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mercoledì 19 maggio 2010

"Epatiti Summit 2010 - Un'emergenza sommersa: opinioni e strategie a confronto"


Epatiti: emergenza sommersa, 2 milioni di malati

Due milioni di italiani malati, molti dei quali "sommersi", e qualcosa come 10.000 decessi ogni anno (a causa soprattutto delle complicazioni in forma di cirrosi e tumore), ossia 50 volte più dell'AIDS. Quelli dell'Epatite B e C sono numeri da vera epidemia, anche se sottovalutata.
Se ne è parlato al convegno "Epatiti Summit 2010 - Un'emergenza sommersa: opinioni e strategie a confronto", organizzato al Senato in occasione della Giornata Mondialedelle Epatiti. Le associazioni di specialisti e di pazienti presenti hanno elaborato una serie di richieste: riconoscimento delle epatiti da virus HBV (epatite B) e HCV (epatite C) come problema di salute pubblica e loro inserimento nei progetti previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione e nei programmi del CCM (Centro di Controllo delle Malattie) delMinistero della Salute.
Stanziamento, quindi, di risorse mirate a rafforzare le attività di prevenzione, comevigilanza sulle strutture che praticano piercing e tatuaggi, offerta di vaccinazione anti-epatite B agli immigrati provenienti da Paesi a rischio (Est europeo, Russia, Cina, bacino Sud Mediterraneo), ai conviventi di portatori del virus B, a tossicodipendenti e detenuti; promuovere la diagnosi precoce nelle persone a rischio di essere state infettate; creare registri di notifica sulle nuove diagnosi e la mortalità da epatiti virali croniche; incentivare ricerca e formazione continua indipendenti; sostenere le associazioni di volontariato che aiutano pazienti e familiari.

lunedì 17 agosto 2009

epatite B,cosa fare in gravidanza per non trasmetterla al bambino

Epatite B: rompere il ciclo di trasmissione da madri a figli

L'epatite B è una malattia epatica grave, causata da un virus e diffusa attraverso il contatto con sangue infetto, saliva, sperma e aghi contaminati.

Tra i gruppi a rischio di epatite B vanno ricordati, in particolare, i bambini nati da madri portatrici del virus.
Il bambino, solitamente, non contrae l'infezione quando è ancora in grembo; la placenta agisce da scudo protettivo e la trasmissione può avvenire, infatti, soltanto nel 6% dei casi.
Il bambino viene a contatto per la prima volta con il virus quando è prossimo al parto. Il virus, che si trova nel sangue e nel liquido vaginale della madre, lo espone immediatamente all'infezione. Tutti i contatti ravvicinati con la madre dopo il parto espongono il bambino al virus presente nella saliva, nel sangue e, nei casi di allattamento al seno, nel latte materno.
La somministrazione di immunoglobuline e del vaccino contro l'epatite B si è dimostrata una profilassi efficace nella protezione dei neonati nati da madri portatrici.

In caso di gravidanza, è opportuno chiedere al medico di effettuare un test per l'epatite B; infatti si può essere infetti anche senza saperlo. Nel caso si abbia l'epatite B, il bambino potrà essere vaccinato e, nella maggior parte dei casi, protetto contro il virus.

I vaccini contro l'epatite B producono anticorpi contro il virus nella maggior parte degli adulti, dei bambini e dei neonati. Una immediata immunizzazione di bambini nati da madri portatrici attraverso immunoglobuline e vaccini contro l'epatite B si è dimostrata efficace nello spezzare il ciclo di trasmissione del virus. I neonati vaccinati hanno una protezione della durata di almeno 5 anni.

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