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martedì 8 maggio 2012

Un lecca-lecca contro il singhiozzo-con ’aceto di sidro di mele e lo zucchero LASTAMPA.it

Un lecca-lecca contro il singhiozzo- LASTAMPA.it:

Provato sulla propria pelle, una ragazza statunitense di 13 anni inventa un rimedio rivoluzionario contro il singhiozzo: un semplice lecca-lecca che ha chiamato Hiccupops

Le ha provate di tutte Mallory Kievman, l’adolescente americana che durante l’estate del 2010 è stata colpita da un singhiozzo ostinato che pareva non passare in alcun modo.
La ragazza, oggi tredicenne, ha provato a farsi passare in singhiozzo nei modi più impensati: dal classico spavento all’ingoiare acqua salata; dal mangiare un cucchiaio di zucchero al sorseggiare del succo di cetriolo per arrivare addirittura a bere dell’acqua sottosopra – e qui ci domandiamo come.

Insomma, dopo più di 100 tentativi, tutti inutili, il singhiozzo pareva proprio non volerne sapere di passare. Poi la ragazzina ha deciso di provare una miscela di ingredienti che parevano essere più promettenti: un lecca-lecca, dell’aceto di sidro di mele e lo zucchero. Questi tre elementi insieme, alla fine si sono dimostrati efficaci contro il singhiozzo ostinato di Mallory.
Il passo successivo è stato quello di proporre il rimedio, e così Mallory ora si accinge a guidare una squadra di studenti MBA dell’Università del Connecticut nella creazione di una società che distribuisca il suo Hiccupops, il lecca-lecca che arresta il singhiozzo, entro la prossima estate.

Come funziona Hiccupops? A rispondere è la stessa Mallory sulle pagine del  New York Times: «[ Hiccupops] attiva una serie di nervi nella vostra gola e nella bocca che sono responsabili dell’arco riflesso del singhiozzo. Fondamentalmente sovra-stimola i nervi e cancella il messaggio del singhiozzo». I nervi stimolati dell’arco riflesso del singhiozzo sono i nervi vago e nervi frenici.
L’invenzione per quanto semplice e, per così dire ingenua, ha subito attirato l’attenzione degli esperti che hanno promosso lo sviluppo della società che occuperà della produzione e del lancio del prodotto, supportata anche da un team dell’Innovation Accelerator dell’Università del Connecticut.
«E' sempre stato molto allettante per me essere in grado di preparare e avere un prodotto in giro che può aiutare le persone – ha confessato Mallory – Voglio andare a medicina e diventare un medico».
Be', se queste sono le premesse... http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/453318/
[lm&sdp]

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