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sabato 30 aprile 2011

Alimentazione adatta per abbassare la pressione

Cosa è opportuno mangiare con la pressione alta? Ecco alcuni consigli utili dedicatai alla dieta per chi soffre di ipertensione. E’ importante seguire una dieta iposodica: troppo spesso si consumano dosi eccessive di sale tuttavia questa pericolosa abitudine può favorire la ritenzione di liquidi e l’insorgere di malattie come l’ipertensione arteriosa. La pressione alta può colpire persone di qualsiasi età e può causare l’insorgere di malattie quali infarto, scompenso cardiaco, ictus cerebrale, insufficenza renale e cecità. Ecco una serie di consigli utili per sapere cosa mangiare quando si soffre di pressione alta.

La pressione alta è un’aumento della pressione arteriosa: molto spesso le cause alla base del disturbo rimangono sconosciute e in questi casi si parla di ipertensione essenziale.

Non sempre è presente una sintomatologia della patologia, per questo è molto importante un controllo periodico della pressione arteriosa, oltre a chiedere un consulto medico per la dieta più opportuna da seguire.

Il valore di soglia per la pressione alta è di 140 per la massima e 90 di minima: se i valori di pressione sono inferiori a questa soglia allora il soggetto non è iperteso, se i valori sono uguali o superiori alla soglia il soggetto è iperteso.

Il trattamento dell’ipertensione non è sempre semplice, poiché a causa della personalizzazione della cura farmacologica possono esserci varianti fondamentali.

Il sodio è un sale che favorisce l’innalzamento della pressione arteriosa: per questo, ai fini del benessere dell’organismo, è importante ridurne le quantità.

Eliminando il sodio si elimina anche il potassio, sale minerale molto utile all’organismo, per questo è opportuno integrare la perdita di questo minerale.

In particolare si consigliano frutta e verdura: tra le verdure sono da preferire aglio, cipolla, porri, asparagi, che sembra abbiano proprietà antipertensive, nonché protettivi dell’apparato cardiocircolatorio.

Si raccomandano finocchi, zucchine, ravanelli, cetrioli, pomodori, insalate, in particolare l’insalata scarola, ricca d’acqua.

Evitate formaggi stagionati, insaccati, dolciumi industriali e fritti.

Tra i frutti da consumare per chi soffre di ipertensione ananas, anguria, melone, tuttavia non abusate di frutta eccessivamente zuccherina, come l’uva, seppur ricca di antiossidanti.



fonte

lunedì 28 febbraio 2011

Nuovo strumento per misurare la pressione,piccolo e più preciso dello sfigmomanometro

Un nuovo dispositivo per misurare la pressione sanguigna potrebbe presto modificare uno dei gesti medici più ripetuti al mondo. Un team di ricercatori provenienti da Gran Bretagna e Singapore ha sviluppato uno strumento grande quanto un orologio da polso che grazie ad un sensore elettronico è in grado di misurare le pulsazioni arteriose. Dati che confrontati con quelli rilevati dallo sfigmomanometro, il tradizionale braccialetto della pressione, permettono di stabilire con più precisione la pressione dell’aorta sul cuore. “Conoscere la pressione dell’aorta, che è più vicina al cuore e ha valori sempre un po’ più bassi rispetto a quelli misurati sul braccio - spiegaBryan Williams dell’Università di Leicester - permetterà di valutare meglio i rischi e i benefici di eventuali trattamenti”. Il progetto, che è stato finanziato dal ministero della Salute britannico con circa 2,2 milioni di sterline, consentirà nelle intenzioni dei ricercatori una misurazione più ampia e diffusa del rischio cardiovascolare, perché le dimensioni e la facilità d’uso dello strumento rendono più semplice anche l’utilizzo casalingo da parte degli stessi pazienti.http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12768-pressione-alta-per-misurarla-c-e-l-orologio-da-polso?refresh_ce

lunedì 31 gennaio 2011

abbassare la pressione naturalmente con fragole e mirtilli

Fragole e mirtilli come antipertensivi

Il consumo di almeno una porzione alla settimana ridurrebbe del 10% il rischio, soprattutto negli under 60

Una bella coppa di fragole e frutti di bosco per tener lontana la pressione alta: lo suggerisce una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui basterebbe mangiare almeno una porzione a settimana di fragole e mirtilli per ridurre di circa il 10 per cento la probabilità di ipertensione.

mercoledì 27 ottobre 2010

IPERTENSIONE:IL SALE DI POTASSIO ABBASSA LA PRESSIONE


I sali di potassio abbassano la pressione
I sali di potassio abbassano la pressione
MILANO - Il potassio come "antipertensivo naturale": lo propongono alcuni ricercatori tedeschi dopo aver misurato l'introito di sali di potassio in 21 Paesi, dimostrando che aumentarne il consumo potrebbe ridurre la pressione della popolazione tanto quanto dimezzare il sale "cattivo", ovvero quello da cucina abitualmente usato ogni giorno.
STUDIO - Linda van Mierlo, ricercatrice all'università tedesca di Wageningen, assieme ai suoi collaboratori ha misurato il consumo di potassio in 21 Paesi, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Nuova Zelanda all'Olanda: i risultati, pubblicati sugli Archives of Internal Medicine, dimostrano che l'apporto giornaliero di potassio varia da 1.7 a 3.7 grammi al giorno, ovvero parecchio meno rispetto ai 4.7 grammi raccomandati. «Se il consumo di potassio aumentasse fino al livello consigliato, la pressione sistolica dei cittadini di questi Paesi calerebbe, con un effetto paragonabile alla riduzione di 4 grammi al giorno di sale. Il bilancio fra introito di potassio e introito di sodio è infatti basilare nella prevenzione dell'ipertensione», dice la van Mierlo.CONTINUA SU LASTAMPA

sabato 16 ottobre 2010

PRESSIONE ALTA.mangiare anguria la contrasta

Fetta-di-Cocomero-Anguria (copia)

Contro la pressione alta
un aiuto dall’anguria



Ha un basso apporto calorico pur essendo dolce, è ricca di fibre e nutrienti e non presenta controindicazioni: l`anguria, secondo uno studio pilota condotto dai ricercatori della Florida State University Usa) guidati da Bahram Arjmandi, è in grado di contrastare la preipertensione, una delle patologie che precedono l`insorgenza delle malattie cardiovascolari.continua sull'articolo originale

venerdì 23 luglio 2010

Per tenere sotto controllo la pressione e dimagrire basta bere acqua

acqua
n Italia una raccolta di firme proverà a proclamare l'acquacome bene pubblico e no come bene privato, mentre in America si scoprono nuovi benefici di questo liquido che compone oltre la metà del nostro organismo e di cui non possiamo fare a meno.
avid Robertson, farmacologo e neurologo alla Vanderbilt University di Nashville, in Tennessee, ha pubblicato una nuova ricerca su Hypertension, sugli effetti dell'acqua che ha un valore ipertensivo nei pazienti senza baroriflesso, privi cioè del sistema che mantiene la pressione nella norma.
tudiando i topi ha potuto constatare che il motivo per cui l'acqua aumenta la pressioneè che 'diluisce il sangue in partenza dallo stomaco, riducendo quindi la concentrazione dei sali che vi sono presenti; questo allerta l'organismo, attiva il sistema simpatico e fa aumentare la pressione del sangue per riportare la concentrazione dei sali nella norma, attraverso l'azione di una proteina chiamata Trpv4'.
ome spiega su Repubblica il dottor Robertson: 'Questa attivazione comporta un maggior dispendio energetico. Ho calcolato che semplicemente bevendo ogni giorno un litro e mezzo di acqua, senza cambiare niente altro nella dieta, si possono perdere oltre due chili nel giro di un anno. Non è la risposta ai nostri problemi di peso, ma di certo è interessante pensare che una semplice iperattivazione del sistema simpatico possa comportare un tale effetto'.
noltre questo chiarisce perché quando mancano gli zuccheri e si hanno degli svenimenti è necessaria dell'acqua, infatti mezzo litro d'acqua prima del prelievo abbassa del 20 per cento la probabilità di perdere i sensi: 'Non è un effetto da poco: molti donatori non ripetono l'esperienza se svengono dopo aver dato il sangue. Il numero dei donatori può crescere adottando uno stratagemma semplice, semplicissimo: come bere un bicchiere d'acqua'.http://magazine.excite.it/lacqua-fa-bene-al-cuore-N49234.html

mercoledì 30 giugno 2010

Buona notizia per chi ha la pressione alta,un pezzo di cioccolata al giorno aiuta la circolazione

Una riduzione fino al 5% in soggetti con ipertensione

L’ipertensione è una patologia che colpisce una sempre più larga fetta della popolazione. Tra i primi interventi, oltre a quello farmacologico, c’è sempre un controllo sulla dieta. In particolare si tende a ridurre l’apporto di sale e a controllare altri tipi di alimenti.
A chi, però, sarebbe venuto in mente che mangiare un pezzo di cioccolato al giorno potesse essere una pratica salutare anziché un peccato di gola?Ai ricercatori australiani dell’Università di Adelaide sì, tanto che hanno deciso di condurre uno studio in merito.
Secondo al dottoressa Karin Ried e colleghi, non sempre c’è bisogno di ricorrere ai farmaci per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Ci sono, difatti, alcuni tipi di alimenti che possono contribuire ad aiutare a mantenerla a livelli adeguati. Uno di questi è il cioccolato che, grazie alla presenza di flavonoli, può aprire in maniera del tutto naturale i vasi sanguigni e facilitare lo scorrimento del sangue. La migliore circolazione e l’allargamento delle arterie abbassa di conseguenza la pressione.
I ricercatori australiani che hanno pubblicati i risultati del loro studio sulla rivista “BMC Medicine”, ritengono che l’assunzione quotidiana di una certa misura di cioccolato abbia un effetto sulla pressione arteriosa pari a trenta minuti di quotidiano moderato esercizio fisico come una passeggiata o del nuoto.
Dai risultati ottenuti su persone con ipertensione si è valutato un calo della pressione arteriosa fino 5%. Tuttavia, spiegano i ricercatori, saranno necessari ulteriori studi per poter stabilire al meglio qual è la dose necessaria per ottenere risultati degni di nota.
In definitiva, mangiare un pezzo di cioccolato fondente e ricco di sostanze antiossidanti e flavonoli può far bene anche alla pressione, non dimenticando però che il problema ipertensione non è da sottovalutare e va affrontato con l’aiuto di uno specialista.
(lm&sdp)

mercoledì 17 marzo 2010

Insufficienza renale:stile di vita,sintomi,dialisi,esami e controlli



La salute dei reni:
insufficienza e anemia,
le cinque cose da sapere



I reni sono necessari alla vita

VERO – I reni sono due organi vitali e instancabili che svolgono importanti funzioni, necessarie all’equilibrio e al corretto funzionamento dell’organismo. La loro principale funzione è la depurazione del sangue e l’eliminazione delle scorie del metabolismo. Durante le 24 ore della giornata tutto il nostro sangue (circa 5 litri) è filtrato e depurato dai reni ben 40 volte, per un totale di quasi 200 litri filtrati ogni giorno. L’urina è il risultato dell’attività di filtrazione e depurazione svolta dai reni.

Un sano stile di vita aiuta a prevenire l’insufficienza renale

VERO – È buona norma garantire all’organismo un’adeguata idratazione seguendo il senso della sete, evitare il fumo, seguire uno stile di vita sano con una regolare attività fisica e una corretta alimentazione. Questi comportamenti sono importanti per contrastare l’insorgere di malattie renali. È inoltre consigliabile non abusare di antidolorifici e analgesici, farmaci che influenzano negativamente la funzionalità renale.

Le persone con insufficienza renale manifestano sintomi evidenti


FALSO – L’insufficienza renale è una malattia silenziosa che comporta la perdita progressiva della funzionalità renale e nella fase iniziale si manifesta senza sintomi, per questo viene spesso trascurata fino alle fasi più avanzate, in cui i pazienti sviluppano serie conseguenze come l’anemia. In Italia si stima che la percentuale di soggetti colpiti oscilli tra il 6 e l’11% della popolazione. Il paziente sta bene fino a quando la funzionalità renale non scende al di sotto del 25%. L’insufficienza renale cronica si sviluppa, infatti, a partire da malattie renali croniche che non guariscono, che si instaurano spesso senza causare alcun disturbo e che danneggiano i reni progressivamente, in genere nel corso di anni. Ci sono, tuttavia, dei segnali che è bene non sottovalutare e che, soprattutto se la loro insorgenza è improvvisa, possono indicare una malattia renale avanzata: pressione alta, senso di stanchezza e debolezza estremi, pallore, insonnia, perdita d’appetito, nausea e vomito, gonfiore alle gambe, caviglie, volto e mani.

Chi è colpito da insufficienza renale deve necessariamente sottoporsi a dialisi

FALSO - Nell’immaginario comune la malattia renale si identifica con la dialisi, ma c’è prima un lungo percorso che il paziente compie. Oggi con le terapie a disposizione questo percorso può durare anni e, se si ha una malattia renale poco progressiva, anche decenni. Nella malattia renale cronica, quando non subentra la dialisi, il paziente può condurre una vita normale, fatta di lavoro, svago e rapporti sociali. La ricerca scientifica ha inoltre portato alla scoperta e all’introduzione di farmaci, le eritropoietine sintetiche, che permettono di intervenire sull’anemia, la conseguenza dell’insufficienza renale cronica che più incide sulla qualità di vita dei pazienti. Prima dell’introduzione di questi farmaci i pazienti si sottoponevano a frequenti trasfusioni di sangue, oggi, con l’introduzione di C.E.R.A. Attivatore Continuo dei Recettori dell’Eritropoietina (metossipolietilenglicole-epoetina beta), è possibile intervenire sui sintomi dell’anemia e mantenere livelli stabili di emoglobina con una sola iniezione mensile

Per tenere sotto controllo la funzionalità renale sono sufficienti un semplice esame delle urine e un controllo della pressione arteriosa

VERO – Per tenere sotto controllo la salute dei reni è consigliabile almeno una volta all’anno controllare la pressione arteriosa e sottoporsi a un esame delle urine, con particolare attenzione alla micro-albuminuria e al valore di emoglobina. Se la pressione arteriosa è elevata o l’esame delle urine non è normale, è opportuno identificare e tenere sotto controllo con il proprio medico il valore della funzionalità renale, determinato dal livello di creatinina (creatininemia) e calcolato con un’apposita formula matematica. Inoltre è importante prestare attenzione ai disturbi della minzione (ad esempio difficoltà e bruciori a urinare) e a situazioni di ipertensione arteriosa e diabete mellito, in quanto possibili cause di insufficienza renale.

a cura di Bruno Cianciaruso, professore di Nefrologia, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Napoli “Federico II”Data: 10-03-2010http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/4211_La_salute_dei_reni:insufficienza_e_anemia_le_cinque_cose_da_sapere.php

venerdì 22 gennaio 2010

Pressione alta:se hai più di 80anni limita le medicine


LONDRA - No ai trattamenti aggressivi contro la pressione alta per i pazienti sopra gli ottant'anni. A dirlo è uno studio britannico che sostiene che gli anziani prendono oggi troppe medicine e in dosaggi troppo alti e questo potrebbe causare più danno che beneficio. Gli scienziati del gruppo Cochrane, che hanno analizzato i dati disponibili sulle cure prescritte ai pazienti over-80 e i loro effetti, sostengono che i medici possono tranquillamente «alleggerire» il trattamento, come si legge sul sito del British Medical Journal. La fascia di persone di 80 anni e più è il segmento della popolazione mondiale che cresce più rapidamente, secondo gli esperti. Nel Regno Unito, per esempio, la popolazione degli 85enni crescerà di un terzo entro il 2020. Più della metà di queste persone avrà bisogno di terapie contro la pressione alta.continua

martedì 29 settembre 2009

controllo della pressione arteriosa:quando,i valori ottimali

fonte: benessere.com



Prevenzione:
CONTROLLO DELL'IPERTENSIONE


E’ utile un controllo periodico della pressione arteriosa?

L’ipertensione arteriosa è uno dei principali e più insidiosi fattori che contribuiscono allo sviluppo delle malattie cardiovascolari, che sono la prima causa di morte ed invalidità nei paesi industrializzati.

In Italia 10 milioni di persone sono ipertesi (circa il 20 % degli adulti e il 35 % degli anziani), poco più della metà sa di esserlo e di questi solo la metà assume una terapia; pertanto meno di un terzo degli italiani affetti da ipertensione arteriosa ha dei valori di pressione soddisfacenti.Questi dati indicano chiaramente come un periodico controllo della pressione arteriosa sia quanto mai consigliabile, anche per soggetti giovani e sani; questo anche alla luce dei sempre minori effetti collaterali e sempre maggiore efficacia della terapia antipertensiva eventualmente instaurabile.

Classifica dei valori pressori, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Pressione arteriosa
(mm di mercurio-mmHg)
Sistolica
(massima)
Diastolica (minima)

ottimale
< 120
< 80

normale
< 130
< 85

borderline (valori limite) *
140-149
90-94

Ipertensione di grado lieve
140-159
90-99

Ipertensione di grado moderato
160-179
100-109

Ipertensione di grado grave
> 180
> 110



* nelle persone anziane una pressione arteriosa fino a 140/90 mmHg è ritenuta ancora soddisfacente

Ci sono poi dei fattori aggiuntivi che influenzano la prognosi del soggetto iperteso:

Presenza dei principali fattori di rischio non modificabili:

Sesso maschile > 55 anni o femminile > 65 anni di età
Diabete melli
Familiarità per malattie cardiovascolari
Presenza dei principali fattori di rischio modificabili:

Fumo di sigaretta
Sedentarietà
obesità
ipercolesterolemia
alcol (in quantità elevata)
dieta non equilibrata
Presenza di danni d’organo:

aumento della massa cardiaca
malattie renali
placche aterosclerotiche alle principali arterie





quando un soggetto, oltre ad essere iperteso, è anche portatore di uno o più dei fattori di rischio sopra elencati, il rischio di incorrere in una malattia invalidante aumenta:

Stratificazione del rischio con associazione tra ipertensione arteriosa ed altri fattori di rischio

Altri fattori di rischio
Ipertensione lieve
Ipertensione moderata
Ipertensione grave

senza altri fattori di rischio




1-2 fattori di rischio




3 o più fattori di rischio




malattie associate






I soggetti rientranti in queste categorie dovranno quindi mostrare ancora più attenzione al controllo dei valori pressori.

venerdì 24 luglio 2009

pressione alta:rimedio semplicissimo per abbassarla velocemente

Riducendo drasticamente il sale la pressione scende immediatamente

Se si riducesse la quantità di sale aggiunto agli alimenti assisteremmo ad una drastica riduzione dell’incidenza dell’ipertensione.

Sembra essere questa la conclusione di un gruppo di studiosi dell’Università del Queensland in Australia che ha stimato che una percentuale tra il 10% e il 20% delle persone soffre di ipertensione resistente (una condizione per la quale nonostante si seguano terapie specifiche i valori della pressione restano alti) e che si assiste ad un rapido abbassamento della pressione se si riduce drasticamente la quantità di sale aggiunto ai cibi.

Eduardo Pimenta e il suo team hanno arruolato una dozzina di pazienti con ipertensione resistente che hanno alternato, settimana dopo settimana, una dita ad alto contenuto di sodio (5.7 grammi al giorno) ed una a basso contenuto di sodio (1.15 grammi al giorno), intervallate da due settimane di pausa tra una dieta e l’altra.

All’inizio dell’esperimento i soggetti avevano valori pressori di 145 su 83 e assumevano in media 3.4 farmaci antipertensivi ciascuno.

Lo studio ha concluso che una drastica riduzione della quantità di sodio assunta ogni giorno provoca una diminuzione di 22.7 mmHg della pressione sistolica e di 9.1 mm Hg di quella diastolica.

Pimenta ha dichiarato su Hypertension che queste osservazioni dimostrano che i soggetti con ipertensione resistente sono estremamente sensibili al sodio e che per loro ridurre in maniera netta il sale è di primaria importanza.

Gli esperti hanno commentato questa ricerca ricordando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità fissa in 5 grammi la quantità massima di sodio che si deve assumere al giorno, ma che in gran parte del mondo industrializzato si superano largamente i 9 grammi.

D’altra parte è estremamente difficile riuscire a calcolare la quantità di sodio che assumiamo: possiamo limitare l’aggiunta di sale sui cibi, ma non siamo certamente in grado di fare una stima di quanto sodio sia contenuto in cibi già pronti o nei diversi prodotti che usiamo in cucina.

venerdì 26 giugno 2009

pressione alta?mangia pesce del pacifico

Pressione alta: nuove speranze da un pesce del Pacifico
da 2 ore 6 minuti

Pensiero Scientifico" Versione stampabile Un pesce appartenente alla famiglia dei Gobidi e che vive nelle acque del Pacifico a piccole profondità potrebbe rappresentare l'ultima frontiera nella ricerca contro l'ipertensione di carattere ereditario. Lo sottolinea uno studio portato avanti da ricercatori inglesi dell
Il motivo sarebbe da ricondurre a una proteina chiamata urotesina II, già identificata e isolata in questi pesci, e considerata una delle chiavi fondamentali nella regolazione della pressione sanguigna in tutti i vertebrati, a partire dai pesci fino all'uomo. “Questa proteina è rimasta pressoché inalterata nel corso dell'evoluzione”, sottolinea Radoslaw Debiec, autore della ricerca.

Evidenze scientifiche hanno già mostrato come una variazione dei livelli di questa proteina comporti un'alterazione della pressione sanguigna nell'uomo, sottolinea l'autore, e studiando a fondo i meccanismi di espressione genica di questa proteina, attraverso i pesci Gobidi appunto, si potrebbe risalire alla vera radice di questo disturbo cronico, con la possibilità di mettere a punto nuovi trattamento farmacologici.

Radoslaw Debiec ha presentato i risultati della sua ricerca al Festival of Postgraduate Research tenutosi lo scorso 25 giugno all'Università di Leicester. Le sue evidenze hanno mostrato come il gene che codifica la proteina urotesina II si mantenga inalterato nell'uomo anche per molte generazioni, “condannando” letteralmente gli individui alla pressione alta già fin dalla loro nascita.

Fonte: Fish Protein Link To Controlling High Blood. University of Leicester; 26 giugno 2009.

stefano massarelli

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