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mercoledì 2 maggio 2012

Gli ultrasuoni per diagnosticare l'osteoporosi

Gli ultrasuoni per diagnosticare l'osteoporosi:C'è fermento nel campo della diagnosi per l'osteoporosi. Un gruppo di ricerca finlandese sta lavorando a una possibile alternativa per il riconoscimento della fragilità ossea, che ad oggi si diagnostica attraverso la mineralometria ossea basata sull'utilizzo dei raggi X.
Il progetto fa parte del più ampio Programma di Ricerca sulle Tecniche di Imaging Fotoniche e Innovative dell'Accademia di Finlandia, guidato dal prof. Jussi Timonen, docente dell'università di Jyväskylä, e si sta avvicinando alla fase di sperimentazione clinica.
È lo stesso Timonen a spiegare la ragione della sperimentazione in atto: “c'è bisogno di nuovi metodi diagnostici, perché le tecniche attuali misurano soltanto la densità ossea e non aiutano abbastanza a prevedere il futuro rischio di fratture, inoltre mancano di un'accuratezza davvero ottimale. Per questo abbiamo pensato agli ultrasuoni: sono molto versatili, economici, rapidi e sicuri. Purtroppo 'soffrono' di più del disturbo di fattori esterni, per cui finora non sono mai stati impiegati nella diagnosi dell'osteoporosi: una delle difficoltà, per esempio, è l'interferenza che nasce dalla necessità del contatto fra la sorgente degli ultrasuoni e la pelle o anche quella che deriva dai tessuti molli attorno all'osso”.
I medici finlandesi stanno cercando di ovviare al problema attraverso l'utilizzo del laser. Un raggio laser viene indirizzato sulla superficie interessata e produce nell'organismo degli ultrasuoni che si propagano nell'osso, consentendo così l'analisi delle sue caratteristiche: “in questo modo la 'dose' di ultrasuoni può essere aggiustata modificando l'intensità del laser e soprattutto si hanno molte meno interferenze perché gli ultrasuoni si generano al di là del punto di contatto cutaneo: in questo modo la misurazione è molto più accurata”, spiega Timonen.
L'approccio deve naturalmente superare la fase clinica di sperimentazione sull'uomo, ma promette di rappresentare una piccola svolta in questo campo, perché attraverso una più facile individuazione dei casi di osteoporosi si potrebbero prevenire molte fratture. Si tratta di un obiettivo fondamentale, dal momento che i costi legati alle fratture prodotte da fragilità ossea sono davvero allarmanti: 39 miliardi di euro spesi soltanto nella zona euro, e 7,2 miliardi in Italia, seconda solo alla Germania.
http://www.italiasalute.it/Centro_Malattie.asp?Sezione=Osteoporosi 

Andrea Piccoli
02/05/2012
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