L’Intergovernmental panel on climate change, la commissione internazionale che raccoglie migliaia di scienziati impegnati nello studio dei cambiamenti climatici su mandato delle Nazioni Unite, lancia l’allarme nel quinto rapporto che sarà messo a punto in occasione della riunione di esperti che si terrà tra il 14 ed il 19 novembre a Kampala, in Uganda, in attesa del vertice mondiale di Durban dove, tra un mese, i governi di tutto il mondo si riuniranno per mettere in piedi (almeno così dovrebbero) una strategia climatica per il futuro.
Un futuro che non è certo dei più rosei, se non si interviene immeditamente e con misure forti che implichino una virata improvvisa e decisiva per il nostro pianeta, anche a costo di andare a toccare le leggi del mercato: perché qui, in ballo, c’è qualcosa di ben più serio che deve essere garantito. Lo scenario che gli scienziati lasciano intravedere è quello che, in questi ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, abbiamo esperito anche noi italiani sulla nostra pelle.
All’alternarsi delle stagioni delle zone temperate, si sostiuiranno sempre di più inondazioni, tifoni, precipitazioni violentissime e dai risvolti imprevedibili, proprio come quelle verificatesi prima a Roma, poi nelle Cinque Terre, a Genova ed infine a Napoli; il tutto alternato ad ondate di calore e siccità. Naturalmente, la tendenza allarmante riguarda l’intero globo terrestre, secondo quanto hanno potuto verificare gli scienziati che hanno analizzato i dati, individuando nel 2010 un anno che ha notevolmente accelerato l’aumento dei disastri climatici.
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