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lunedì 3 gennaio 2011

Rimedi naturali al posto degli antidolorifici per alleviare i dolori stagionali

Complici l’umidità e il freddo che mettono a dura prova le articolazioni e le strutture che le circondano, tendini, guaine e borse, aumentano i dolori di chi soffre per artrosi e reumatismi.


Per contrastarli puoi contare su integratori alimentari che agiscono da antidolorifici naturali. Come l’artiglio del diavolo. Il nome non inganni: non ha nulla a che fare con infernali poteri. Anzi, presso alcune popolazioni indigene è usato per curare febbri e disturbi digestivi. Il triste appellativo arriva dai suoi frutti: sono dotati di artigli in cui spesso rimangono impigliati gli animali. Originario dell’Africa Tropicale e Sud-tropicale, ha una spiccata efficacia antireumatica e antinfiammatoria. Non devi però assumerlo durante la gravidanza, perché stimola le contrazioni uterine. Si trova sotto forma di capsule o di pomate per uso esterno.

Curioso anche il nome di un altro antidolorifico, il Ribes Nigrum: pare derivi dall´arabo ribas, un rabarbaro del Libano. Da noi è conosciuto come uva spina, e in Francia come cassis. Originario dell´Europa e dell´Asia centro-settentrionale, il Ribes Nigrum è un arbusto alto circa mezzo metro, che cresce in abbondanza nel sottobosco collinare e alpino delle nostre montagne. Ricco di zuccheri, acidi organici (citrico, malico), di minerali e di acido ascorbico, contiene numerosi derivati polifenolici. Ha un’azione antinfiammatoria e analgesica, quasi fosse un cortisonico naturale. Puoi reperirlo sotto forma di macerato glicerico, da assumere 50 gocce alla mattina.

Condivide le stesse azioni la Spirea ulmaria: la pianta, diffusa in quasi tutta Europa, in America settentrionale e in Asia orientale, cresce spontanea su terreni umidi e le sponde dei ruscelli. Con la Menta d'acqua e la Verbena, la Spirea faceva parte della terna delle erbe sacre dei druidi. Le saghe sassoni celebrano cavalieri che si dissetano con una bevanda preparata con cinquanta piante tra cui la Spirea, e ancora oggi è diffusa nelle campagne inglesi l’usanza di aromatizzare vino e birra con i suoi fiori. Una curiosità: è l’antesignana della comune Aspirina, che fu sintetizzata nel 1897 nei laboratori della Bayer e che prese il nome proprio dalla pianta. Il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, fu isolato per la prima volta nel 1833 proprio nella Spirea Ulmaria.




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