SI CELEBRA oggi la ‘Giornata mondiale del rene’, promossa per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce delle patologie renali. Oltre che di diagnosi e cura delle patologie renali, la Uo di Nefrologia e Dialisi di Imola si occupa anche della presa in carico globale delle persone in uremia terminale, che sono costrette alla dialisi per effettuare quel filtro del sangue dalle impurità che i loro reni non sono più in gradi di garantire. «Questi pazienti sono afflitti da molti problemi connessi alla loro patologia primaria — spiega Teresa Benedetto, coordinatrice infermieristica del reparto di Emodialisi —. Il paziente e la famiglia vengono sostenuti in tutte le fasi della malattia attraverso il coordinamento di tutti gli aspetti di cura: da quelli propriamente clinico assistenziali, agli organizzativi, da quelli legati all’ambito lavorativo ed economici a quelli relativi alla propria persona». L’equipe di Nefrologia e Dialisi imolese è anche particolarmente attiva nella ricerca clinica e partecipa a numerosi studi randomizzati e controllati nazionali ed internazionali sulla malattie renali e l’ipertensione.
«FACCIAMO parte del Collaborative Study Group Coordinato dal professor Lewis di Chicago, che si occupa di ricerca sulla nefropatia diabetica e che ha collaborato con questa organizzazione per lo studio di farmaci innovativi — continua Alessandro Zuccalà (nella foto), direttore unità operativa nefrologia e dialisi —. Attualmente stiamo partecipando a diversi studi multicentrici: sugli effetti di un tipo di eritropoietina con una durata d’azione più lunga rispetto a quella attualmente in commercio; sull’importanza dell’esercizio fisico nel prevenire complicanze cardiovascolari nei pazienti in dialisi; su un farmaco innovativo per la cura della nefropatia diabetica. Entro il 2011 partirà uno studio multicentrico per valutare l’efficacia di un farmaco che si pensa sia in grado di correggere il difetto genetico alla base dell’ipertensione. Alla ricerca collaborerà anche un gruppo di medici di medicina generale del nostro territorio».
«FACCIAMO parte del Collaborative Study Group Coordinato dal professor Lewis di Chicago, che si occupa di ricerca sulla nefropatia diabetica e che ha collaborato con questa organizzazione per lo studio di farmaci innovativi — continua Alessandro Zuccalà (nella foto), direttore unità operativa nefrologia e dialisi —. Attualmente stiamo partecipando a diversi studi multicentrici: sugli effetti di un tipo di eritropoietina con una durata d’azione più lunga rispetto a quella attualmente in commercio; sull’importanza dell’esercizio fisico nel prevenire complicanze cardiovascolari nei pazienti in dialisi; su un farmaco innovativo per la cura della nefropatia diabetica. Entro il 2011 partirà uno studio multicentrico per valutare l’efficacia di un farmaco che si pensa sia in grado di correggere il difetto genetico alla base dell’ipertensione. Alla ricerca collaborerà anche un gruppo di medici di medicina generale del nostro territorio».
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