STUDI – Gli esperti americani hanno ripreso in mano tutti gli studi più recenti sull'intolleranza al lattosio e le strategie per conviverci. Chi ne soffre non ha un enzima per digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte; in Italia come negli USA il disturbo è molto diffuso, si stima infatti che riguardi dal 21 al 25 per cento della popolazione. «Eliminare completamente latte e latticini dalla dieta, come molti pazienti credono sia necessario per evitare i disturbi, espone a carenze nutrizionali e deficit che alla lunga possono avere conseguenze sulla salute – ha dichiarato uno degli autori del documento, Robert Heaney della Creighton University –. I latticini sono i cibi più ricchi di calcio e vitamina D, privarsene significa mettere a rischio la salute delle ossa e non solo, visti i tanti studi che dimostrano l'importanza della vitamina D nella prevenzione di moltissime malattie». Le ricerche riesaminate dagli esperti americani rivelano anche un altro elemento, parecchio importante: la maggior parte degli intolleranti al lattosio può introdurre 12 grammi di lattosio (l'equivalente di una tazza di latte) senza o con pochissimi sintomi. «Vero, nella maggior parte dei casi l’attività dell’enzima per digerire il lattosio è solo parzialmente compromessa, per cui i pazienti riescono a tollerare piccole quantità di lattosio senza sintomi troppo fastidiosi – conferma Antonella Muraro, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova –. I casi in cui i sintomi sono molto gravi, con diarree e dolori addominali che peggiorano molto la qualità della vita, sono per fortuna una minoranza».
CONSIGLI – «Anche nei casi più seri, però, è possibile non rinunciare ai latticini – prosegue Muraro –. All’inizio si fa seguire una dieta di esclusione; poi, quando dopo qualche mese c’è una completa remissione dei sintomi, iniziamo a introdurre minime quantità di latticini, man mano crescenti, spesso somministrando anche l’enzima per aiutare il paziente a digerire il lattosio. In questo modo quasi tutti, poi, riescono a mangiare piccole dosi di latticini senza conseguenze». Farlo è importante per la salute, soprattutto quella dei bimbi: per non comprometterne la crescita è comunque opportuno che mangino latte e derivati. Magari scegliendo prodotti privi o a contenuto ridotto di lattosio, che possono fornire il giusto apporto di tutti gli altri nutrienti. Altri “trucchi”? Scegliere latte scremato o parzialmente scremato e berlo accompagnandolo a un piccolo snack, perché a stomaco pieno lo si tollera meglio. E portare spesso in tavola yogurt e parmigiano, un formaggio ricchissimo di preziosi nutrienti e quasi sempre “ben accetto” anche agli intolleranti al lattosio.
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