. L’associazione di raucedine permette di correlare la tosse alla presenza di laringite:

Provvedimenti e possibilità di prevenzione
L’approccio alla tosse deve tenere in considerazione il carattere e l’evoluzione. Per questa ragione è bene evitare interventi immediati e troppo incisivi se non si hanno ancora gli elementi sufficienti a interpretare debitamente questo sintomo (un sedativo somministrato troppo precocemente, ad esempio, potrebbe impedire la successiva espettorazione, nel caso in cui la tosse nel frattempo diventi produttiva). I farmaci disponibili sono:

sedativi (butamirato, destrometorfano, associazioni di vari principi attivi);
mucolitici o fluidificanti (ad esempio ambroxolo, bromexina), utili a ”sciogliere” il catarro e a favorirne l’espulsione. Sono disponibili in formulazione orale, in supposta oppure in fiale per aerosol, anche associate ad antibiotici;
acque termali, preferibilmente sulfuree o salsobromoiodiche: somministrate per aerosol, permettono una pulizia profonda, efficace e del tutto naturale delle vie aeree;
farmaci prosciuganti, come quelli a base di potassio sodio-guaiacolato e guaifenesina), che riducono la secrezione mucosa e ne favoriscono il riassorbimento;
fitoterapici, come la tintura madre di Cetraria islandica, la Tussilago farfara e il Carpinus betulus, particolarmente indicati nella tosse secca dell’anziano.
Sono infine opportune anche l’umidificazione dell’ambiente e la riduzione – o meglio la sospensione - del fumo di sigaretta.

Possibili complicanze
La tosse ha in genere un significato e un decorso benigni. Si rende tuttavia necessario il consulto del medico:

se compare febbre alta;
se la tosse persiste per parecchi giorni malgrado le terapie di automedicazione;
se si accompagna a un progressivo scadimento delle condizioni generali;
se si osservano tracce di sangue nel catarro o se quest’ultimo risulta maleodorante o particolarmente abbondante;
se mantiene il carattere di tosse secca con rialzo della temperatura per lo più serale.
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