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domenica 24 gennaio 2010

Epatite c,la quercetina impedisce lo sviluppo del virus ed è una sostanza naturale.

Tra tutte le forme d’epatite, la C è sicuramente la più subdola e pericolosa. Rispetto alle altre forme inizialmente non da sintomi e spesso quando si presentano, le condizioni del fegato sono in parte compromesse. Fondamentale per prevenire è fare un test specifico così da poter eventualmente in caso di positività monitorare la situazione. Ora dall’Università della California a Los Angeles (UCLA) e pubblicata sulla rivista "Hepatology", arriva la notizia che la quercetina, un a sostanza naturale, sarebbe in grado di attaccare due proteine cellulari fondamentali per lo sviluppo del virus dell’epatite C.

Il fatto di attaccare le proteine cellulari e non quelle virali assicura una minore possibilità di sviluppare resistenza virale e questo potrebbe portare a diminuire la carica virale presente nell’organismo.continua


lunedì 28 settembre 2009

GASTROENTERITE,cause,sintomi,cure,prevenzione

fonte: benessere.com (home)
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GASTROENTERITE VIRALE
GASTROENTERITE
Gastroenterite significa infiammazione dello stomaco e dell'intestino tenue e crasso. La gastroenterite virale è un infezione causata da diversi virus che si manifesta con vomito e diarrea. Le gastroenteriti virali possono rivelarsi gravi per persone che non riescono a bere abbastanza liquidi da rimpiazzare quelli persi, oppure per i neonati, i bambini, gli anziani e persone con un sistema immunitario debole. Talvolta si possono verificare complicazioni dovute al vomito anche in persone sane.

I sintomi

I sintomi principali della gastroenterite sono la diarrea e il vomito. Altri sintomi includono mal di testa, febbre, brividi e dolori addominali. I sintomi possono apparire tra poche ore fino a pochi giorni dall'infezione. Solitamente durano per 1 o 2 giorni, ma possono durare anche 10 giorni.

Le cause

I virus che causano le gastroenteriti virali danneggiano le cellule sulle pareti dell'intestino tenue. Il risultato è la perdita di fluidi dalle cellule nell'intestino che produce la diarrea liquida.



Ci sono quattro tipo di virus che causano la maggior parte delle gastroenteriti:

Rotavirus
E' la causa principale delle gastroenteriti nei bambini dai 3 ai 15 mesi di età. La maggior parte dei bambini viene esposta al virus entro i due anni. I bambini con il rotavirus hanno vomito e diarrea liquida per un periodo che va dai 3 agli 8 giorni, insieme a febbre e dolori addominali. Il rotavirus può anche infettare adulti in stretto contatto con bambini infetti, anche se i sintomi negli adulti sono più lievi. I sintomi dell'infezione da rotavirus appaiono tra 1 e 2 giorni dall'esposizione. Le infezioni da rotavirus sono più comuni tra Novembre ed Aprile.


Adenovirus
Causa gastroenteriti principalmente in bambini con meno di due anni di età. Le infezioni possono verificarsi in qualsiasi periodo dell'anno; vomito e diarrea appaiono circa 1 settimana dopo l'esposizione.




Calicivirus
Può causare infezioni in persone di qualunque età. I calicivirus sono trasmessi da una persona all'altra e anche attraverso acqua o cibo contaminati - specialmente ostriche cresciute in acque contaminate. Oltre al vomito e alla diarrea, le persone affette dai calicivirus possono avere anche dolori muscolari. I sintomi appaiono tra 1 e 3 giorni dall'esposizione.




Astrovirus Colpisce principalmente neonati, bambini e anziani. Il virus è attivo principalmente duranti i mesi invernali. Vomito e diarrea appaiono tra 1 e 3 giorni all'esposizione.

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La gastroenterite virale è spesso chiamata in modo inappropriato "influenza dello stomaco", ma non è causato dal virus dell'influenza e non colpisce lo stomaco. Inoltre la gastroenterite virale non è causata da batteri o parassiti.

Trasmissione

La gastroenterite virale è altamente contagiosa. I virus sono spesso trasmessi sulle mani non lavate. Le persone possono prendere il virus attraverso un contatto stretto con persone infette, dividendo il cibo, una bevanda o utensili da cucina, oppure ancora mangiando cibi o bevendo bevande contaminate con il virus. Le persone che non presentano più i sintomi, possono essere comunque contagiose , visto che il virus può essere trovato nelle loro feci fino a due settimane dopo la loro completa guarigione. Inoltre, alcune persone possono infettarsi senza sviluppare sintomi, aumentando così il pericolo di contagio.

Diagnosi

Se si ha il dubbio di aver preso una gastroenterite, sarebbe consigliabile farsi visitare dal proprio medico curante, anche se molte persone non lo fanno. I medici solitamente diagnosticano una gastroenterite virale basandosi sui sintomi e su un esame fisico. Il medico potrebbe anche chiedere un campione di feci per esaminarlo in cerca del rotavirus o per verificare che la causa dei sintomi siano, al contrario, batteri o parassiti. Non esistono al momento test di routine per gli altri tipi di virus.

Trattamento

La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si risolve nel tempo senza bisogno di alcuno specifico trattamento. Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali. Lo scopo principale dei trattamenti è di ridurre i sintomi e possono diventare necessari per prevenire la disidratrazione.

Il corpo umano ha bisogno di fluidi per funzionare. La disidratrazione è la perdita di liquidi dal corpo. Importanti sali e minerali, noti come elettroliti, possono essere persi con i fluidi. La disidratazione può essere causata dalla diarrea, dal vomito, da una eccessiva urinazione o da un eccessiva sudarazione oppure dal non bere abbastanza a causa della nausea, dalla difficoltà di deglutire o dalla perdita di appetito.

Nelle gastroenteriti virali, la combinazione di diarrea e del vomito può causare la disidratazione. I sintomi della disidratazione sono:

sete eccessiva
secchezza delle fauci
poca urina o urina di color giallo scuro
grave debolezza o letargia
giramenti di testa
Se notate alcuno di questi sintomi, dovreste parlarne al medico. Una disidratazione leggera può essere trattata bevendo liquidi. Una disidratazione grave può richiedere l'uso di flebo e il ricovero in ospedale. Non curare una disidratazione grave può mettere in pericolo la vita stessa del paziente.

I bambini richiedono attenzioni particolari. A causa della dimensione limitata del loro corpo, i neonati e i bambini piccoli sono a rischio maggiore di disidratazione. Esistono soluzioni orali che possono rimpiazzare i liquidi, minerali e sali persi.

Ecco alcuni consigli per alleviare i sintomi della gastroenterite virale.

permettete al tratto gastrointestinale di sistemarsi non mangiando per qualche ora
bere piccole quantità di liquidi chiari o succhiare pezzi di ghiaccio se il vomito permane un problema
dare ai neonati e ai bambini la soluzione orale per rimpiazzare i fluidi e gli elettroliti persi
reintrodurre gradualmente i cibi, partendo da quelli più blandi e facili da digerire come pane tostato, brodo, mele e riso
evitare prodotti caseari, caffeina ed alcool fin o quando il recupero non sia completo
riposare il più possibile
Prevenzione

Prevenire è l'unica maniera per evitare la gastroenterite virale. Non esiste un vaccino. Si può evitare:

lavandosi le mani completamente dopo aver usato il bagno o dopo aver cambiato i pannolini
lavandosi le mani completamente prima di mangiare
disinfettando le superfici contaminate
non mangiando cibi o bevendo bevande che possono essere stati contaminatiprova anche la tisana dei monaci buddisti,depura,disintossica e riduce i grassi

mercoledì 16 settembre 2009

piedi:rimedi per tutti i problemi

Per sconfiggere gli inestetismi e le problematiche che assillano i nostri piedi, dopo avere passato al vaglio tutte le pratiche possibili per prendersene cura, può essere utile partire dal problema e fornire i vari rimedi. I nostri piedi sono spesso soggetti a cattivi odori, callosità, screpolature, escrescenze o gonfiori. Di seguito vi riporto alcune facili soluzioni naturali ed economiche per tornare ad avere piedi belli e profumati da mostrare con orgoglio nei vostri sandali estivi!

CALLI E DURONI
leggi qui:http://www.bellisubito.com/tag/rimedi-fai-da-te/

martedì 11 agosto 2009

mani:come mantenerle sempre perfette e giovani

La manutenzione delle mani




Anche loro invecchiano, ma oggi molto si può fare per mantenerle sempre perfette


Peccato di vanità per qualcuno, manutenzione estetica irrinunciabile per altri. Fatto sta che anche le mani invecchiano. C’è chi sostiene che per ringiovanirle siano sufficienti delle belle unghie curate e dipinte con lo smalto e tanti anelli alle dita, meglio se importanti o eccentrici. Altri sono di tutt’altro parere. I francesi, ad esempio, attenti ai dettagli, fanno notare che si può avere il viso levigato dal lifting, ma se le mani sono piene di macchie d’età e sotto la pelle fragile affiorano le vene ogni sforzo è vano. «Sono d’accordo - commenta il chirurgo plastico Paolo Santanchè - tantopiù che le mani sono sempre esposte e sono una delle parti del corpo più traumatizzate dalla vita. Non ha senso curare tutto il resto e trascurare questo fondamentale “biglietto da visita”».

I primi segni di invecchiamento alle mani compaiono già dopo i 30 anni. Una ricerca pubblicata dalla rivista americana «American Society of plastic surgeons» conferma che le persone riescono ad individuare molto facilmente l’età di quelli che si trovano di fronte proprio osservandone le mani. La pelle diventa più fine, le vene e le unghie si ispessiscono, compaiono le macchie di vecchiaia (sulle quali si può intervenire con il laser). Senza contare i problemi alle articolazioni e alle ossa che irrigidiscono le dita, ma in questo caso il problema è funzionale, certamente grave e da affrontare con un medico specialistico del problema.

Ma quali sono le ultime tendenze per migliorare questa parte del corpo? «Si possono fare due cose - sintetizza Santanchè -: una è la rivitalizzazione con acido ialuronico, che viene usato quindi come cura, una medicina per la bellezza delle mani. E’ un trattamento che va ripetuto 3-4 volte all’anno. Oppure viene iniettato sul dorso un altro tipo di acido ialuronico per ottenere un minimo di riempimento. Non è un trattamento invasivo, per intenderci si può fare e subito dopo mettersi a suonare il pianoforte».

L’altra pratica per ringiovanire le mani è la lipostruttura: «Il grasso viene prelevato da altre zone del corpo, quindi trattato e centrifugato, in modo da isolarne le cellule staminali, o precursori cellulari - spiega il chirurgo -. Così depurato il grasso viene iniettato sul dorso per ridare alle mani l’aspetto che avevano da giovani. L’effetto della lipostruttura è ancor più rivitalizzante e ha una durata di anni».

Piccoli o grandi inestetismi, le tecniche oggi permettono di soddisfare la maggior parte dei pazienti. Nasce una curiosità: ma che cosa fa per se stesso un chirurgo plastico (eventuali ritocchi a parte) che vuole tenersi in forma e combattere l’invecchiamento generale? «Io parto dall’alimentazione - racconta Santanchè - in particolare seguo una dieta a Zona, non strettissima, ma ne condivido i principi generali. E mangio poco più volte al giorno. Poi la ginnastica, tre volte alla settimana con un personal trainer. E nei momenti liberi la mia passione è andare a cavallo. Vista la buona prospettiva di vita attuale, dobbiamo tenere in funzione la "macchina" che ci porta in giro. Anche per questo, oltre a una vita sana, faccio ogni anno check up regolari e approfonditi».



http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=255&ID_articolo=27&ID_sezione=562&sezione=

giovedì 4 giugno 2009

il favismo:cos'è?,sintomi,evoluzioni ,cure


http://it.wikipedia.org/wiki/Carenza_di_glucosio-6-fosfato_deidrogenasiSegni e sintomi


Bambino di 4 anni G6PD-carente che mostra ittero.
La gran parte degli individui affetti da G6PD-carenza sono asintomatici. I pazienti sintomatici sono quasi esclusivamente maschi, per via dell'ereditarietà X-linked di questa malattia; le portatrici di sesso femminile potrebbero comunque manifestare clinicamente la malattia, a causa di un'eventuale inattivazione del cromosoma X sfavorevole, in cui l'inattivazione casuale in alcuni progenitori midollari del cromosoma X che contiene la variante "sana" del gene della G6PD crea una popolazione di globuli rossi carenti dell'enzima che convivono con globuli rossi normali.
L'emolisi nei G6PD carenti può manifestarsi in diversi modi:
Crisi emolitiche particolarmente gravi possono causare insufficienza renale acuta (IRA

[modifica]Esami di laboratorio

La diagnosi di G6PD-carenza è in genere sospettata quando un paziente di una certa etnia (si veda il paragrafo Epidemiologia e cenni storici) manifesta ittero e sintomi di emolisi in seguito all'esposizione ad uno dei fattori scatenanti, soprattutto se all'anamnesi risulta un caso di positività in un familiare.
In fase di emolisi acuta si riscontra, all'esame di laboratorio, anemia, emoglobinemia ed emoglobinuria. Tra gli esami richiesti, per confermare il sospetto di G6PD-carenza:
  • emocromo e conta dei reticolociti (la reticolocitosi è segno di aumentata eritropoiesi in risposta all'anemia); in G6PD-carenza attiva, all'esame microscopico di uno striscio di sangue possono essere rintracciati corpi di Heinz negli eritrociti;
  • enzimi epatici (ASTALTALP e γ-GT), per escludere altre cause di ittero;
  • lattato deidrogenasi, elevata in caso di emolisi e marcatore della gravità stessa dell'emolisi;
  • aptoglobina, diminuita in caso di emolisi;
  • test di Coombs, per escludere l'origine immuno-mediata dell'emolisi (dovrebbe dunque essere negativo);
Quando vi sono sufficienti sospetti di trovarsi di fronte ad una G6PD-carenza, un test diretto per avere un'ulteriore conferma è costituito dal test di Beutler (detto anche "test della macchia fluorescente"). Si tratta di un test rapido ed economico che identifica visualmente, tramite esposizione a raggi UV, le molecole di NADPH prodotte dall'enzima, che appaiono come delle chiazze: se il test non ne mette in evidenza, il risultato sarà negativo, ma può essere falsamente negativo in pazienti con emolisi attiva. Per scongiurare il rischio di falsi negativi il test andrebbe fatto almeno 2–3 settimane dopo un episodio emolitico. Altre possibilità sono costituite da tecniche di biologia molecolare, come dot blotSouthern blot e altre tecniche che sfruttano l'ibridazione del DNA, oppure mediante il sequenziamento del gene della G6PD

[modifica]Terapia e prevenzione


Il consumo di fave espone i G6PD-carenti al rischio di crisi emolitiche per via della presenza, all'interno dei semi, di sostanze ossidanti come vicina e convicina.
La principale misura per contrastare le manifestazioni cliniche della G6PD-carenza è costituita dalla prevenzione, che consiste fondamentalmente nell'evitare le sostanze che possono innescare una crisi emolitica. In risposta alle malattie infettive il rimedio più opportuno è costituito dalla vaccinazione contro alcuni comuni patogeni (ad esempio, virus dell'epatite A e B).[18] Negli individui fabici è inoltre opportuno astenersi dal consumo di fave e piselli, che contengono diversi agenti ossidanti, tra cui la vicina e la convicina.
Numerosi farmaci costituiscono un potenziale pericolo per gli individui affetti da G6PD-carenza. Alcuni farmaci antimalarici possono scatenare emolisi acuta, tra cuiprimachinapamachina e clorochina; vi sono anche evidenze che altri antimalarici possono esacerbare la carenza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi, ma solo a dosaggi elevati. Sulfamidici (come sulfanilamidesulfametossazolo e mafenide),tiazosolfoneblu di metilene e naftalene dovrebbero allo stesso modo essere evitati dai G6PD carenti, come alcuni farmaci antiinfiammatori non-steroidei (aspirina,fenazopiridina e acetanilide) ed alcuni antibiotici non sulfamidici (acido nalidixico,nitrofurantoinaisoniazide e furazolidone).[1][14][19] Si è visto che anche estratti di henné possono causare crisi emolitiche dei bambini G6PD-carenti Tra 
In caso di emolisi acuta può rendersi necessario ricorrere a trasfusioni di sangue e dialisi nel caso in cui il paziente sia affetto anche da insufficienza renale. La trasfusione si rivela un'importante misura sintomatica, dal momento che gli eritrociti trasfusi non sono normalmente G6PD carenti e sopravvivono nel circolo del ricevente per un periodo di tempo normale (circa 120 gg).
Alcuni pazienti potrebbero trarre beneficio dalla rimozione chirurgica della milza,[21] essendo quest'ultima un importante sito di distruzione degli eritrociti. Somministrazioni di acido folico potrebbero essere opportune per eventuali disordini riguardanti un turnover eritrocitario particolarmente elevato. La somministrazione di vitamina E e selenio, nonostante le loro proprietà antiossidanti, non incide sulla gravità delle manifestazioni cliniche della G6PD-carenza.  Tra 

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