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mercoledì 21 luglio 2010

ALLATTAMENTO:COSA NON SI DEVE ASSOLUTAMENTE FARE!

Il latte materno è l'alimento migliore che esista Non però se la mamma assume droghe, anche solo occasionalmente.
Uno studio spagnolo rivela infatti che nel latte materno possono finire molte pericolose sostanze che possono esser rilasciate nel latte finché l'organismo della mamma non le ha metabolizzate ed eliminate.
Óscar García Algar, co-autore dello studio e pediatra presso l'Hospital del Mar di Barcellona, ha dichiarato che "In generale, si raccomanda di astenersi completamente dal consumo di droga durante l'allattamento, perché le sostanze posso passare direttamente dalla madre al neonato".
L'articolo pubblicato sul Analytical and Bioanalytical Chemistry rivela che  tabacco, caffeina, cocaina rilasciano nel latte una dose rilevante di principii attivi, tanto da interferire con il benessere del neonato.
Il latte delle fumatrici contiene da 0,3 a 36 mcg di nicotina e causa coliche e infezioni respiratorie.
La caffeina (contenuta in caffè, the, drink energetici, cola e medicinali) causa irritabilità e insonnia, meglio non superare i 3 espressi al giorno.
L'eroina filtrata nel latte causa dipendenza fisica nel neonato, mentre un bambino allattato da una madre cocainomane presenta gli stessi effetti di chi consuma dosi massicce di sostanza: pupille dilatate, tachicardia, tremori, pressione alta e irritabilità. Lo stesso vale per le anfetamine.
Pericolosa anche la cannabis, ma nel fumatore occasionale il principio attivo viene metabolizzato più velocemente e le sue tracce spariscono dal latte in circa un giorno.
Non completamente noti i rischi da alcol, ma alcune ricerche suggeriscono che l'abuso possa influenzare il ritmo sonno/veglia e lo sviluppo motorio; aumentato anche il rischio di ipoglicemia. 
I farmaci oppiacei (morfina, codeina ecc) e le benzodiazepine, se assunte sotto controllo medico, non interferiscono con l'allattamento, mentre gli effetti di antidepressivi e antipsicotici non sono ancora noti sul lungo periodohttp://www.donnamoderna.com/starbene/latte-materno-no-uso-droghe-caffeina-nicotina-alcol

mercoledì 27 gennaio 2010

Allattamento artificiale:attente alle dosi,è possibile eccedere e porterebbe danni al bebè


Per tutte quelle mamme che ricorrono all’allattamento artificiale dei loro bambini nei primi quattro mesi, un consiglio, verificate la quantità dichiarata in etichetta pesando il prodotto del misurino.

Il consiglio arriva dopo una ricerca dell’Helmholtz Zentrum München e l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Analizzando 22 formulazioni per neonati, i ricercatori si sono resi conto, che per il 90% di essi, la quantità consigliata in etichetta è maggiore di quella raccomandata dalla Fao e dall’Oms, e che il misurino stesso presenta alcune volte una capacità maggiore e quindi diversa da quella dichiarata.

L’unione di questi due fattori può comportare un dosaggio finale per il neonato fino al 24% maggiore delle dosi consigliate. Quindi un maggiore apporto calorico non previsto, non è consigliabile nei primi mesi di vita, poiché potrebbe essere motivo di obesità futura.http://www.vitadidonna.org/mamme/allattamento/neonati-eccesso-di-calorie-con-allattamento-artificiale-3663.html

giovedì 21 gennaio 2010

Il latte materno protegge il bambino ma è intelligente solo se è intelligente anche la mamma

La poppata non rende intelligenti. E’ la mamma che fa la differenza

di Adele Sarno
Non è il latte materno a influire sullo sviluppo cognitivo dei bambino. E' l'intelligenza dei genitori, e in particolare quella della madre che decide di allattare al seno, a fare la differenza. Ma l'allattamento protegge il bimbo da virus e batteri, dalle allergie e da alcune malattie
Difende dalle allergie, produce anticorpi e sviluppa e rafforza il rapporto tra mamma e bambino. Ma sbaglia chi pensa che il latte materno favorisca lo sviluppo dell'intelligenza del bebè. Né gli acidi grassi né gli omega 3 sono responsabili dell'aumento del QI. Ad analizzare il legame tra sviluppo cognitivo e alimentazione è stata una ricerca della Food Standards Agency (Fsa) e riportata dal Daily Telegraph. Stando all’indagine dei ricercatori i bambini allattati al seno sono intelligenti solo se lo è la madre. L'intelligenza dei bambini, infatti, è fortemente associata a quella dei loro genitori, in particolare a quella delle mamme.

sabato 9 gennaio 2010

Allattamento:perchè allattare,qual'è la corretta alimentazione e quali alimenti evitare

L' allattamento al seno è il modo ideale per nutrire il bambino nel primo anno di vita.
Numerose ricerche, soprattutto negli anni più recenti, hanno documentato i numerosi ed indubbi vantaggi dell' allattamento materno per i neonati, per le madri, le famiglie e per la società. Conosciamo infatti i benefici di salute, nutrizionali, immunologici e sullo sviluppo del bambino, ma anche quelli psicologici, sociali, economici e ambientali.
L'importanza dell'allattamento al seno per la salute del bambino e della mamma è ampiamente evidenziata in numerose ricerche epidemiologiche.
Il latte materno possiede caratteristiche uniche che lo contraddistinguono notevolmente dagli altri alimenti possibili nel primo anno di vita. Un gran numero di ricerche epidemiologiche ha dimostrato che il latte materno e l'allattamento al seno assicurano molteplici vantaggi in termini di salute generale, sulla crescita e sullo sviluppo, diminuendo nello stesso tempo il rischio di contrarre numerose malattie acute e croniche sia nel bambino che nella madre.
Gli studi effettuati in tutto il mondo hanno provato che il latte materno, nel neonato, diminuisce l'incidenza della diarrea, della stenosi ipertrofica del piloro, di enterocolite necrotizzante, di ernia inguinale, di malattie delle basse vie respiratorie, di otite, di sepsi, di meningite batterica e di infezioni delle vie urinarie. Ci sono inoltre un gran numero di studi che hanno dimostrato un possibile effetto protettivo verso la SIDS, il diabete mellito tipo I, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, altre malattie croniche gastrointestinali, i linfomi, le malattie allergiche e il morbo celiaco.continua a leggere

giovedì 10 dicembre 2009

allattare al seno riduce il rischio di diabete per la mamma

L’allattamento al seno


riduce il rischio-diabete

per la mamma





L`allattamento al seno, oltre a giovare al neonato, fa bene anche alla madre: riduce il rischio di sviluppo del diabete fino al 56%. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Diabetes dai ricercatori della Kaiser Permanente, Division of Research, Epidemiology and Prevention Section di Broadway, negli Usa.



La ricerca è stata condotta su 704 donne, che all`inizio dello studio erano incinta del primo figlio, il cui stato di salute è stato monitorato nei 20 anni successivi al parto. Dall`analisi è emerso che le donne che avevano allattato il proprio bambino per almeno un mese correvano un rischio inferiore del 39% di sviluppare il pre-diabete - una sindrome metabolica che può condurre allo sviluppo del diabete mellito e di cardiopatie. Inoltre, se la durata dell`allattamento si protraeva, il pericolo si riduceva fino al 56%.



"Non appare chiaro - spiega Erica Gunderson, ricercatrice del Kaiser Permanente - il modo in cui allattare al seno possa ridurre i fattori di rischio di diabete: gli effetti non sembrano infatti essere collegati a differenze di peso, all`attitudine a svolgere attività fisica o ad altri elementi". Per scoprire il meccanismo alla base di questo fenomeno, saranno deunque necessari ulteriori studi.

Data: 10-12-2009

Autore: Nadia Comerci

http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/3322_L_allattamento_al_senoriduce_il_rischio_diabeteper_la_mamma.php

lunedì 16 novembre 2009

tutto quello che devi sapere sull'allattamento

Naturale o artificiale?




Aumentano le donne che decidono di allattare al seno il loro bambino ma il periodo è ancora troppo breve: se alle dimissioni dall'ospedale allatta l'80% delle neo-mamme, dopo 3 mesi la media scende al 40%. Un dato emerso in occasione del XVI Congresso nazionale della Società Italiana di Psicoprofilassi Ostetrica (SIPPO).

I benefici derivanti dall'allattamento al seno, hanno sottolineato gli esperti, sono ormai noti alla maggioranza delle donne e degli operatori ed è cresciuta la consapevolezza tra le neo-mamme che optano per l'allattamento naturale prima di prendere in considerazione quello artificiale.

Tuttavia, ha affermato la ginecologa e ricercatrice all'Università La Sapienza Paola Ciolli, "non è ancora abbastanza ed è necessario proseguire in un'opera di sensibilizzazione e informazione perché sempre più donne conoscano l'importanza dell'allattamento naturale". Ma, soprattutto, è fondamentale 'accompagnare' le neo-mamme nel loro percorso, dal momento che in moltissime rinunciano ad allattare i propri bambini, prese da una comprensibile ansia, all'insorgere delle prime difficoltà. "Al momento delle dimissioni - ha rilevato Ciolli - 8 donne su 10 allattano al seno ma, già dopo un mese, la percentuale scende al 60%, per attestarsi intorno a poco più del 40% a tre mesi dall'uscita dall'ospedale. Un dato che ci pone in coda rispetto a molti altri paesi europei". "Il fatto - ha aggiunto Ciolli - è che mancano anche degli operatori preparati che aiutino le donne in questo percorso, soprattutto nella fase iniziale". Ed ancora: "Troppo spesso non c'è un'adeguata formazione universitaria sul tema e a ciò si aggiungono anche gli ostacoli posti dalle stesse strutture ospedaliere. Non tutte permettono infatti il rooming-in che - ha precisato l'esperta - consentendo alla madre di stare a diretto contatto col neonato per tutto il tempo, favorisce anche l'allattamento al seno leggi tutto

martedì 4 agosto 2009

gravidanza:prova l'omeopatia e l'omotossicologia per non nuocere al tuo bambino

Nove mesi da vivere naturalmente




L'Omotossicologia durante la gravidanza e l'allattamento


Uno degli aspetti vantaggiosi dell’Omeopatia e dell’Omotossicologia è la possibilità di utilizzare questi farmaci anche in periodi molto particolari della vita ed in nessun periodo come durante la gravidanza la donna è così sensibile ed attenta. In questo bellissimo e delicato momento della loro vita, le future mamme sono particolarmente sensibili anche al consiglio del farmacista. Bene, grazie alla farmacologia omotossicologica, la piccola patologia della gestante può oggi essere affrontata in Farmacia in maniera efficace, veloce, sicura, senza il rischio di effetti collaterali, controindicazioni o sovradosaggio.
La nostra intenzione è quella di essere esaustivi e come sempre molto chiari, e per questa ragione affronteremo questo argomento in due puntate.

Cominceremo nel raccontarvi cosa accade durante la gestazione nell’organismo della futura mamma ed a darvi qualche utile consiglio per meglio affrontare questo magico momento.
Nella seconda parte, che troverete presumibilmente verso la fine del mese, le mamme troveranno un «memento terapeutico» ricco di indicazioni su quali medicinali è opportuno usare in disturbi banali ma fastidiosi, ad esempio, la nausea.

Fin dai primissimi tempi della gravidanza una preoccupazione fondamentale della futura madre è quella di non nuocere al suo bambino. Se è vero infatti che la gravidanza non è una malattia, è altrettanto vero che spessissimo essa si accompagna a piccoli disturbi che vanno talvolta affrontati farmacologicamente, e una donna in gravidanza si pone sempre il problema di quanto possa «far male» un farmaco, anche banale.
I cosiddetti «disturbi in gravidanza», che colpiscono in media una donna su cinque, sono rappresentati fondamentalmente da malattie da raffreddamento e infezioni virali, emicrania e cefalea, nausea, vomito, pirosi gastrica, disturbi della digestione e del sonno, problemi circolatori, distonie neurovegetative e instabilità dell’umore.

Si tratta di disturbi per i quali il ricorso ai farmaci di sintesi potrebbe far pendere la bilancia costi (effetti collaterali)-benefici drammaticamente a favore dei primi, laddove, viceversa, l’uso del rimedio omeopatico trova la sua più alta espressione

Nel corso della gestazione la donna va incontro a modificazioni complesse che riguardano non solo l’apparato genitale ma tutti gli organi, al punto che è giusto affermare che non una sola cellula dell’organismo materno sfugge allo stato di gestazione.

Il Sistema endocrino è sottoposto ad un ovvio superlavoro; il metabolismo deve assestarsi su nuovi e mutevoli equilibri; il Sistema neurovegetativo soffre di una comprensibile labilità; l’Apparato cardiocircolatorio si deve accollare l’onere di rifornire di ossigeno e nutrienti due organismi anziché uno solo; per l’innalzamento del diaframma l’Apparato respiratorio e il Sistema digerente soffrono di una diminuzione dello spazio disponibile, che condiziona inevitabilmente il loro funzionamento; l’Apparato di sostegno e locomotore deve adattarsi ad un peso che cambia velocemente e che può raggiungere anche i 20 Kg in più. Infine, il SNC, a causa dell’ipereccitabilità corticale e delle modificazioni ormonali, induce quella labilità psichica e quella alterazione comportamentale così frequenti nella gestante.

Per questa imponente coorte di modificazioni fisiologico-metaboliche, i farmaci assunti in gravidanza possono provocare effetti diversi da quanto succede in condizioni normali: a causa dell’aumentata irrorazione sanguigna pelle e mucose assorbono molto più velocemente i prodotti applicati localmente, mentre l’assorbimento orale può essere ritardato poiché, sia nello stomaco che nell’intestino tenue, durante la gravidanza, si verifica una diminuzione della motilità e un’alterazione della secrezione. Perciò l’adattamento delle dosi (aumento delle dosi) è di fondamentale importanza per un’efficace terapia in gravidanza (si pensi per esempio alla terapia antibiotica), ma non è detto che la dose minima efficace per la madre sia così «minima» per il feto.
Anche sul nascituro i farmaci hanno effetti diversi, non tutti noti;

La fase di allattamento, infine, seppur meno delicata da questo punto di vista rispetto alla gestazione, può comunque rappresentare un momento di stress per l’organismo del neonato se molecole farmacologicamente attive lo raggiungono attraverso la doppia barriera sangue-latte.

L'approccio omotossicologico alla gestante
Madre e figlio: una simbiosi armonica e omogenea perfetta già nel grembo materno.
Se è vero che le caratteristiche del Sistema immunitario del nascituro si predispongono già durante i nove mesi di gravidanza, il farmacista biologico dovrà innanzitutto tracciare delle linee guida per una gestazione dolce e naturale: per prima cosa sarà bene consigliare una dieta ricca di vitamine e di fibre (con il ricorso eventualmente ad integratori aminoacidici e vitaminici come il SON Formula e il VIT Formula), ribadire con fermezza l’assoluta rinuncia ad alcool e fumo, molto movimento all’aria aperta e una drastica riduzione delle situazioni di stress.

Secondo l’Omotossicologia, infatti, per il mantenimento dello stato di salute, un ruolo fondamentale è giocato dall’equilibrio tra carico tossico che penetra nell’organismo-sistema di flusso in equilibrio dinamico, e capacità di detossificazione, clivaggio delle tossine farmacologiche e ambientali, e drenaggio attraverso i sistemi emuntoriali.

Vediamo dunque il primo passo per l’impostazione di una gravidanza biologica: la detossificazione e il drenaggio del connettivo.
Tra i farmaci più utilizzati a tale scopo ricordiamo il LYMPHOMYOSOT gocce (posologia standard: 10 gtt. per 3 volte al dì): si tratta dell’unico farmaco specifico per il Sistema linfatico, il sistema di vasi che, irrorando il connettivo, contribuisce alla rimozione degli accumuli tossinici depositati ubiquitariamente nei tessuti.

Medicinale che lavora in sinergia con il precedente è GALIUM HEEL gocce (posologia standard: 10 gtt. per 3 volte al dì): la sua azione è riconducibile ad una induzione dei sistemi enzimatici endocellulari deputati alla disattivazione e clivaggio delle tossine, con un effetto positivo sul ricambio connettivale.

Preparati come SOLIDAGO COMPOSITUM fiale (posologia standard: 1 fl da 1 a 3 volte alla settimana) o SOLIDAGO Cosmoplex gocce (posologia standard: 10 gtt per 3 volte al dì; non utilizzare il prodotto nei casi di ipersensibilità al veleno delle api), e LYCOPODIUM COMPOSITUM fiale (posologia standard: 1 fl da 1 a 3 volte alla settimana) o CARDUUS Cosmoplex gocce (posologia standard: 5 gocce per 3 volte al dì), stimolando l’attività escretoria dei rispettivi organi emuntoriali bersaglio (rene per i primi e fegato per i secondi) portano a compimento la terapia di disintossicazione iniziata da Lymphomyosot e Galium Heel. [FINE PRIMA PARTE]

Dr. Simonetta Marucci
Specialista in Endocrinologia ASL 2 Perugia e ASL 3 Spoleto
Docente A.I.O.T.



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