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sabato 10 aprile 2010

Cardiopatia da stress,sintomi simili all'infarto,colpisce maggiormante le donne in menopausa


SPIEGATA LA  SINDROME DA CREPACUORE
(AGI) - Roma, 8 apr. - Sembra infarto, ma non e'. Si chiama sindrome di Tako-Tsubo, o cardiomiopatia da stress, ed e' una malattia rara che all'inizio veniva confusa con l'assai piu' comune (e piu' pericoloso) infarto del miocardio. I pazienti arrivano in pronto soccorso con i caratteristici sintomi dell'infarto: dolore acuto al petto, un elettrocardiogramma con le alterazioni tipiche e il rilascio di quegli enzimi associati con la frequente malattia del cuore. Ma appena si effettua una coronarografia per cercare il punto in cui si e' creata l'occlusione che impedisce al sangue di arrivare al cuore, cosa che nell'infarto provoca la morte di molte cellule, non si trova nulla. Molti l'hanno anche definita "sindrome da crepacuore", o da cuore spezzato: colpisce soprattutto le donne in un periodo successivo alla menopausa, quando non sono piu' protette dall'ombrello ormonale estrogenico, e si associa nell'80% dei casi a forti stress emotivi, come per esempio dei lutti. E' per questo motivo che spesso viene assimilata al "crepacuore". Un team di cardiologi, Leda Galiuto, Alberto Ranieri De Caterina, Angelo Porfidia, Lazzaro Paraggio, Sabrina Barchetta, Gabriella Locorotondo, Antonio G. Rebuzzi del dipartimento di Medicina cardiovascolare dell'Universita' Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, guidato da Filippo Crea, hanno individuato il meccanismo che e' alla base di questa curiosa patologia e hanno appena pubblicato un articolo sullo European Heart Journal, rivista della European Society of Cardiology. Un articolo che e' gia' fra i cinquanta piu' letti nel settore. "Nell'80% dei pazienti i sintomi rientrano spontaneamente dopo un paio di settimane senza lasciare traccia - spiega Filippo Crea - mentre negli altri casi il danno persiste. Il punto e' che il danno causato dalla sindrome e' nel cuore, ma non nelle coronarie. Quello che noi abbiamo cercato di spiegare e' il meccanismo che porta all'insorgenza di questi sintomi". Per effettuare questo studio il gruppo guidato da Crea ha studiato quindici donne di eta' media 68 anni per un mese. Grazie a questo studio, per la prima volta si e' riusciti a individuare il meccanismo fisiopatologico della malattia. "Ci siamo concentrati sulla regione apicale del cuore - spiega la prima autrice Leda Galiuto, ricercatrice presso l'Istituto di Cardiologia della Cattolica - perche' e' li' che e' ubicata la disfunzione, tanto che il cuore assume la caratteristica forma a palloncino o, come hanno osservato i giapponesi, a forma di cesta per raccogliere i polipi, il Tako-Tsubo e' appunto il nome di questa cesta in giapponese". L'ipotesi dei ricercatori era che il meccanismo che condiziona la disfunzione risiede nello spasmo dei piccoli vasi coronarici, il cosiddetto microcircolo coronario. "Per dimostrare la veridicita' della nostra ipotesi abbiamo utilizzato l'ecocontrastografia miocardica, una metodica di cui siamo pionieri e che consente di studiare in modo selettivo, sicuro, poco costoso e a letto del paziente proprio il microcircolo coronario", spiega Galiuto. "Il microcircolo gioca un ruolo importante nelle malattie cardiache - aggiunge l'ordinario di Cardiologia della Cattolica Filippo Crea - e l'intensa vaso costrizione di questi piccoli vasi non si puo' normalmente apprezzare in una coronarografia". I ricercatori sono riusciti anche a dimostrare che questo spasmo microvascolare e' reversibile e che una volta superata la fase acuta, si risolve anche la disfunzione microvascolare alla base dei sintomi osservati. "Nel paziente normalmente non rimangono danni perche' la riduzione nell'apporto di sangue e' si' abbastanza grave da non fornire energia sufficiente al cuore per contrarsi, e di qui la forma 'a palloncino', ma non cosi' grave da determinare la morte delle cellule cardiache come invece avviene in un infarto", conclude Creahttp://salute.agi.it/primapagina/notizie/201004081408-hpg-rsa1030-spiegata_la_sindrome_da_crepacuore

martedì 30 marzo 2010

Tachicardia:se hai più di 50anni non preoccuparti

«Ho il cuore in gola» «Sento il cuore che batte forte». Il cuore, in genere, non «si sente», e in caso contrario significa che sta accadendo qualcosa di insolito, come, per esempio, che il ritmo con cui pulsa sia decisamente più alto del solito. In questo caso si parla di tachicardia. «Si tratta di un problema relativamente comune» spiega in un'intervista-video il professor Claudio Tondo Coordinatore Area Aritmologia Centro Cardiologico Monzino, Milano. « La tachicardia, specie fino ai 50-55 anni può essere fastidiosa ma non necessariamente grave » chiarisce l'esperto.«Anche fattori banali come l’assunzione di caffè, tè, e il fumo di sigaretta possono essere causa di aumento di frequenza cardiaca. Un'altro motivo di tachicardia può essere l’ipertiroidismo» «La tachicardia può non essere grave in sè ma lo diventa in relazione alla situazione: guida, sport, eccetera». «Quando insorga fin dall'adolescenza può essere dovuta a difetti congeniti che vanno studiati attentamentehttp://www.corriere.it/salute/cardiologia/10_marzo_28/video-tachicardia_a3bba61e-3a61-11df-87c6-00144f02aabe.shtml

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