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giovedì 28 aprile 2011

PREVENIRE LE SCOTTATURE CON BROCCOLI E COVOLINI DI BRUXELLES

Prime voglie di tintarella? Proteggiamoci con i broccoletti

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Broccoli e cavoletti di Bruxelles per aumentare la protezione dai raggi solari nocivi e prevenire il melanoma, il temibile tumore della pelle

Nonostante l’uso sempre più diffuso di protezioni solari per la pelle, pare che i casi di melanoma – il temibile cancro della pelle – siano in costante aumento. Se, quindi, vi è un modo per aumentare l’efficacia dei filtri solari e la protezione della pelle, non può che essere il benvenuto. Se poi questa possibilità si coniuga con l’utilizzo di sostanze tutte naturali, ma efficaci, meglio ancora.

Si chiama ISC-4, e non è un robot arrivato direttamente da Guerre Stellari, ma un composto che si trova naturalmente nelle crucifere – le verdure come i broccoli e i cavolini di Bruxelles. La possibilità di utilizzare questo composto per aumentare l’efficacia delle protezioni solari sarebbe una buona notizia sia per i consumatori che per le aziende, le quali possono contare su un mercato da oltre 1 miliardo di dollari solo negli Usa e in continua espansione.

Lo studio, pubblicato su Cancer Prevention Research, è stato condotto dai ricercatori del Penn State Hershey Melanoma Center presso il Penn State College of Medicine. Il dottor Gavin Robertson e colleghi hanno preso in considerazione l’attività di una proteina chiamata Akt3 che riveste un ruolo centrale nel 70 per cento dei melanomi, nel poter impedire la morte cellulare e che ha il potenziale per prevenire le fasi iniziali del melanoma.

«Il percorso di segnalazione della Akt3 è deregolamentato nella maggior parte dei melanomi, il che lo rende un bersaglio promettente che, se inibito, potrebbe correggere l’apoptosi – o morte cellulare – i difetti nelle lesioni melanocitiche, prevenendo in tal modo questa malattia», spiega Robertson.

Le sostanze attive contenute nelle crucifere, e note come isotiocianati, sono stati identificati dagli scienziati quali inibitori della Akt3. Tali composti naturali presenti in questo genere di verdure hanno proprietà antitumorali. Tuttavia, poiché in una precedente ricerca hanno mostrato di avere una ridotta potenza chemioterapica sulle cellule tumorali del melanoma, se utilizzate in basse dosi, gli scienziati hanno deciso di creare una versione più potente chiamata isoselenocyanates (ISC-4), sostituendo lo zolfo con il selenio.

In questo nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che la ripetuta applicazione topica di ISC-4 potrebbe ridurre l'espansione delle cellule tumorali. I test condotti in laboratorio su campioni di pelle umana hanno mostrato una riduzione dall’80 al 90 per cento dello sviluppo dei tumori della pelle. In altri test condotti sui topi la diminuzione è stata di circa l’80 per cento. La ricerca ha inoltre dimostrato che l'uso del composto è sicuro.


http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/...lo/lstp/399840/ http://fontedellamicizia.forumfree.it/?t=55366461

domenica 6 giugno 2010

Togliere un tatuaggio:laser Q-switch,trattamento,cosa fare prima e dopo il laser

Il principale problema che si presentava solitamente in passato, per la rimozione o cancellazione di un tatuaggio, era rappresentato dalle cicatrici che la dermoabrasione (meccanica o con laser CO2) lasciava sul corpo.
Da alcuni anni è però presente sul mercato il laser Q-switch che è in grado di eliminare i tatuaggi senza lasciare cicatrici dopo il trattamento. Una netta evoluzione per la sua specificità di bersaglio è costituito dal laser q-switched, utilizzando una lunghezza d'onda di 532 o 1064, si possono infatti trattare quasi tutti i tatuaggi e gran parte delle lesioni pigmentate. Dal laser Q-switch vengono emessi impulsi inferiori a un millisecondo che colpiscono selettivamente il melanosoma, l'organulo cellulare contenente la melanina. 

Oltre al laser Q-switch possono essere impiegati anche il laser Nd:Yag e il laser alexandrite, in quanto ciascuno di questi laser ha come bersaglio un determinato pigmento, ed è in grado di cancellare soltanto determinati colori. 
Nella rimozione di un tatuaggio è importante tenere presenti alcuni parametri quali i colori, la profondità del pigmento e da quando tempo è stato fatto.
I vantaggi della cancellazione dei tatuaggi con il laser, a differenza delle metodiche precedenti, sono rappresentati da una minor invasività del trattamento, assenza di cicatrici, minori tempi di recupero, assenza di anestesia. 
Gli elementi che il medico valuterà per la rimozione del tatuaggio sono invece rappresentati dal tipo di colori, profondità del tatuaggio e da quanto tempo è stato eseguito.

Il laser Q-Switched

Sicuramente l’introduzione del laser laser q-switched che può utilizzare una lunghezza d'onda di 532 o 1064, ha rappresentato un indubbio vantaggio potendo trattare quasi tutti i tatuaggi colorati e varie lesioni pigmentate. 
Il laser Q Switch può essere di tre tipi, e ciascuno distrugge un determinato pigmento: laser Nd-yag q-switch, laser rubino, laser alexandrite 
Vedi approfondimento dedicato al Laser Q switch
rimozione-eliminare-tatuaggio

Il trattamento per rimuovere il tatuaggio

I trattamenti consistono in varie sedute distanziate tra loro di alcune settimane tra l'una e l'altra, in particolare se la dimensione del tatuaggio è piuttosto estesa saranno necessarie 4-5 sedute circa. 
Ciascuna seduta non è particolarmente dolorosa, ma si avverte una sensazione di fastidio, simile allo schiocco di un elastico sulla pelle.
Il trattamento avviene in più sedute distanziate di alcune settimane l'una dall'altra.
Se la lesione copre una vasta area, si può eventualmente trattarlo in più sedute, generalmente con 4/5 sedute si riesce a raggiungere la completa cancellazione del tatuaggio.

Prima del trattamento laser

Prima del trattamento laser sono da evitare l'esposizione al sole e alle lampade UVA, così come è da evitare l’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti.

Dopo il trattamento

Gli effetti del trattamento laser si traducono in uno sbiancamento del tatuaggio, e nel giro di 8-12 giorni si ha la totale guarigione senza che rimangano sulla pelle delle inestetiche cicatrici residue. 
Dopo il trattamento il medico curante prescriverà una pomata antibiotica per alcuni giorni. E' fondamentale non sottoporsi ai raggi solari diretti e proteggere la pelle con dei filtri solari per il primo periodo.
Durante la fase di riepitelizzazione è utile utilizzare una pomata specifica che favorisca questo processo, e rimane sempre importante nel primo periodo, non esporsi direttamente ai raggi solari, o lampade abbronzanti, e proteggere la pelle con filtri solari a schermo totale.

Il principale problema è l'iperpigmentazione cutanea che può essere prevenuta se si adottano tutte le precauzioni precedentemente dette. In caso contrario vi è il rischio della comparsa di iperpigmentazioni, ed è anche per questo che è sempre importante che i trattamenti laser per cancellare i tatuaggi, devono sempre essere eseguiti da un Medico preparato, serio e competente, e devono essere effettuati sempre in una struttura seria ed affidabile, sia per la sicurezza del paziente, e per evitare possibili complicanze, sia per un risultato finale ottimale.http://www.laser-terapia.net/trattamenti/cancellare-tatuaggi.html

Macchie sulla pelle:quali sono,come si eliminano,cause

Iperpigmentazioni e lesioni pigmentate

Le iperpigmentazioni vengono definite come un inscurimento circoscritto della cute, che si aggrava con l'esposizione al sole e sono:

 Efelidi
 Lentiggini
 Lentiggini senili o solari
 Melasma o cloasma
 Pigmentazioni post-infiammatorie
 Chiazze caffè latte 
 Nevo di Becker
 Nevo spilus
 Matting teleangectasico

Come eliminarle?
Ottimi risultati si ottengono con l'utilizzo dei Laser Q switch (che possono essere laser Nd-yag Q switch, laser rubino o alexandrite).
E' molto importante eseguire prima la diagnosi dermatologica perchè da ciò discende la localizzazione del pigmento e quindi il tipo di lunghezza d'onda che deve essere impiegata.

Da cosa sono provocate?

Le cause che provocano le iperpigmentazioni possono essere varie:
 Accumulo di melanina nell'epidermide e nel derma (ipermelanosi) 
 Lesioni delle pareti vascolari con degradazione dell'emoglobina (ipercromie di origine ematica) 
 Accumulo di carotene per cause metaboliche, dietetiche o farmacologiche (ipercarotenemie) 
 Tatuaggi
 Farmaci (fenotiazinici, idantoina, antimalarici, fenolftaleina, arsenico) 
 Varie malattie sistemiche ed endocrine.

Preparazione al trattamento
Evitare assolutamente l'esposizione ai raggi solari e/o a lampade UVA nelle settimane precedenti al trattamento.
Non assumere farmaci che aumentino la sensibilità della pelle alla luce.

Periodo post-operatorio

Dopo il trattamento è necessario applicare una pomata antibiotica per alcuni giorni fino alla guarigione. 
Le zone trattate devono essere protette con filtri solari ad alta protezione, l’arrossamento scompare nel giro d’alcune settimane.http://www.laser-terapia.net/trattamenti/macchie-iperpigmentazioni.html

lunedì 8 marzo 2010

Cancro delle pelle,prevenirlo con la vitamina D

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&ID_articolo=1684&ID_sezione=33&sezione=
Sono numerosi gli studi che affermano come sia importante la vitamina D nella prevenzione dei tumori della pelle. Tuttavia, non si è ancora chiarito efficacemente questo legame e, soprattutto, quale fosse il ruolo della vitamina nello sviluppo e progressione del cancro.

Cercare di chiarire questo nesso è quello che ha portato i ricercatori delle Henry Ford e Wayne State University (Usa) a condurre un nuovo studio sul cancro alle cellule basali, la forma più comune di cancro alla pelle. Questo tipo di cancro interessa lo strato più profondo dell’epidermide e attualmente viene curato mediante trattamento chirurgico detto Mohs micrographic surgery.
Quello che è apparso subito evidente e che ha suscitato sorpresa è che nei tessuti tumorali prelevati da persone affette vi erano elevati livelli di enzimi e proteine di vitamina D. Mentre erano decisamente più bassi nei tessuti cutanei sani. 
«Questa scoperta potrebbe aiutarci nelle future ricerche per determinare se la vitamina D svolge un ruolo causale o reattivo nello sviluppo e nella progressione del cancro della pelle», ha dichiarato il dr. Iltefat Hamzavi del Dipartimento di Dermatologia presso l’Henry Ford.
Per questo studio sono stati analizzati i tessuti di 10 pazienti di età compresa tra i 43 e gli 83 anni, tutti con diagnosi di carcinoma basocellulare.
Di questi è stata prelevata rispettivamente una porzione di cute per la biopsia di tessuto tumorale e di tessuto sano. Dalle analisi i ricercatori hanno trovato che vi era un aumento di 10 volte nei livelli di enzimi vitamina D e un duplice aumento dei livelli di proteine vitamina D. Gli enzimi e le proteine aiutano a regolare i livelli di vitamina D nella pelle.
In più si è constatato che due geni che svolgono un ruolo nella riparazione del DNA e del tumore avevano anche loro elevati livelli di vitamina D nel tessuto tumorale rispetto al tessuto normale.

I risultati di questo studio sono stati presentati al congresso annuale della Photomedicine Society tenutosi a Miami, in Florida, che precede il congresso annuale della American Academy of Dermatology.
(lm&sdp)

lunedì 16 novembre 2009

IL FREDDO è NEMICO DELLA PELLE:ECCO I CONSIGLI PER STAR MEGLIO

La pelle soffre l'inverno. Con il freddo si secca e diventa più sensibile e vulnerabile ai microbi. Peggiora l'eczema, nemico della coppia per oltre la metà dei pazienti. E a rossori e rischio infezioni si aggiungono i geloni: la dolorosa sensazione di 'paralisi' che colpisce a volte le dita di mani e piedi, quando la colonnina di mercurio precipita. Anche dei guai che nella stagione alle porte possono minacciare la cute, mega-filtro e primo 'biglietto da visita' del corpo umano, si è parlato al 18esimo congresso dell'Accademia europea di dermatologia e venereologia (Eadv), a Berlino.









Che il freddo sia nemico della pelle lo sa bene chi soffre d'eczema: fino al 30% dei bambini e oltre il 10% degli adulti nei Paesi industrializzati, stimano gli esperti. Persone che passano più di metà dell'anno (da 136 a 192 giorni, a seconda della gavità del problema) alle prese con prurito, secchezza e arrossamenti. Sintomi che aumentano il pericolo di infezioni batteriche e si aggravano nei mesi freddi, quando la temperatura esterna scende e i riscaldamenti tolgono troppa umidità all'aria di casa. Risultato: l'eczema si risveglia e la qualità di vita ne risente.CONTINUA

martedì 28 luglio 2009

consigli per una pelle elastica e luminosa sotto il sole.

Sole e macchie della pelle

Una pelle dal colorito irregolare, con efelidi e macchie color caffelatte, può avere l’aspetto di una pelle… invecchiata. Nella maggior parte dei casi le macchie cutanee sono soltanto un antiestetico problema dermatologico che può manifestarsi già in età giovanile, ma più spesso, dopo i 40 anni, sono il sintomo di una pelle che inizia a perdere vitalità. Le esposizioni al sole possono peggiorare il problema.
continua
http://obiettivobenessere.tgcom.it/wpmu/

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