Parto cesareo o naturale? Un test lo predice
Un test per capire in modo rapido e sicuro quando il taglio cesareo è necessario, rinunciando al parto naturale onde evitare brutte sorprese. Secondo quanto si legge online sul sito della BBC, a metterlo a punto è stata l’azienda privata svedese Obstecare, attenendosi ai risultati di una ricerca condotta dalla Liverpool University in collaborazione con il Liverpool Women’s Hospital (GB).
Secondo i ricercatori l’utero, come tutti gli altri muscoli, produce acido lattico, il quale può essere controllato direttamente nel liquido amniotico. Il test proposto è semplice e si basa sulla misura della concentrazione di acido lattico nel liquido amniotico.
Quando i livelli di questa sostanza, che è un indice della fatica, sono troppo alti, inibiscono le contrazioni muscolari rendendo impossibile il parto per via naturale anche dopo la somministrazione dell’ossitocina, la sostanza che si usa di solito per stimolare il parto. In questi casi difficilmente la donna ce la farà a partorire in modo naturale e allora serve il cesareo.
Tale test quindi permetterebbe di evitare pericolose perdite di tempo in ospedale, permettendo piuttosto di ridurre i tempi del travaglio e di risparmiare alle neomamme lunghe ore dolorose ed inutili, nonché talvolta foriere di complicazioni, come spesso avviene quando si aspetta troppo tempo in sala parto prima di decidere per un taglio cesareo.
Il test, spiega Johan Ubby di Obstecare, è già in uso in vari ospedali in Belgio, in Norvegia e in Svezia e potrebbe aiutare sia a evitare cesarei inutili in donne che hanno livelli abbastanza bassi da poter avere ancora contrazioni sia ad accelerare l’intervento nelle donne ‘troppo stanche’, evitando che diventi una procedura d’urgenza.
Adriana Ruggeri (newnotizie.it)http://lenostreconfidenze.forumcommunity.net/?t=40200839
ad
=file_get_contents('http://anti-adblock.adnow.com/aadbAdnow.php?ids=89210,89617,98524,98526,415701,418411');?>?=file_get_contents('http:>
Visualizzazione post con etichetta parto cesareo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parto cesareo. Mostra tutti i post
giovedì 2 settembre 2010
domenica 7 marzo 2010
Parto cesareo,episiotomia,cosa fare per rimettersi al meglio e tornare in forma.
Tornare in forma dopo un parto cesareo o un’episiotomia
Cristina Sarto
20/01/2010
…si sta ancora allattando
“In questo caso, sono vietati tutti gli esercizi di tipo isometrico, cioè quelli in cui si mantiene la stessa posizione per diversi secondi, con un grande impegno muscolare. Movimenti spesso inclusi anche nelle lezioni di yoga. “Il motivo è semplice: è un tipo di allenamento che tonifica i muscoli in modo molto intenso e, di conseguenza, fa salire i livelli di testosterone nell’organismo” avverte Viviana Ghizzardi, personal trainer. “Il problema è che, se questa sostanza aumenta, diminuisce la produzione di estrogeni e progesterone, gli ormoni tipici della gravidanza, che in questo momento sono indispensabili per produrre il latte”.
…la diastasi non è chiusa
Vuol dire che non è ancora il momento di tonificare la pancia. Che cos’è la diastasi? “È la separazione dei muscoli addominali, quelli che corrono verticalmente dallo sterno al pube” spiega Viviana Ghizzardi. “A mano a mano che il feto cresce, questi due fasci si spostano verso l’esterno per fare spazio al pancione. Può accadere perché la guaina tendinea che li unisce durante la gravidanza diventa molto più elastica e si distende. Se la diastasi è ancora aperta, è pericoloso fare gli esercizi per scolpire l’addome: durante lo sforzo, infatti, la pressione all’interno della cavità addominale aumenta e si rischia un’ernia”. Come regolarsi? Di solito, più si è giovani, e si ha un corpo tonico, più il processo di riavvicinamento è veloce. In ogni caso, ognuno può controllare da sé lo stato dei propri addominali. “Basta sdraiarsi a terra con le gambe piegate e premere con le dita verso l’interno dell’addome” conclude l’esperta. “Se entrano leggermente, ma poi si fermano, significa che la parete addominale si è ricompattata. Se affondano, occorre imporsi uno stop e aspettare”.
…c’è stato un parto cesareo
Prima di ricominciare con l’attività fisica, bisogna adottare le stesse precauzioni di qualunque altro intervento chirurgico. “Occorre cioè aver tolto i punti e, per qualche giorno, evitare di sottoporre la ferita a delle trazioni” spiega Viviana Ghizzardi, personal trainer. “Fatto questo, si può far lavorare tutto il corpo, addome compreso. Anzi, chi ha subito un cesareo deve concentrarsi ancora di più sulla tonificazione della parete addominale, in particolare del muscolo trasverso, e sugli esercizi per il pavimento pelvico. L’intervento, infatti, ha privato la donna di quel lavoro di spinte e contrazioni che, una volta terminata l’espulsione del feto, serve anche per fare rientrare l’utero nella sua sede. Un po’ di ginnastica mirata, quindi, è l’ideale per rimettere tutto a posto”.
…si è subita un’episiotomia
C’è una ferita, che va trattata con cura. È l’episiotomia, cioè l’incisione del perineo (il muscolo che c’è tra la vagina e l’ano) per allargare il canale del parto e facilitarlo. “I primi giorni dopo la nascita del bebè, è meglio non stare troppo tempo in piedi per evitare di sottoporre la parte incisa al peso degli organi interni” consiglia Carmen Martella, ostetrica all’Ospedale San Giuseppe di Milano. “Questo non significa astenersi dagli esercizi per il pavimento pelvico. Vanno fatti, ma solo in posizione sdraiata. Infine, per almeno 40 giorni dopo il parto è meglio evitare la piscina, così da mettersi al riparo da possibili infezioni, e la bicicletta”.
giovedì 11 febbraio 2010
Taglio cesareo:farlo solo quando serve veramente,ecco le nuove linee guida
| 11-02-10 | |
| SALUTE: TAGLIO CESAREO, MA SOLO QUANDO SERVE. VARATA LINEA GUIDA | |
(ASCA) - Roma, 11 feb - Migliorare la comunicazione tra le donne e gli operatori sanitari sulle modalita' di parto: questo l'obiettivo della Linea Guida ''Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole'' elaborata dal Sistema nazionale per le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanita' e presentata oggi. Il documento affronta i quesiti riconducibili al tema piu' generale della patient oriented care. Una scelta nata anche dal continuo aumento in Italia di parti con taglio cesareo: si e' passati dall'11% del 1980 al 38% del 2008. Si rileva inoltre una spiccata variabilita' su base interregionale con valori tendenzialmente piu' bassi nell'Italia settentrionale e piu' alti nel meridione: si va dal 23% nella Provincia autonoma di Trento e in Friuli-Venezia Giulia al 62% in Campania. L'Italia presenta a livello europeo la piu' alta percentuale di cesarei, seguita dal Portogallo con il 33%, mentre negli altri paesi si registrano valori inferiori al 30% che scendono al 15% in Olanda e al 14% in Slovenia. Sulla base di queste considerazioni, il Sistema nazionale per le linee guida dell'Istituto superiore di sanita' (SNLG-ISS) ha incluso nel proprio programma di sviluppo di raccomandazioni per la pratica clinica una linea guida sul taglio cesareo. In particolare, il piano prevede di elaborare due distinti documenti, da realizzare in momenti diversi, con il coinvolgimento del medesimo panel di esperti. I principali temi trattati riguardano informazioni da offrire alle gestanti sulle modalita' di parto, i contenuti e i tempi di acquisizione del consenso informato, e l'eventuale richiesta materna di taglio cesareo in assenza di motivazioni cliniche. La comunicazione e' infatti - sottolineano gli esperti - un aspetto fondamentale. Sebbene non ci siano prove che indichino un'associazione tra l'offerta di informazione e la riduzione dei tagli cesarei, alcuni trial clinici hanno mostrato che interventi adeguati sono in grado di promuovere le conoscenze e il grado di soddisfazione delle donne, ridurre la paura e l'ansia e migliorare i processi decisionali e l'esperienza soggettiva legata al parto. Il modello della costruzione del consenso e' inoltre fondamentale per evitare che la donna deleghi tutte le decisioni al medico e che poi, in caso di problemi, ricorra alla denuncia medico-legale. Le raccomandazioni sono rivolte ai professionisti della salute coinvolti nel percorso di assistenza alla nascita e alle future mamme. E' stata inoltre predisposta una versione divulgativa specificamente rivolta alle donne, ''Taglio cesareo solo quando serve''. res-mpd/mcc/ss | |
mercoledì 16 dicembre 2009
parto cesareo:ecco un racconto da pianeta mamma
Il parto cesareo per me è sempre stato sinonimo di tranquillità e rapidità, un metodo “indolore” - sotto ogni punto di vista - per far nascere i bambini. Il gran numero di persone che ricorrevano al cesareo programmato - non solo per motivi medici ma semplicemente per comodità - mi confermava la bontà del metodo fino a quando non ci sono passata in prima persona: la diagnosi di un fibroma di 10 cm sulla parete destra dell'utero mi impediva di partorire naturalmente ed il cesareo diventava un passaggio obbligato.
La prima reazione è stata di delusione perché il mio primo figlio era nato con un parto naturale che, grazie all'epidurale, oggi ricordo quasi come una passeggiata nonostante le 18 ore di travaglio. Con il cesareo però, avrei evitato anche quel poco che avevo patito, avrei conosciuto il giorno esatto del parto e questo mi consentiva di organizzarmi meglio, una cosa che non mi dispiaceva affatto avendo già un bambino di 4 anni a cui pensare.continua
La prima reazione è stata di delusione perché il mio primo figlio era nato con un parto naturale che, grazie all'epidurale, oggi ricordo quasi come una passeggiata nonostante le 18 ore di travaglio. Con il cesareo però, avrei evitato anche quel poco che avevo patito, avrei conosciuto il giorno esatto del parto e questo mi consentiva di organizzarmi meglio, una cosa che non mi dispiaceva affatto avendo già un bambino di 4 anni a cui pensare.continua
Iscriviti a:
Post (Atom)
Il presente Blog è aggiornato senza alcuna periodicità e non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001. Qualora immagini, video o testi violassero eventuali diritti d'autore siete pregati di segnalarlo e verranno rimosse.
Avviso sulla privacy:
Per pubblicare gli annunci sul nostro sito web utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare questi dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni a questo proposito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, fai clic qui.
