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sabato 18 dicembre 2010
COME AIUTARE LA DIGESTIONE NATURALMENTE SENZA L'AUSILIO DI FARMACI
Amari - Cose come cicoria, insalata amara, olive, aceto di sidro e tinture a base di erbe amari . Questi possono essere utilizzati solo prima di mangiare per aiutare i succhi digestivi liberazione, fondamentalmente si tratta di provocare il rilascio di bile ed enzimi della cistifellea e fegato i grassi che aiutano a ripartizione, e proteine. Per me l'introduzione di amari regolari (soprattutto prima dei pasti di grandi dimensioni) ha avuto un impatto enorme quando si tratta di migliorare la digestione.LEGGI TUTTO ALLA FONTEhttp://zentofitness.com/quick-tips-to-improve-digestion/
mercoledì 7 aprile 2010
Come migliorare la digestione,ridurre il senso di gonfiore e il mal di stomaco senza medicinali
Mal di stomaco, gonfiore e difficolta’ digestive: in 3 casi su 4 si tratta di dispepsia funzionale. I rimedi dolci per metterla a tacere funzionano!
A meno che alla base vi siano reflusso gastroesofageo, ulcera o esofagiti, quando parliamo di disturbi digestivi ci riferiamo alla cosiddetta dispepsia funzionale. I suoi sintomi non sono spiegabili attraverso una vera e propria malattia: ci sono, li sentiamo, danno fastidio, ma non sono riconducibili a patologie specifiche dell’apparato gastrointestinale. E generalmente si traducono in una sensazione di peso o sazietà già dopo pochi bocconi, bruciore, gonfiore, sonnolenza e mal di stomaco.
A scatenare questi sintomi può essere non solo l’alimentazione squilibrata, ma anche gli stress psicofisici, l’ansia o la depressione. Pensiamo, ad esempio, al malessere che possono provocare le preoccupazioni per il lavoro, per la crisi economica o per la famiglia, o il dolore per i problemi di coppia: queste situazioni di stress emotivo possono comportare un aumento della sensibilità viscerale. E che dire del fumo? Secondo le più recenti ricerche raddoppierebbe le probabilità di dispepsia!
Come mettere un freno alla cattiva digestione?
• Intanto con una serie di accorgimenti a tavola: mangiando lentamente, a piccoli bocconi, evitando cibi grassi, formaggi fermentati, intingoli pesanti e bevande gassate. Sì, invece a pasta con condimenti semplici, verdura, frutta, pesce e carne bianca
• Smettendo da subito di fumare e dando un taglio agli alcolici
• Cominciando a svolgere un po’ di attività fisica, in modo da regolarizzare l’attività di stomaco e intestino (no, invece, alla pennichella dopo mangiato)
• Abituandosi a dormire con la testa sollevata, per ridurre il reflusso
• Facendo attenzione ai chili di troppo
• Affidandosi alla natura. I rimedi per stare bene, contrastando la cattiva digestione e gli spasmi provocati dallo stress, sono melissa, camomilla e passiflora. Per ostacolare l’acidità, ridurre il reflusso e l’infiammazione, si può ricorrere a calamo, angelica, tiglio, pioppo, salice, malva, altea, semi di lino, aloe, finocchio e liquirizia. Non dimentichiamo poi ananas e papaya fermentata, coadiuvanti nello svuotamento dello stomaco
• Se, oltre ai disturbi digestivi, notiamo da un certo periodo un problema imbarazzante, che sta modificando anche il nostro modo di vivere e di relazionarci con gli altri, cioè l’aerofagia, potrebbe essere utile abbinare agli estratti vegetali di cui abbiamo appena parlato del carbone vegetale, utile per contrastare gas e tensione addominale, o deifermenti lattici per riequilibrare l’ecosistema intestinale.
A meno che alla base vi siano reflusso gastroesofageo, ulcera o esofagiti, quando parliamo di disturbi digestivi ci riferiamo alla cosiddetta dispepsia funzionale. I suoi sintomi non sono spiegabili attraverso una vera e propria malattia: ci sono, li sentiamo, danno fastidio, ma non sono riconducibili a patologie specifiche dell’apparato gastrointestinale. E generalmente si traducono in una sensazione di peso o sazietà già dopo pochi bocconi, bruciore, gonfiore, sonnolenza e mal di stomaco.
A scatenare questi sintomi può essere non solo l’alimentazione squilibrata, ma anche gli stress psicofisici, l’ansia o la depressione. Pensiamo, ad esempio, al malessere che possono provocare le preoccupazioni per il lavoro, per la crisi economica o per la famiglia, o il dolore per i problemi di coppia: queste situazioni di stress emotivo possono comportare un aumento della sensibilità viscerale. E che dire del fumo? Secondo le più recenti ricerche raddoppierebbe le probabilità di dispepsia!
Come mettere un freno alla cattiva digestione?
• Intanto con una serie di accorgimenti a tavola: mangiando lentamente, a piccoli bocconi, evitando cibi grassi, formaggi fermentati, intingoli pesanti e bevande gassate. Sì, invece a pasta con condimenti semplici, verdura, frutta, pesce e carne bianca
• Smettendo da subito di fumare e dando un taglio agli alcolici
• Cominciando a svolgere un po’ di attività fisica, in modo da regolarizzare l’attività di stomaco e intestino (no, invece, alla pennichella dopo mangiato)
• Abituandosi a dormire con la testa sollevata, per ridurre il reflusso
• Facendo attenzione ai chili di troppo
• Affidandosi alla natura. I rimedi per stare bene, contrastando la cattiva digestione e gli spasmi provocati dallo stress, sono melissa, camomilla e passiflora. Per ostacolare l’acidità, ridurre il reflusso e l’infiammazione, si può ricorrere a calamo, angelica, tiglio, pioppo, salice, malva, altea, semi di lino, aloe, finocchio e liquirizia. Non dimentichiamo poi ananas e papaya fermentata, coadiuvanti nello svuotamento dello stomaco
• Se, oltre ai disturbi digestivi, notiamo da un certo periodo un problema imbarazzante, che sta modificando anche il nostro modo di vivere e di relazionarci con gli altri, cioè l’aerofagia, potrebbe essere utile abbinare agli estratti vegetali di cui abbiamo appena parlato del carbone vegetale, utile per contrastare gas e tensione addominale, o deifermenti lattici per riequilibrare l’ecosistema intestinale.
martedì 6 aprile 2010
Alito cattivo,meteorismo,cattiva digestione,intestino pigro,sono tutti correlati tra loro ecco che fare
Regolarizzare digestione ed evacuazione sono le parole d’ordine per avere un alito fresco e sano. Oltre, naturalmente, a un’accurata igiene orale
Ci laviamo i denti dopo ogni pasto, utilizziamo il filo interdentale, non siamo fumatori e di norma non mangiamo pesci o carni dal sapore forte, aglio e cipolla, asparagi e formaggi tipo gorgonzola. Stiamo addirittura attenti alla pulizia della lingua, con un normale spazzolino oppure particolari raschietti che permettono di asportare la placca. E nonostante tutto, spesso ci accorgiamo di avere l’alito cattivo.CERCA ANCHE QUI Come è possibile? Semplice: non sempre la causa dell’alitosi risiede nel cavo orale, ma può derivare dalle difficoltà digestive o dall’irregolarità intestinale. La putrefazione del cibo all’interno dello stomaco o dell’intestino può infatti produrre gas o composti volatili che, se l’organismo non riesce velocemente a inattivare, entrano in circolo e vengono eliminati attraverso i polmoni con la respirazione. Contro l’alito cattivo è importante dunque stimolare la motilità gastrica e intestinale, spesso messa a dura prova da stress, ansia o cattiva alimentazione. Come? Con l’olio essenziale di finocchio, ad esempio, o con integratori specifici di fibre che, oltre a regolarizzare l’evacuazione e velocizzare il transito, riducono i gonfiori di stomaco e pancia e i conseguenti dolori al basso ventre. Altre regole importanti sono quella di bere tanta acqua, per idratare e ammorbidire le feci, e quella di assumere molte fibre attraverso l’alimentazione, perché normalizzano e migliorano il funzionamento della flora intestinale. Infine, per effettuare un ripulisti generale dell’organismo, si possono utilizzare piante come il carciofo, il tarassaco, la betulla, la mela, il cardo mariano, il tè verde e tante altre, che aiutano ad eliminare le tossine, a far lavorare bene i reni e il fegato e a migliorare la digestione, evitando così il ristagno del cibo. Quanto alle fibre “anti-stipsi”, per avere benefici se ne dovrebbero assumere circa 30 grammi al giorno. Per raggiungere questo quantitativo basta prendere a colazione qualche biscotto integrale, consumare a pranzo o a cena almeno una porzione abbondante di verdura e riservare la frutta fresca o cotta a merenda. Attenzione però al rovescio della medaglia: all’inizio, quando si aumentano le fibre, è inevitabile avere un po’ di meteorismo (aria nella pancia), perché fermentano nell’intestino producendo sostanze gassose.CERCA ANCHE QUI Ma, tranquilli: con il tempo il fenomeno si riduce. In aggiunta al cibo, si possono assumere nutraceutici ad hoc contenenti fibre solubili, triptofano e vitamine capaci di richiamare acqua all’intestino e ammorbidire le feci facilitandone il passaggio e l’evacuazione. Questi “regolatori fisiologici” migliorano il nostro rapporto con l’intestino, il nostro sistema immunitario, la bellezza della nostra pelle e, naturalmente, la purezza del nostro alitohttp://www.forumsalute.it/community/forum_92_e_commerce/thrd_136083_alito_cattivo_filo_diretto_con_l_intestino_1.html
Ci laviamo i denti dopo ogni pasto, utilizziamo il filo interdentale, non siamo fumatori e di norma non mangiamo pesci o carni dal sapore forte, aglio e cipolla, asparagi e formaggi tipo gorgonzola. Stiamo addirittura attenti alla pulizia della lingua, con un normale spazzolino oppure particolari raschietti che permettono di asportare la placca. E nonostante tutto, spesso ci accorgiamo di avere l’alito cattivo.CERCA ANCHE QUI Come è possibile? Semplice: non sempre la causa dell’alitosi risiede nel cavo orale, ma può derivare dalle difficoltà digestive o dall’irregolarità intestinale. La putrefazione del cibo all’interno dello stomaco o dell’intestino può infatti produrre gas o composti volatili che, se l’organismo non riesce velocemente a inattivare, entrano in circolo e vengono eliminati attraverso i polmoni con la respirazione. Contro l’alito cattivo è importante dunque stimolare la motilità gastrica e intestinale, spesso messa a dura prova da stress, ansia o cattiva alimentazione. Come? Con l’olio essenziale di finocchio, ad esempio, o con integratori specifici di fibre che, oltre a regolarizzare l’evacuazione e velocizzare il transito, riducono i gonfiori di stomaco e pancia e i conseguenti dolori al basso ventre. Altre regole importanti sono quella di bere tanta acqua, per idratare e ammorbidire le feci, e quella di assumere molte fibre attraverso l’alimentazione, perché normalizzano e migliorano il funzionamento della flora intestinale. Infine, per effettuare un ripulisti generale dell’organismo, si possono utilizzare piante come il carciofo, il tarassaco, la betulla, la mela, il cardo mariano, il tè verde e tante altre, che aiutano ad eliminare le tossine, a far lavorare bene i reni e il fegato e a migliorare la digestione, evitando così il ristagno del cibo. Quanto alle fibre “anti-stipsi”, per avere benefici se ne dovrebbero assumere circa 30 grammi al giorno. Per raggiungere questo quantitativo basta prendere a colazione qualche biscotto integrale, consumare a pranzo o a cena almeno una porzione abbondante di verdura e riservare la frutta fresca o cotta a merenda. Attenzione però al rovescio della medaglia: all’inizio, quando si aumentano le fibre, è inevitabile avere un po’ di meteorismo (aria nella pancia), perché fermentano nell’intestino producendo sostanze gassose.CERCA ANCHE QUI Ma, tranquilli: con il tempo il fenomeno si riduce. In aggiunta al cibo, si possono assumere nutraceutici ad hoc contenenti fibre solubili, triptofano e vitamine capaci di richiamare acqua all’intestino e ammorbidire le feci facilitandone il passaggio e l’evacuazione. Questi “regolatori fisiologici” migliorano il nostro rapporto con l’intestino, il nostro sistema immunitario, la bellezza della nostra pelle e, naturalmente, la purezza del nostro alitohttp://www.forumsalute.it/community/forum_92_e_commerce/thrd_136083_alito_cattivo_filo_diretto_con_l_intestino_1.html
mercoledì 21 ottobre 2009
mal di testa da digestione difficile?ecco il rimedio
Contro la cefalea digestiva
Il rimedio migliore per combattere la cefalea digestiva è il coriandolo (Coriandrrum sativum), da migliaia di anni usata come erba digestiva. Il primo segnale infatti di una cattiva digestione è il mal di testa che sopraggiunge immediatamente dopo il pranzo.
Conosciuto per il suo utilizzo alimentare (salse e condimenti) soprattutto per il suo sapore speziato, per il suo aroma che combina assieme salvia e agrume, e liquoristico (amari e vermouth), è un ottimo sedativo contro le forme colitiche e nella riduzione di fenomeni diarroici. Insostituibile nell'alleviare il senso di pienezza gastrica, la digestione lenta e gli spasmi gastrici.
Conosciuta anche con il nome di "prezzemolo cinese", è tra le erbe digestive più sicure, va però usata in dosi medicinali soltanto sotto controllo medico. In caso di diarrea o disordini gastrici conseguenti al trattamento, interromperne prontamente l’assunzione. In caso di effetti indesiderati è sempre bene consultare il medico.
Consigli d’uso
1 o 2 cps, due-tre volte al giorno, subito dopo pranzo.
Mettete in infusione un cucchiaino di coriandolo in una tazza di acqua bollente, per 15 minuti. Filtrate e bevetene un cucchiaio di infuso dopo il pasto, conservando il resto in frigorifero.
Per uso esterno, cospargete il coriandolo polverizzato su tagli o sbucciature dopo averli accuratamente lavati con acqua e sapone. Il coriandolo infatti conterrebbe sostanze che inibirebbero l’attacco di certi batteri e funghi.
farmacia.it web
Il rimedio migliore per combattere la cefalea digestiva è il coriandolo (Coriandrrum sativum), da migliaia di anni usata come erba digestiva. Il primo segnale infatti di una cattiva digestione è il mal di testa che sopraggiunge immediatamente dopo il pranzo.
Conosciuto per il suo utilizzo alimentare (salse e condimenti) soprattutto per il suo sapore speziato, per il suo aroma che combina assieme salvia e agrume, e liquoristico (amari e vermouth), è un ottimo sedativo contro le forme colitiche e nella riduzione di fenomeni diarroici. Insostituibile nell'alleviare il senso di pienezza gastrica, la digestione lenta e gli spasmi gastrici.
Conosciuta anche con il nome di "prezzemolo cinese", è tra le erbe digestive più sicure, va però usata in dosi medicinali soltanto sotto controllo medico. In caso di diarrea o disordini gastrici conseguenti al trattamento, interromperne prontamente l’assunzione. In caso di effetti indesiderati è sempre bene consultare il medico.
Consigli d’uso
1 o 2 cps, due-tre volte al giorno, subito dopo pranzo.
Mettete in infusione un cucchiaino di coriandolo in una tazza di acqua bollente, per 15 minuti. Filtrate e bevetene un cucchiaio di infuso dopo il pasto, conservando il resto in frigorifero.
Per uso esterno, cospargete il coriandolo polverizzato su tagli o sbucciature dopo averli accuratamente lavati con acqua e sapone. Il coriandolo infatti conterrebbe sostanze che inibirebbero l’attacco di certi batteri e funghi.
farmacia.it web
lunedì 2 febbraio 2009
Rimedi naturali contro la digestione lenta
pubblicato: lunedì 02 febbraio 2009 da fritha in: Rimedi e Prodotti Naturali Piante e Erbe Officinali Infusi e tisane
La digestione lenta, non necessariamente difficile accompagnata da dolori addominali, colpisce molti di noi e le cause possono essere svariate. Svariati sono anche i rimedi ma quello che vi proponiamo oggi è, oltre che naturale, anche semplicissimo da preparare e gradevole da bere. Si tratta di un infuso di erbe.
Gli ingredienti necessari sono 2 cucchiai di fiori di camomilla, 1 cucchiaio di foglie di salvia, 2 cucchiai di foglie di basilico e 1 cucchiaio di foglie d’arancio. Se la stagione non consente l’utilizzo di erbe fresche, optate pure per la versione essiccata, che trovate facilmente in erboristeria.
Lasciate gli ingredienti in infusione per venti minuti in un litro d’acqua che avrete portato ad ebollizione. Lasciate intiepidire e bevete dopo i pasti. Ne basta un bicchierino, che volendo potrete addolcire con il miele ma che è gradevolissimo e fresco anche da solo e anche da consumare freddo.
http://www.benessereblog.it/post/2589/rimedi-naturali-contro-la-digestione-lenta
La digestione lenta, non necessariamente difficile accompagnata da dolori addominali, colpisce molti di noi e le cause possono essere svariate. Svariati sono anche i rimedi ma quello che vi proponiamo oggi è, oltre che naturale, anche semplicissimo da preparare e gradevole da bere. Si tratta di un infuso di erbe.
Gli ingredienti necessari sono 2 cucchiai di fiori di camomilla, 1 cucchiaio di foglie di salvia, 2 cucchiai di foglie di basilico e 1 cucchiaio di foglie d’arancio. Se la stagione non consente l’utilizzo di erbe fresche, optate pure per la versione essiccata, che trovate facilmente in erboristeria.
Lasciate gli ingredienti in infusione per venti minuti in un litro d’acqua che avrete portato ad ebollizione. Lasciate intiepidire e bevete dopo i pasti. Ne basta un bicchierino, che volendo potrete addolcire con il miele ma che è gradevolissimo e fresco anche da solo e anche da consumare freddo.
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