Pediatria LA GIUSTA ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO DA 1 A 3 ANNI notizie di salute su Pediatria:
Torna alla 1° pagina..)(2° pagina) minore quantità di cibo che il bambino va assumendo rispetto al primo anno di vita, e quindi non lo devono forzare a mangiare più di quanto lui stesso richieda. D’altra parte, il livello di sviluppo psico-motorio raggiunto all’anno di vita e la progressiva evoluzione negli anni successivi influenzano grandemente il rapporto con il cibo del bambino, che diventa sempre più attivo, consapevole e autonomo. Da ultimo, in questa fase della vita, l’alimentazione si diversifica sempre di più, le fonti dei nutrienti sono varie e la composizione dei pasti non può né deve essere così prescrittiva e dettagliata com’è nel primo anno di vita. È importante comunque sottolineare che le abitudini alimentari, intese come scelta dei cibi e comportamenti alimentari, acquisite nel 2°-3° anno di vita, tenderanno a mantenersi nel tempo e quindi influenzeranno gli stili di vita e la salute negli anni successivi e nell’età adulta.
L’approccio alla nutrizione del bambino da 1 a 3 anni non è affatto banale e non deve essere sottovalutato: deve tener conto dei fabbisogni nutrizionali, deve orientare la scelta verso alimenti buoni, sani ed adeguati alle sue mutate esigenze nutrizionali, distogliendolo da quegli alimenti che male si inseriscono in un corretto programma alimentare, e deve favorire lo sviluppo di un comportamento alimentare corretto, consapevole e fondato su un buon rapporto con il cibo. Le strategie per educare i bambini alla corretta alimentazione Per educare i bambini da 1 a 3 anni ad una corretta alimentazione si deve agire su più livelli:
- proporre una varietà di alimenti nutrizionalmente adeguati
- scegliere alimenti gradevoli al gusto
- favorire la familiarità del bambino con gli alimenti giusti in un contesto ambientale sereno e privo di costrizioni
- mantenere un corretto frazionamento dei pasti e delle calorie nella giornata
Da un punto di vista prettamente nutrizionale, i livelli di assunzione di calorie e nutrienti raccomandati per i bambini di questa fascia di età tendono a prevenire e contrastare i rischi della sovralimentazione e dell’obesità, sempre più diffuse nella popolazione. Il fabbisogno energetico del bambino è dato dalla sommatoria di quattro fattori: il metabolismo basale, la termogenesi, l’attività fisica ed infine l’accrescimento.
Tra 1 e 3 anni l’apporto energetico giornaliero raccomandato è di 80-84 kcal/Kg di peso corporeo, ben più basso di quello del primo anno di vita. Anche il fabbisogno proteico, strettamente correlato alla velocità di accrescimento, si riduce notevolmente dopo il primo anno di vita. L’assunzione raccomandata di proteine tra 1 e 3 anni è di 1.2 g/Kg/die, ripartita al 50% tra proteine di origine animalee proteine di origine vegetale.
Il contributo calorico dei lipidi deve ridursi, passando gradualmente dal 50% del contributo calorico giornaliero del primo anno di vita al 30% al compimento del secondo anno.
Una corretta assunzione di lipidi da un punto divista qualitativo dovrebbe essere così ripartita:
- acidi grassi saturi in quantità non superiore al 10% delle calorie giornaliere (inclusa l’assunzione di acidi grassi trans che non deve superare i 5 g/die)
- acidi grassi polinsaturi in quantità di 2-5% delle calorie giornaliere
- acidi grassi monoinsaturi, in particolare acido oleico, per la restante quota del 15% delle calorie giornaliere.
Questa suddivisione qualitativa è importante perché i grassi alimentari non hanno solo una funzione energetica, ma possono influenzare la risposta immunitaria, la regolazione del metabolismo del colesterolo, la trasmissione nervosa e le attività di trasporto.
All’inizio del 2° anno di vita l’assunzione giornaliera di carboidrati dovrebbe rappresentare il 50% delle calorie totali e dovrebbe raggiungere il 55-60% nel corso del terzo anno. Si devono privilegiare i carboidrati complessi, mentre l’apporto di zuccheri semplici, naturali o aggiunti, dovrebbe essere limitato al 10% del totale. Un uso eccessivo di bevande dolci espone, infatti, il bambino al rischio di carie dentali, diarrea, iperlipemia, sovrappeso, obesità.
A partire dai 2 anni di età, l’assunzione giornaliera raccomandata di fibre in grammi è data dalla somma degli anni +5. Un apporto di fibre appropriato riduce il tempo di transito intestinale, aumenta la massa fecale e produce feci più soffici. Tra i minerali, particolare attenzione meritano, in età pediatrica, gli apporti di ferro e di calcio. La carenza di ferro ha molteplici effetti sulla salute del bambino, specie nei primi due anni di vita, e può interferire nei casi gravi con l’accrescimento e lo sviluppo psicomotorio.
Un elevato apporto di calcio è necessario non solo per la crescita immediata dello scheletro, ma anche per favorire il raggiungimento della massima densità ossea alla pubertà, fattore di protezione per l’osteoporosi e le fratture in età adulta.
Adottare un’alimentazione sana significa assicurarsi che la qualità degli alimenti e la loro combinazione e preparazione siano adeguate. Significa anche prestare attenzione affinché la quantità di cibo assunto sia commisurata ai fabbisogni per età e sesso.
Un primo e fondamentale suggerimento è quello di suddividere l’apporto calorico giornaliero in 4-5 pasti:
- colazione 15%
- spuntino: 10%
- pranzo: 35%
- merenda: 10%
- cena: 30%
Corrette e salubri abitudini alimentari, con un giusto frazionamento dei pasti e delle calorie nella giornata sono le basi per una crescita equilibrata e uno stile alimentare sano.
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30/03/2012 Andrea Sperellihttp://www.italiasalute.it/1314/pag2/La-giusta-alimentazione-del-bambino-da-1-a-3-anni.html
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