Se la milza è affaticata, il cardamomo la “risveglia”
Arrivano i primi caldi e la voglia di godersi la bella stagione. E allora via al trekking, alle corse a piedi o in bicicletta, alle lunghe passeggiate... In questi casi può capitare che una fitta al fianco sinistro ci costringa a fermarci. È uno spasmo della milza, che si contrae per immettere nel circolo sanguigno la riserva di globuli rossi richiesti dall’attività fisica brusca e intensa. La milza è un organo-chiave: concorre al ricambio del sangue distruggendo i globuli rossi vecchi e immagazzinando il ferro che ne ricava per riciclarlo nella formazione di quelli nuovi. Ha un ruolo sostanziale nella formazione di linfociti e anticorpi e regola la pressione sanguigna. Per questo è importante sostenerla nel mese di massima espansione della forza trasformatrice primaverile. Per tonificarla ci affideremo all’ olio essenziale di cardamomo, una pianta orientale usata in medicina ayurvedica per rafforzare milza e cuore e, sul piano psichico, per aiutare a trasformare gli schemi mentali.
Come usare il cardamomo
Per tutto il mese di maggio, massaggia ogni mattina la zona del fianco sinistro corrispondente alla sede della milza con due gocce di olio essenziale di cardamomodiluite in un cucchiaino di olio di mandorle dolci, fino a completo assorbimento. Esegui il massaggio con lenti movimenti circolari, cercando di far “passare” il calore dai polpastrelli delle mani ai tessuti interni della milza.
N.B. Non superare la dose di olio consigliata, non fare il massaggio ai bambini piccoli e non utilizzare il cardamomo in gravidanza.
La circolazione si scompensa? Achillea la rimette in carreggiata
Il nome di questa bella pianta dai fiori bianco rosato a ombrello, l’ achillea, deriva dall’eroe greco Achille che, secondo la mitologia greca, aveva appreso dal saggio centauro Chirone le proprietà cicatrizzanti della pianta e le usava per medicare i feriti in battaglia. L’ Achilleaha proprietà depurative, antiemorragiche, astringenti e ipotensive. Le sue proprietà erano ben note anche ai Celti, che la consideravano magica e la raccoglievano solo durante un complesso rito religioso, così come ai Cinesi, che ne usavano anche gli steli nelle pratiche divinatorie.
Per il suo potere di regolare il flusso sanguigno, l’ achillea è considerata da sempre una tra le piante più preziose per tutti gli scompensi del circolo, in particolare in caso di varici, emorroidi, flebiti e traumi delle pareti venose, ma anche nell’ipertensione e negli squilibri del ciclo a tendenza emorragica.
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