In Italia si registrano ogni anno 17.000 nuovi casi di tumore della prostata, la neoplasia più frequente nella popolazione maschile dopo il cancro al polmone.
Questo tumore, raro nei soggetti con meno di 40 anni, incide maggiormente con l’età ed è usualmente caratterizzato da una crescita piuttosto lenta, tanto da rimanere, in alcuni casi, totalmente asintomatico per anni.
Tuttavia i meccanismi di sviluppo della neoplasia sono assolutamente incostanti e variano da persona a persona: sopratutto qualora insorga prima dei 60 anni, il cancro alla prostata può imprevedibilmente risultare molto aggressivo e diffondersi rapidamente ad altri organi e tessuti (in particolare a livello linfonodale ed osseo).
Questo tumore, raro nei soggetti con meno di 40 anni, incide maggiormente con l’età ed è usualmente caratterizzato da una crescita piuttosto lenta, tanto da rimanere, in alcuni casi, totalmente asintomatico per anni.
Tuttavia i meccanismi di sviluppo della neoplasia sono assolutamente incostanti e variano da persona a persona: sopratutto qualora insorga prima dei 60 anni, il cancro alla prostata può imprevedibilmente risultare molto aggressivo e diffondersi rapidamente ad altri organi e tessuti (in particolare a livello linfonodale ed osseo).
Le attuali conoscenze scientifiche purtroppo non permettono di identificare con certezza l’aggressività di una neoplasia prostatica. Pertanto, una volta diagnosticata, si opta quasi sempre per un approccio terapeutico, più o meno invasivo e non privo di effetti collaterali.
La diagnosi precoce rappresenta anche in questo caso un'arma essenziale contro il cancro: se accertato con tempestività, il tumore alla prostata può essere sconfitto definitivamente con un unico trattamento.
Alcune patologie della ghiandola, come l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) possono determinare una sintomatologia evidente ed una serie di disturbi che costringono a rivolgersi allo specialista Urologo; il carcinoma prostatico invece, che come abbiamo visto può essere asintomatico, viene spesso diagnosticato nel corso di screening urologici.
È molto importante quindi, per tutti gli uomini, sottoporsi a visite specialistiche di controllo a partire dai 45 anni, superando resistenze e pudori immotivati.
Durante la visita urologica viene effettuata un’intervista per ottenere una accurata anamnesi familiare e personale, viene eseguita l’esplorazione rettale, pratica di norma tollerabile e indolore, e vengono visionate le analisi ematiche per verificare il livello diAntigene Prostatico Specifico, o PSA (Prostate Specific Antigen), nel sangue.
La diagnosi precoce rappresenta anche in questo caso un'arma essenziale contro il cancro: se accertato con tempestività, il tumore alla prostata può essere sconfitto definitivamente con un unico trattamento.
Alcune patologie della ghiandola, come l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) possono determinare una sintomatologia evidente ed una serie di disturbi che costringono a rivolgersi allo specialista Urologo; il carcinoma prostatico invece, che come abbiamo visto può essere asintomatico, viene spesso diagnosticato nel corso di screening urologici.
È molto importante quindi, per tutti gli uomini, sottoporsi a visite specialistiche di controllo a partire dai 45 anni, superando resistenze e pudori immotivati.
Durante la visita urologica viene effettuata un’intervista per ottenere una accurata anamnesi familiare e personale, viene eseguita l’esplorazione rettale, pratica di norma tollerabile e indolore, e vengono visionate le analisi ematiche per verificare il livello diAntigene Prostatico Specifico, o PSA (Prostate Specific Antigen), nel sangue.
Nonostante l’interpretazione dei suoi valori sia piuttosto complessa, il PSA rimane il migliore marker per la diagnosi delle patologie prostatiche. Si tratta di una glicoproteina prodotta dalla prostata, che tende ad aumentare in caso anormale funzionamento della ghiandola, non necessariamente per la presenza di un tumore: anche un semplice processo infiammatorio ne può determinare una certa concentrazione nel sangue.
Attualmente, nuovi sviluppi nello studio clinico dei dosaggi del PSA hanno evidenziato la maggiore significatività del rapporto tra PSA totale e una frazione dello stesso, chiamato PSA libero. In particolare, nei casi di carcinoma prostatico si è rilevata una tendenza ad un valore percentualmente basso di questo rapporto.
Anche per questo è necessario rivolgersi allo specialista, che saprà valutare i dati delle analisi ematochimiche alla luce della propria esperienza clinica e delle proprie conoscenze scientifiche.
Il tumore alla prostata, se diagnosticato per tempo, è trattabile con successo, garantendo di conservare un’ottima qualità di vita e salvaguardandone l’aspettativa.
Fondamentale in questo percorso superare ansietà e timori, e affidarsi con fiducia alle indicazioni e ai consigli dell’Urologo che potrà in ogni fase del percorso assistenziale favorire la scelta migliore per il proprio benessere.
Attualmente, nuovi sviluppi nello studio clinico dei dosaggi del PSA hanno evidenziato la maggiore significatività del rapporto tra PSA totale e una frazione dello stesso, chiamato PSA libero. In particolare, nei casi di carcinoma prostatico si è rilevata una tendenza ad un valore percentualmente basso di questo rapporto.
Anche per questo è necessario rivolgersi allo specialista, che saprà valutare i dati delle analisi ematochimiche alla luce della propria esperienza clinica e delle proprie conoscenze scientifiche.
Il tumore alla prostata, se diagnosticato per tempo, è trattabile con successo, garantendo di conservare un’ottima qualità di vita e salvaguardandone l’aspettativa.
Fondamentale in questo percorso superare ansietà e timori, e affidarsi con fiducia alle indicazioni e ai consigli dell’Urologo che potrà in ogni fase del percorso assistenziale favorire la scelta migliore per il proprio benessere.
A cura di
Tiziana Gioacchini
U.O. Comunicazione e Marketing, U.R.P.
Tiziana Gioacchini
U.O. Comunicazione e Marketing, U.R.P.
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