Riconoscere l'autismo - Mondo bimbo: "La parola autismo deriva dal greco 'autus' che significa 'se stesso' ed infatti indica un disturbo dello sviluppo che comporta una chiusura nei confronti dell’ambiente, ma anche lo sviluppo di capacità intellettuali superiori alla norma. Questa sindrome si manifesta prima dei tre anni e compromette la crescita intellettuale ed emotiva, non intaccando quella fisica, perciò, dato che è fondamentale diagnosticarla il prima possibile, è importante saperne riconoscere i tratti distintivi. Questi sono: la manifestazione di comportamenti ripetitivi, compreso il voler indossare sempre gli stessi vestiti o mangiare sempre le stesse pietanze, la mancanza di interazione sociale, di comunicazione e di concentrazione, lo sviluppo di pochi interessi per lo più stereotipati, la tendenza a sfuggire lo sguardo, la carenza dell’immaginazione ed infine la comparsa di un particolare fastidio per un colore, un suono od un odore che d’improvviso genera nervoso senza alcun motivo in particolare."È importante specificare che i genitori non sono la causa, non possono esserlo, di nessuno di questi comportamenti. Le cause del disturbo autistico, entità clinica la cui natura è in corso di definizione, non sono ancora state definite ed è quindi inutile colpevolizzarsi mentre è necessario portare il piccolo dal pediatra che deciderà se è il caso di prenotare una consulenza specialistica. È importante che ciò avvenga repentinamente in modo che si possa subito dare vita ad un triangolo supportivo personalizzato formato dalla famiglia, dalla scuola e dal processo di riabilitazione. I bambini affetti da questa sindrome, infatti, sono pienamente consapevoli del loro disagio che non essendo causato da una loro specifica volontà di isolamento, è causa sofferenza.
Per capire come intervenire è necessario sapere quale forma d’autismo si ha di fronte e in quale entità ma purtroppo non esistono esami strumentali in grado di dare delle risposte certe. Occorre fidarsi degli specialisti e fare in modo che la terapia farmacologica, utile solo a placare alcuni sintomi e non a curare, sia sempre e comunque affiancata a quella riabilitativa. Anche la variazione del regime dietetico ha dato risultati utili. È un percorso lungo e spesso doloroso, nel corso della loro vita le persone colpite da questa sindrome possono essere colte da crisi epilettiche e sono più soggette alle infezioni virali. A volte si guarisce, a volte no. L’importante è cominciare a lavorare per tempo.
Valeria Roscioni - Nexta (libero.it)
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sabato 4 giugno 2011
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