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martedì 8 settembre 2009

Antibiotici:Gentamicina

Gentamicina
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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici – Leggi le avvertenze


Gentamicina
Nome IUPAC
2-[4,6-diamino-3- [3-amino-6-(1-metilaminoetil) tetraidropirano-2] ossi-2-idrossi- cicloesossi]-5-metil- 4-metilamino-tetraidropirano-3,5-diolo
Identificatori
Numero CAS 1403-66-3
Codice ATC D06AX07
PubChem 3467
DrugBank APRD00214
Caratteristiche generali
Formula C21H43N5O7
MM 477.596 g/mol
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica ?
Teratogenicità No
Fascia farmacologica ?
Regime di dispensazione al pubblico ?
Modalità di somministrazione intramuscolare ed endovenosa, topica, intratecale
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità Biodisponibilità per somministrazione orale molto limitata
Legame proteico 0-10%
Metabolismo ?
Emivita 2 ore
Escrezione Renale
La gentamicina è un antibiotico amiglicosidico prodotto da Micromonospora purpurea, con elevata attività contro batteri Gram positivi e Gram negativi. È un potente inibitore della sintesi proteica, legandosi tenacemente alla subunità 30s dei ribosomi, con frammentazione degli stessi e morte cellulare; questa proprietà condiziona il meccanismo d'azione di tutti gli aminoglicosidi, poiché il loro funzionamento è direttamente connesso alla permeabilità di membrana propria di ogni batterio.

Indice [nascondi]
1 Attività antimicrobica
2 Resistenza
3 Usi clinici
4 Azioni sfavorevoli
5 Bibliografia
6 Voci correlate



Attività antimicrobica [modifica]
In vitro, alla concentrazione di 2-10 μg/ml, la gentamicina è in grado di inibire la crescita di moltissimi ceppi di Staphylococcus, di coliformi e di altri batteri Gram negativi. Benché possieda una notevole attività da sola, si somministra insieme ad antibiotici beta-lattamici per l'eradicazioni di ceppi di Pseudomonas aeruginosa, Proteus, Enterobacter, Klebsiella, Serratia e Stenotrophomonas resistenti a molti altri antibiotici.


Resistenza [modifica]
Batteri anaerobi sono naturalemente resistenti alla gentamicina; Streptococcus ed Enterococcus, in virtù della selezione operata da parete-membrana, sono poco sensibili all'azione della gentamicina. La resistenza nei ceppi di Staphylococcus non è rara e consiste nella selezione di batteri mutanti con alterata permeabilità della membrana cellulare. La resistenza dovuta ad alterazioni ribosomiali è invece molto rara. Nei batteri gram-negativi, la resistenza è invece dovuta alla presenza di enzimi metabolizzanti codificati da plasmidi; per questo, batteri gram-negativi resistenti alla gentamicina risultano essere sensibili alla amikacina. Gli enterococchi sono in grado di metabolizzare gentamicina, amikacina, netilmicina ma non la streptomicica.


Usi clinici [modifica]
Via intramuscolare o endovenosa
Nelle infezioni polmonari gravi sostenute da Pseudomonas aeruginosa, Proteus, Enterobacter, Klebsiella, Serratia e Acinetobacter, la gentamicina associata a cefalosporine è spesso un presidio terapeutico salva vita, soprattutto nei pazienti gravemente compromessi. In queste situazioni il dosaggio terapeutico è di 5-6 mg per chilo al giorno. Occorre evitare la somministrazione della singola gentamicina nelle infezioni da Staphylococcus, per la rapida insorgenza di resistenza. Nei pazienti con insufficienza renale deve essere costantemente controllata la concentrazione sierica di gentamicina, che, in ogni caso, non deve superare 5-10 μg/ml.
Via topica
Il solfato di gentamicina in creme 0,1-0,3% viene frequentemente utilizzato per la terapia di ustioni infette, lesioni cutanee e ferite. Può essere associato a idrocortisone per diminuire la risposta infiammatoria. Deve essere ricordato che la gentamicina può essere inattivata da essudato purulento. Nelle infezioni oculari, la gentamicina può essere iniettata in dose di 10 mg.
Somministrazione intratecale
La presenza di cefalosporine di terza generazione ha reso l'impiego di questa tecnica obsoleta per il trattamento di meningiti sostenute da batteri gram negativi. Il trattamento prevede la sommistrazione di 1-10 mg al giorno.

Azioni sfavorevoli [modifica]
Le reazioni di ipersensibilità sono rare. Nel 1-5% dei pazienti che assumono gentamicina per più di 5 giorni si manifesta ototossicità soprattutto vestibolare. In questi pazienti, la nefrotossicità si manifesta nel 5-25% dei casi; tuttavia l'insorgenza di insufficienza renale è reversibile e di solito lieve.

martedì 30 giugno 2009

farmaci e cibi,tutto quello che si deve sapere per non correre pericoli

Incroci pericolosiFarmaci e cibi, farmaci e bibite: tutti i mix da evitare.

In viaggio, si sa, ammalarsi non è contemplato. E se un qualunque disturbo si profila all’orizzonte, può capitare di buttare giù la prima pasticca trovata in valigia (o allungata da qualcuno). Per questo il rischio di reazioni ai farmaci (presente tutto l’anno) in vacanza aumenta.

Una sostanza non tollerata, un mix sbagliato, ed ecco vari guai: prurito, orticaria, cefalee, disturbi gastroenterici e alterazioni respiratorie di vario tipo, dall’asma agli starnuti, fino all’evenienza (rara ma sempre possibile) dello shock anafilattico. Problemi come questi sono responsabili del 3-8% di tutti i ricoveri ospedalieri (dati del servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma). Nel 20% dei casi si tratta di vere e proprie allergie ai farmaci, per lo più ad antibiotici (penicilline e cefalosporine).

Nel restante 80% di intolleranze, spesso causate da antinfiammatori tipo aspirina. Il fenomeno è più frequente fra i 30 e 50 anni e riguarda più le donne (il 70%) per la maggior complessità dell’organismo femminile. In genere chi è allergico lo sa, e sta alla larga dalle sostanze sospette.

Ma in viaggio è utile aumentare le precauzioni: «Piano con l’automedicazione, se non indispensabile. Se poi si è sensibili a qualcosa le alternative vanno prescritte dal medico», dice infatti Gianpiero Patriarca, direttore della scuola di Allergologia dell’Università Cattolica di Roma. «Da evitare, specie nei Paesi con scarsa assistenza, pericolosi incroci tra cibi e farmaci: possono dare problemi a tutti, allergici e non».

Ecco il promemoria dei mix rischiosi.
- Antinfiammatori e Coca Cola o caffè. Alcuni preparati contro il mal di testa contengono caffeina che va a sommarsi all’effetto eccitante delle bibite, favorendo irritabilità e insonnia.
- Anticoagulanti e tè. Chi ha problemi di coagulazione stia attento a questa bevanda: riduce l’efficacia della terapia.
- Anticoagulanti e vitamina K. Chi si cura per fluidificare il sangue è meglio che eviti anche i cibi ricchi di questa vitamina (spinaci, broccoli, cavolfiori, lattuga) che contrasta l’azione dei farmaci.
- Anticoncezionali e iperico. Tisane e integratori a base di quest’erba, molto usata come antidepressivo naturale, non vanno presi con la pillola: la sicurezza contraccettiva diminuisce.
- Antibiotici e latte. Il calcio può rallentare l’assorbimento delle tetracicline (antibiotici molto comuni) e dunque il loro effetto.
- Bifosfonati e latticini. I prodotti caseari riducono l’assorbimento dei preparati anti-osteoporosi che vanno presi solo 2-3 ore dopo i pasti.
- Tranquillanti e alcol. I superalcolici agiscono sul sistema nervoso, aumentando l’effetto sedativo. Guardarsene, soprattutto alla guida.

Raccomandazione che vale per qualsiasi cocktail alcol + farmaci. (Consulenza: Alessandro Nobili, Istituto Mario Negri, Milano).

Frutti amari
La pillola è cattiva, lo sciroppo stucchevole, l’integratore ha un sapore impossibile: per buttarli giù niente di meglio che un succo di frutta. Attenzione però: anche queste bevande possono far lievitare la tossicità o gli effetti collaterali di alcuni medicinali.

Per esempio il succo di pompelmo, ma anche di arancia e limone: contengono sostanze che rallentano lo smaltimento di antibiotici, calcioantagonisti e farmaci anticolesterolo. Risultato? Crescono i rischi di danni renali, muscolari e cali di pressione.

Occhio anche al succo di mirtillo: potenzia l’effetto degli anticoagulanti. Sono consigliabili precauzioni anche col succo di melograno (spesso usato come depurativo): può interferire con gli antidepressivi e gli antidiabetici. Infine il succo di aloe: ha virtù antinfiammatorie ma riduce gli effetti della chemio e amplifica quelli degli antidiabetici. (Info: Centro di medicina naturale, Empoli).

Marilisa Zito

venerdì 22 maggio 2009

farmaci da banco,l'unica ricetta è l'attenzione

Farmaci: Al Via Campagna Per Uso Attento Medicinali Da Banco
Ieri - 14.16


Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Parte con lo slogan 'Automedicazione: l'unica ricetta è l'attenzione' una campagna realizzata da Anifa (Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione) in collaborazione con il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. L'iniziativa, che prevede la trasmissione di uno spot a partire dal 31 maggio e per tre settimane sulle principali reti televisive nazionali, mira a promuovere la riconoscibilità e l'utilizzo responsabile dei medicinali da banco. La seconda parte della campagna è prevista in autunno sulla stampa nazionale.

"Il sostegno del ministero competente e il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri - ha affermato Sergio Daniotti, presidente Anifa, presentando la campagna oggi a Roma - rappresentano un importante riconoscimento delle potenzialità dei farmaci di automedicazione, il cui utilizzo è in grado di dare un supporto rilevante alla gestione della salute dei cittadini e della spesa farmaceutica italiana. Naturalmente, tale pratica va esercitata in maniera responsabile, esclusivamente con i prodotti senza obbligo di ricetta e considerando alcune avvertenze".

Per rendere più accessibili e facilmente consultabili le informazioni in materia di automedicazione, Anifa ha ripensato il proprio sito www.anifa.it. A questo indirizzo web il cittadino potrà trovare utili informazioni sui disturbi per i quali è indicata l'autocura, e tutte quelle semplici regole da seguire per un corretto utilizzo dei prodotti da banco.

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