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giovedì 10 marzo 2011

CUORE D'ATLETA:COS'è,PROBLEMATICHE,CONSIGLI,CURE,ESAMI

DA http://www.sportmotion.it/prevenzione/Il_Cuore_di_Atleta/adattamenti_cardiaci.htm

Il “Cuore d’Atleta”

In questi ultimi decenni la cultura sportiva ha subito notevoli cambiamenti.
Gli atleti agonisti con importanti ambizioni, infatti, seguono per la preparazione, rigorose schede d’allenamento che comprendono sedute giornaliere di più ore e che portano a vari adattamenti sia a carico dei muscoli scheletrici, sia a carico del sistema cardiovascolare: proprio i cambiamenti che avvengono su quest’ultimo sono conosciuti come sindrome del “cuore d’atleta”(1).
Il lettore, deve però prestate attenzione perché, come su detto, questi adattamenti fisiologici sono propri di atleti di elevato livello agonistico e non di atleti di basso livello o dediti ad attività ludico-ricreativa, dove l’anatomia cardiovascolare non differisce molto dal soggetto sedentario (2).


martedì 8 marzo 2011

PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NELLE DONNE

http://www.corriere.it/salute/cardiologia/11_marzo_08/cuore-perfetto-donne-vigna_d5d34fc4-466a-11e0-9838-118c1ba8bdb4.shtml

MILANO - La prima stesura delle linee guida dell’American Heart Association per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne risale al 1999. Fino a oggi questo documento, periodicamente aggiornato, ha sempre contenuto i risultati degli studi clinici e non è mai sceso troppo nella vita reale delle donne. La versione 2011 colma questa lacuna e, per la prima volta, si cala nella quotidianità, con consigli e raccomandazioni pratiche e semplici. Le linee guida stilano infatti i criteri della "salute cardiovascolare ideale" al femminile. Ecco i principali: colesterolo "non Hdl" al di sotto del 130 mg/dl, glicemia a digiuno più bassa di 100 mg/dl, pressione inferiore a 120/80 mmHg, indice di massa corporea entro 25, no al fumo, esercizio fisico costante, dieta mediterranea. Quanto al movimento, i cardiologi sottolineano la necessità di aumentare la "dose" settimanale, per arrivare a fare non meno di due ore e mezza di esercizio moderato: ogni sessione di allenamento dovrebbe prevedere almeno 10 minuti di esercizi aerobici e almeno due volte alla settimana si dovrebbero fare specifici esercizi di tonificazione dei gruppi muscolari più importanti.
ALIMENTAZIONE - I consigli per l'alimentazione sono altrettanto precisi: bisogna consumare almeno 4 o 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, 3 di cereali integrali, 4 alla settimana di noci, nocciole o mandorle; ogni giorno andrebbero introdotti 30 grammi di fibre, meno di 150 mg di colesterolo e meno di un cucchiaino di sale; i grassi saturi non devono superare il 7 per cento delle calorie giornaliere, anche con lo zucchero non si deve esagerare (è concesso un cucchiaio a settimana). Sì invece agli acidi grassi omega-3 del pesce: considerati ottimi per la prevenzione cardiovascolare, anche in chi ha già avuto qualche problema cardiaco. La decisione di guardare un po' di più a quello che davvero accade nella vita reale deriva da un dato di fatto, ben noto a tutti i medici e anche a Lori Mosca, la cardiologa responsabile del comitato per la stesura delle nuove linee guida: «In ambulatorio arrivano donne diverse da quelle che partecipano agli studi clinici: donne più anziane, più malate, che per questo sperimentano più effetti collaterali delle cure che gli prescriviamo. Queste e molte altre (come la scarsa istruzione, la povertà, le difficoltà di visione o di udito) sono le tante barriere che non consentono di applicare alla maggioranza delle donne le strategie di prevenzione cardiovascolare che sappiamo essere efficaci».
FATTORI DI RISCHIO - Le nuove linee guida intendono abbattere questi ostacoli, innanzitutto ricordando a donne e medici che il dialogo è il primo passo per raggiungere l'obiettivo. Un momento di fondamentale importanza, per esempio, è la valutazione attenta dei fattori di rischio: alcune condizioni "al femminile" possono aumentare il pericolo di eventi cardiovascolari, e devono essere indagate dal medico. «Aver avuto complicazioni come il diabete durante la gravidanza o aver sofferto di preeclampsia, ovvero di ipertensione associata a edema e proteinuria, raddoppia per esempio il pericolo di ictus nei 5-15 anni successivi - spiega la cardiologa -. Anche malattie più frequenti nel sesso femminile, come il lupus eritematoso o l'artrite reumatoide, aumentano il rischio cardiovascolare. Non sono le prime cose che passano per la mente del medico, ma è importante che le donne lo sappiano perché possano essere magari loro a discuterne per prime». Le linee guida sottolineano anche l'importanza di fare screening per la depressione, un disturbo spesso declinato al femminile: «Curare la depressione non modifica in maniera diretta il rischio cardiovascolare, ma una donna depressa più difficilmente segue le raccomandazioni del medico» sottolinea Mosca.
Alice Vigna
08 marzo 2011

lunedì 7 febbraio 2011

Come curare l'Ipotensione e l'intolleranza ortostatica


Un contributo per il trattamento e la cura di queste patologie

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I disordini di intolleranza ortostatica sono alquanto frequenti e comprendono sia forme relativamente benigne e reversibili, dovute a disfunzioni del sistema nervoso autonomo, che forme più severe di ipotensione ortostatica, dovute a malattie neurodegenerative o a severe neuropatie autonomiche.

martedì 30 marzo 2010

Tachicardia:se hai più di 50anni non preoccuparti

«Ho il cuore in gola» «Sento il cuore che batte forte». Il cuore, in genere, non «si sente», e in caso contrario significa che sta accadendo qualcosa di insolito, come, per esempio, che il ritmo con cui pulsa sia decisamente più alto del solito. In questo caso si parla di tachicardia. «Si tratta di un problema relativamente comune» spiega in un'intervista-video il professor Claudio Tondo Coordinatore Area Aritmologia Centro Cardiologico Monzino, Milano. « La tachicardia, specie fino ai 50-55 anni può essere fastidiosa ma non necessariamente grave » chiarisce l'esperto.«Anche fattori banali come l’assunzione di caffè, tè, e il fumo di sigaretta possono essere causa di aumento di frequenza cardiaca. Un'altro motivo di tachicardia può essere l’ipertiroidismo» «La tachicardia può non essere grave in sè ma lo diventa in relazione alla situazione: guida, sport, eccetera». «Quando insorga fin dall'adolescenza può essere dovuta a difetti congeniti che vanno studiati attentamentehttp://www.corriere.it/salute/cardiologia/10_marzo_28/video-tachicardia_a3bba61e-3a61-11df-87c6-00144f02aabe.shtml

giovedì 25 marzo 2010

Come proteggere il cuore dalle malattie coronariche:consigli alimentari e stile di vita


Cuore protetto
con i grassi polinsaturi
al posto di quelli saturi



Proteggere il cuore sostituendo i grassi saturi con i grassi polinsaturi: uno studio condotto da un gruppo di ricercatori di Harvard School of Public Health (HSPH) e pubblicato su Plos Medicine mette in evidenza, per la prima volta, che una dieta bilanciata con un maggior consumo di omega3 e omega6 e una diminuzione dell`introito di grassi saturi riduce il rischio di incorrere in infarti e morti per malattie coronariche del19%.

"La sostituzione di nutrienti specifici al posto dei grassi saturi può essere molto importante - spiega Dariush Mozaffarian, docente nel dipartimento di epidemiologia dell`HSPH e autore dello studio -. I nostri risultati suggeriscono, in particolare, che `rimpiazzare` i grassi saturi con quelli polinsaturi sarebbe la scelta migliore per lasalute del cuore".

I ricercatori hanno incrociato i dati di otto studi per un totale di 13.614 partecipanti e di 1.042 eventi coronarici. Dalla ricerca è emerso che l`aumento del consumo di grassi polinsaturi in sostituzione dei grassi saturi ha ridotto il rischio di eventi coronarici del 19%, e che per ogni incremento del 5% di energia totale sviluppata dal consumo di grassi polinsaturi il rischio di malattia coronarica viene ridotto del 10%. In particolare, la ricerca è la prima a dimostrare che il consumo prolungato di omega3 riduce il rischio di insorgenza delle malattie cardiache e coronariche.

Le attuali linee guida americane raccomandano di far provenire il 5-10% dell`energia giornaliera totale dai grassi polinsaturi. I risultati della ricerca suggeriscono però che il limite massimo del 10% di consumo di energia da grassi polinsaturi potrebbe essere troppo basso: i partecipanti agli studi che sono riusciti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari hanno consumato quotidianamente circa il 15% dell`energia dai grassi polinsaturi.

Nel corso degli ultimi decenni, si legge nello studio, l`industria alimentare ha ridotto la quantità di grassi saturi presenti in molti prodotti e i consumatori hanno ridotto i grassi saturi nella dieta. Ma questo non è bastato a ridurre il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari: in molti prodotti, infatti, i grassi saturi sono stati sostituiti dai grassi trans, a loro volta nocivi per la salute di cuore e arterie, e nella "tipica" dieta americana la diminuzione della produzione di prodotti a base di grassi saturi è stata rimpiazzata con l`aumento del consumo di carboidrati raffinati e cereali.

I risultati di questo studio suggeriscono che i grassi polinsaturi possono essere un ottimo sostituto dei grassi saturi per un cuore più in salute. Non tutti i grassi polinsaturi sono uguali, però: gli esperti raccomandano infatti di non esagerare col consumo di omega6 perché a loro volta potrebbero incrementare il rischio di malattia coronarica. Il segreto è nell`equilibrio,  spiegano gli esperti: per bilanciare la dieta è sufficiente consumare 1 grammo di omega3 ogni 4 grammi di omega6 assunti.

Qual è quindi la migliore dieta per il cuore? Limitare il più possibile i grassi saturi e trans, e bilanciare il consumo di omega6 - presenti soprattutto negli oli vegetali e nella frutta secca - con gli alimenti che contengono omega3 - presenti in molte specie di pesci come tonno, sgombro, salmone, ma anche in noci e mandorle e in alcuni oli vegetali. E fare almeno due o tre passeggiate a settimana.Data: 25-03-2010
Autore: Miriam Cesta 
http://salute24.ilsole24ore.com/salute/alimentazione/4321_Cuore_protettocon_i_grassi_polinsaturial_posto_di_quelli_saturi.php

martedì 16 febbraio 2010

Sintomi che possono farci sospettare di essere a rischio infarto

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&ID_articolo=1624&ID_sezione=34&sezione=News
Secondo un sondaggio condotto dalla Pennsylvania Medical Society (Usa) il 34% delle persone intervistate sosteneva di sapere che aveva avuto un attacco di cuore perché il petto e il braccio gli facevano male.
Tuttavia, il cardiologo dr. Richard Schott sostiene che «Il dolore non è sempre un indicatore. Ogni nuova pressione o fastidio nella parte superiore del corpo può segnalare un attacco di cuore».

Il dr. Schott suggerisce che se vogliamo arrivare a prendere per tempo un possibile infarto e riuscire magari a salvare o salvarci la vita dobbiamo tenere conto anche di altri segni indicatoricome, per esempio, una pressione o un fastidio al torace o nella parte superiore del corpo; un disagio che si irradia non solo al braccio sinistro ma anche alla mandibola, alla schiena, al collo e/o allo stomaco; la mancanza di respiro; un’improvvisa sudorazione, anche fredda; vertigini; nausea.
Se si riscontrano alcuni di questi sintomi è «bene peccare di eccesso di cautela» aggiunge Schott, perché se si tratta di un attacco di cuore, più si aspetta più danni possono causarsi.
È bene quindi avvisare i soccorsi, sottolineando il fatto che potrebbe trattarsi di un problema cardiaco in modo che il personale sia preparato e possa iniziare il trattamento non appena arrivi.

Se poi non sapete ancora quali possono essere i fattori di rischio per un attacco di cuore, ecco un elenco dei maggiori. - STORIA FAMIGLIARE: se in famiglia il padre ha avuto problemi di cuore prima dei 55 anni d’età o se li ha avuti la madre prima dei 65 anni bisogna tenersi sotto controllo. A maggior ragione se anche eventuali fratelli o sorelle hanno avuto lo stesso problema.
- FUMO: se si fuma si può essere maggiormente a rischio. Considerare di smettere di fumare può essere una buona cosa per la salute del cuore.
- COLESTEROLO: anormali livelli di colesterolo devono rendere sospettosi. In particolare l’equilibrio tra i colesterolo LDL e HDL deve essere tenuto sotto controllo.
- PRESSIONE SANGUIGNA: l’ipertensione o comunque una pressione arteriosa elevata può essere un fattore di rischio, a maggior ragione per il fatto che spesso non ci sono sintomi evidenti di questa condizione.
- SEDENTARIETA’: fare poco o nullo esercizio può esporre al rischio di malattie cardiovascolari e le loro conseguenze. Fare anche poco esercizio può aiutare.
- DIABETE: il diabete espone a un rischio molto elevato di attacchi cardiaci e questi si possono manifestare con sintomi atipici. È importante tenersi sotto controllo medico.

In linea generale, il dr. Schott e colleghi ricordano che la prevenzione è sempre l’arma migliore per combattere le malattie dell’apparato cardiocircolatorio e gli attacchi di cuore.
(lm&sdp)

venerdì 29 gennaio 2010

Buone notizie per gli infartuati,una molecola rigenera il cuore


mercoledì 21 gennaio 2009

cuore più sano se i denti son puliti

l'igene dentale non serve solo a mantenere sana la bocca .

fare una volta all'anno la pulizia dei denti dal dentista ,

infatti , assicura anche una buona salute del cuore .

lo dimostra uno studio dell'ospedale sacco e dell'università

degli studi di milano , pubblicato sulla rivista scientifica

"the fabes juornal ".

la ricerca ha coinvolto 35 persone di circa 46 anni

tra uomini e donne , con pesanti infezioni alle gengive

(paradontopatia ), ma senza problemi cardiaci

e non fumatori .

gli esperti hanno dimostratoche anche una leggera

paradontopatia favorisce la formazione del "tappo " "arterioso ",

quello che ostruisce le arterie e crea seri problemi

al cuore e alla circolazione del sangue .

dopo anche una sola pulizia dei denti ,però la situazione

è migliorata , sia alivello circolatorio sia nella riduzione delle

placche che possono ostruire le arterie



by andreaceleste http://4amicialbar.forumcommunity.net/

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