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martedì 8 marzo 2011

PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NELLE DONNE

http://www.corriere.it/salute/cardiologia/11_marzo_08/cuore-perfetto-donne-vigna_d5d34fc4-466a-11e0-9838-118c1ba8bdb4.shtml

MILANO - La prima stesura delle linee guida dell’American Heart Association per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne risale al 1999. Fino a oggi questo documento, periodicamente aggiornato, ha sempre contenuto i risultati degli studi clinici e non è mai sceso troppo nella vita reale delle donne. La versione 2011 colma questa lacuna e, per la prima volta, si cala nella quotidianità, con consigli e raccomandazioni pratiche e semplici. Le linee guida stilano infatti i criteri della "salute cardiovascolare ideale" al femminile. Ecco i principali: colesterolo "non Hdl" al di sotto del 130 mg/dl, glicemia a digiuno più bassa di 100 mg/dl, pressione inferiore a 120/80 mmHg, indice di massa corporea entro 25, no al fumo, esercizio fisico costante, dieta mediterranea. Quanto al movimento, i cardiologi sottolineano la necessità di aumentare la "dose" settimanale, per arrivare a fare non meno di due ore e mezza di esercizio moderato: ogni sessione di allenamento dovrebbe prevedere almeno 10 minuti di esercizi aerobici e almeno due volte alla settimana si dovrebbero fare specifici esercizi di tonificazione dei gruppi muscolari più importanti.
ALIMENTAZIONE - I consigli per l'alimentazione sono altrettanto precisi: bisogna consumare almeno 4 o 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, 3 di cereali integrali, 4 alla settimana di noci, nocciole o mandorle; ogni giorno andrebbero introdotti 30 grammi di fibre, meno di 150 mg di colesterolo e meno di un cucchiaino di sale; i grassi saturi non devono superare il 7 per cento delle calorie giornaliere, anche con lo zucchero non si deve esagerare (è concesso un cucchiaio a settimana). Sì invece agli acidi grassi omega-3 del pesce: considerati ottimi per la prevenzione cardiovascolare, anche in chi ha già avuto qualche problema cardiaco. La decisione di guardare un po' di più a quello che davvero accade nella vita reale deriva da un dato di fatto, ben noto a tutti i medici e anche a Lori Mosca, la cardiologa responsabile del comitato per la stesura delle nuove linee guida: «In ambulatorio arrivano donne diverse da quelle che partecipano agli studi clinici: donne più anziane, più malate, che per questo sperimentano più effetti collaterali delle cure che gli prescriviamo. Queste e molte altre (come la scarsa istruzione, la povertà, le difficoltà di visione o di udito) sono le tante barriere che non consentono di applicare alla maggioranza delle donne le strategie di prevenzione cardiovascolare che sappiamo essere efficaci».
FATTORI DI RISCHIO - Le nuove linee guida intendono abbattere questi ostacoli, innanzitutto ricordando a donne e medici che il dialogo è il primo passo per raggiungere l'obiettivo. Un momento di fondamentale importanza, per esempio, è la valutazione attenta dei fattori di rischio: alcune condizioni "al femminile" possono aumentare il pericolo di eventi cardiovascolari, e devono essere indagate dal medico. «Aver avuto complicazioni come il diabete durante la gravidanza o aver sofferto di preeclampsia, ovvero di ipertensione associata a edema e proteinuria, raddoppia per esempio il pericolo di ictus nei 5-15 anni successivi - spiega la cardiologa -. Anche malattie più frequenti nel sesso femminile, come il lupus eritematoso o l'artrite reumatoide, aumentano il rischio cardiovascolare. Non sono le prime cose che passano per la mente del medico, ma è importante che le donne lo sappiano perché possano essere magari loro a discuterne per prime». Le linee guida sottolineano anche l'importanza di fare screening per la depressione, un disturbo spesso declinato al femminile: «Curare la depressione non modifica in maniera diretta il rischio cardiovascolare, ma una donna depressa più difficilmente segue le raccomandazioni del medico» sottolinea Mosca.
Alice Vigna
08 marzo 2011

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