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lunedì 6 febbraio 2012

I rischi del freddo siberiano: infarti, assideramento e fratture

I rischi del freddo siberiano: infarti, assideramento e fratture:

I rischi del freddo siberiano: infarti, assideramento e fratture

Il freddo siberiano e la neve mettono in ginocchio l’Italia e mietono vittime, soprattutto tra gli anziani e i senzatetto.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha disposto la distribuzione di 2000 pale che i cittadini possono usare per spalare la neve davanti alle proprie case e negozi, aiutando, così, l’esercito e i volontari della Protezione Civile a liberare la Capitale dalla neve.

Ma attenzione, è consigliabile mettersi all’opera solo se si è giovani e in ottime condizioni di salute. Ben quattro persone sono morte per un attacco cardiaco proprio mentre tentavano di spalare via la neve dal vialetto fuori casa e, infatti, uno studio condotto dalla King’s University canadese e pubblicato su Clinical Research in Cardiology ha scoperto che nel 7% dei casi registrati nell’arco di due stagioni invernali la crisi cardiaca si era verificata proprio mentre i soggetti spalavano la neve.

I cardiologi canadesi non hanno dubbi: un’improvvisa e intensa attività fisica anaerobica svolta a temperature molto basse può causare un arresto cardiaco in soggetti già vulnerabili dal punto di vista cardiovascolare. Il dato è confermato anche da ulteriori studi. Un’indagine condotta dalla Fondazione Svizzera, ad esempio, ha ribadito che le persone cardiopatiche sono più a rischio perché l’attività fisica svolta al freddo provoca una contrazione dei vasi sanguigni e un calo dell’irrorazione sanguigna.

A rischio soprattutto gli anziani, per i quali la neve e il ghiaccio possono rappresentare un rischio anche per le ossa. Sandro Rossetti, responsabile della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Camillo di Roma, invita gli anziani a rimanere a casa e ad uscire solo se strettamente necessario.

Il ghiaccio che si forma sull’asfalto, infatti, rappresenta un serio rischio per le persone anziane che possono perdere più facilmente l’equilibrio e fratturarsi il femore. Rossetti ricorda che ogni anno, in inverno, si registra un aumento del 40% del numero di ricoveri per fratture e decine e decine di anziani si fratturano il femore a seguito di una caduta causata dall’instabilità del terreno e dal fatto che, quando fa freddo, i muscoli rispondono peggio che quando fa caldo.

L’esperto ha anche ricordato che la frattura del femore è una delle cause più frequenti di decesso per gli anziani e che è estremamente importante, in caso di frattura, operare rapidamente e rimettere in piedi i pazienti in tempi altrettanto rapidi. E se proprio non si può fare a meno di uscire, Rossetti invita ad indossare scarpe adeguate, a cercare un sostegno mentre si cammina e a non caricarsi mai di tante borse della spesa perché anche il peso mette a rischio la capacità di mantenere l’equilibrio.

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