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domenica 18 luglio 2010

VACCINO UNIVERSALE PER TUTTI I TIPI D'INFLUENZA TRA 3 ANNI

La lunga rincorsa fra uomo e virus dell'influenza potrebbe finire con uno sgambetto. Che ci libererà una volta per tutte dalla necessità di preparare un vaccino differente ogni anno e ci metterà al riparo da pandemie improvvise come quella del 2009. Sei settimane impiegò il virus a toccare i quattro angoli del globo, sei mesi servirono alle aziende farmaceutiche per preparare l'antidoto.

Un vaccino universale contro tutte le varianti del virus - anche le più capricciose come quella suina spuntata in Messico la scorsa primavera - è stato messo a punto dai ricercatori americani del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid). Si è dimostrato efficace in topi, scimmie e anche nei furetti (animali colpiti dall'influenza in modo simile all'uomo, e per questo molto usati negli studi sui vaccini). Prima che possa essere somministrato anche alla nostra specie, serviranno almeno altri tre anni di sperimentazioni. Per questo è ancora prematuro parlare di uno sgambetto definitivo al virus, ma a sancire la validità del nuovo siero prodotto a Bethesda ci sono la pubblicazione della ricerca su una rivista quotata come Science e l'uso di una strategia a tenaglia per contrastare le continue mutazioni del virus.

Il vaccino universale funziona infatti grazie a due iniezioni. La prima inocula nell'organismo minuscoli frammenti di Dna, gli stessi che il virus dell'influenza utilizza per assemblare una proteina sulla sua superficie esterna: l'emoagglutinina. Si tratta di un elemento chiave per il microrganismo: è il grimaldello che gli permette di agganciarsi alle cellule delle sue vittime e infettarle. Ed è allo stesso tempo uno dei caratteri che mutano con maggiore rapidità, spiazzando i ricercatori a caccia di una cura definitiva.

L'iniezione del Dna spinge l'organismo stesso a produrre l'emoagglutinina del virus dell'influenza, mettendo in stato di prima allerta il sistema immunitario. A quel punto una seconda iniezione - con un normale vaccino contro l'influenza stagionale - completa l'opera. La reazione dell'organismo contro l'infezione è stata molto più potente del normale, negli animali usati per l'esperimento. E l'immunizzazione ha protetto topi, scimmie e furetti contro tre virus influenzali assai diversi fra loro: uno apparso nel 1934 e particolarmente violento, uno circolato nel 2006, e infine la temibile influenza aviaria del 2007 che nel silenzio ancora oggi continua a infettare uomini e pennuti.

Attualmente un sistema di sorveglianza che copre tutto il globo si occupa di individuare all'inizio dell'anno il virus che colpirà durante l'inverno successivo. Le aziende farmaceutiche si occupano di ritagliare addosso al microrganismo un vaccino che però sarà diventato inutile l'anno successivo a causa delle continue mutazioni di emoagglutinina e altre proteine. "Ma se tutto andrà bene con le sperimentazioni, presto saremo in grado di dare ai bambini un vaccino contro l'influenza capace di proteggerli per tutta la vita, o comunque per molti decenni" promette Gary Nabel, coordinatore dello studio. Anthony Fauci, direttore del Niaid e pioniere della lotta contro l'Hiv (altro virus reso sfuggente dalle mutazioni) aggiunge: "Un vaccino durevole e universale avrà ripercussioni importanti nel controllo dell'influenza". Le prime sperimentazioni sull'uomo del sistema di immunizzazione messo a punto a Bethesda stanno per partire da un momento all'altro. "Un vaccino a largo spettro - spiega Nabel - è anche un'assicurazione contro le epidemie del futuro, contro le quali non abbiamo vaccini stagionali studiati in anticipo".http://www.repubblica.it/scienze/2010/07/18/news/arriva_il_supervaccino_contro_tutte_le_influenze-5655237/?ref=HREC2-2
 

giovedì 29 aprile 2010

Nuovo virus influenzale in Canada,nessuna notizia a parte 9 persone morte

E' un virus misterioso che gli esperti virologi canadesi stanno cercando di identificare. Per ora è certo che non si tratta dello stesso dell'H1N1, il virus influenzale che qualche mese fa ha fatto tremare il mondo. Del nuovo virus influenzale non ci sono altre notizie. Di certo nove persone sono morte in un ospedale della British Columbia (Canada) dall'inizio di aprile per colpa di questo misterioso virus di tipo influenzale che attacca il sistema respiratorio. Dall'inizio di 5 aprile sono state colpite 19 persone degenti al Glengarry Hospital, dove sono ricoverati pazienti anziani e deboli, molti con malattie croniche. Il laboratorio di analisi ha confermato che non si tratta di H1N1 e sono in corso ulteriori test identificare il misterioso virus. Il dottor David Forrest, direttore medico associato per la prevenzione delle infezioni e il controllo per le autorità sanitarie, ha detto che cinque persone sono ancora malate mentre sei si sono ricostituiti. Cinque delle vittime stavano sostendendo delle cure palliative. "Siamo molto preoccupati a causa del numero elevato di morti, riconoscendo questa come una popolazione molto fragile, molto suscettibile alle infezioni", ha aggiunto il primario della clinica.

ESCLUSO IL VIRUS H1N1 Finora, l'influenza A, B e H1N1 sono state escluse. Né il motivo dello scoppio assomigliare ad una infezione fungina, Forrest ha detto che potrebbe essere una combinazione di malattie, ad esempio un virus seguito da una infezione batterica. I sintomi sono simili a quelli di un comune raffreddore, con freddo, tosse , malessere congestione e naso che colahttp://www.leggo.it/articolo.php?id=58821

sabato 20 marzo 2010

Malesseri di primavera,allergie e virus da non confondersi tra loro


Roma, 19 mar. (Adnkronos Salute) - Febbre, tosse e mal di gola non abbandonano gli italiani neanche con l'avvicinarsi della primavera. "Sono circa 100.000 le persone colpite, questa settimana, da forme virali che bersagliano soprattutto le vie respiratorie. A questi malanni di stagione nelle prossime settimane si aggiungeranno le pollinosi, dal momento che ontani, cipressi e betulle stanno per partire con la fioritura". Lo dice all'ADNKRONOS SALUTE il virologo dell'Università di Milano, Fabrizio Pregliasco.
L'esperto è preoccupato soprattutto per il 10% di nuovi allergici, "che quest'anno si troveranno a fare i conti con sintomi sconosciuti, e rischiano per scambiarli con forme virali". Insomma, la "presenza in contemporanea di patogeni e pollini potrebbe trarre in errore i nuovi allergici. Occhio dunque ai sintomi: i classici starnuti 'a salve' sono abbastanza riconoscibili - prosegue il virologo - ma a volta naso colante, occhi arrossati e respiro corto possono confondere, specie le 'new entry' delle allergie", precisa Pregliasco.
Trattare i sintomi delle pollinosi con i farmaci sbagliati è un errore che si rischia di pagare caro. "Ecco perché consiglio, nel caso il problema non si risolva in pochi giorni, di consultare il medico - conclude Pregliasco - e pianificare un trattamento" che consenta di 'sopravvivere' senza troppi fastidi alla primavera.

mercoledì 24 febbraio 2010

Papilloma virus,cos'è,come prevenirlo

Conoscere il papilloma virus

Il papilloma virus è una delle cause più frequenti del tumore all'utero.Oggi però sono disponibili test che permettono di individuarne per tempo la presenza. Di recente, inoltre, sono stati messi a punto due nuovi vaccini.


Proprio le campagne organizzate in occasione dell'introduzione in Italia del vaccino per il papilloma virus hanno richiamato l'attenzione sul tumore al collo dell'utero. Questa malattia negli ultimi anni, grazie alla diffusione del pap test, ha ridotto la sua incidenza nei paesi industrializzati, ma costituisce ancora una fonte di pericolo molto forte per la salute delle donne.

La presenza del papilloma virus nella mucosa della cervice uterina è stata riscontrata nel 95% dei casi di tumore al collo dell'utero. Gli esperti oggi concordano sul meccanismo che dall'infezione può portare all'insorgenza del tumore: se non viene eliminato dal sistema immunitario, il papilloma virus può col tempo favorire lo sviluppo del tumore.

Nel nostro Paese la vaccinazione contro il papilloma virus viene offerta gratuitamente a tutte le ragazze nel corso del dodicesimo anno di età. Il pap test è invece raccomandato a tutte le donne sessualmente attive, a partire da tre anni dopo il primo rapporto sessuale e va ripetuto ogni tre anni.

Per quanto riguarda l'opportunità di sottoporsi alla vaccinazione, occorre sempre riferirsi al medico. Infatti se il test dimostra una infezione in atto, l'immunizzazione non ha, nel caso specifico, un effetto protettivo. Tuttavia anche chi risulta già positiva per un ceppo potrebbe giovarsi della protezione vaccinale per gli altri ceppihttp://www.donnad.it/pagine/Conoscere-il-papilloma-virus.aspx

venerdì 16 ottobre 2009

virus e diarrea si tengon lontani lavandosi le mani col sapone e non lo dice solo topo gigio

Lavarsi le mani allontana virus e malattie diarroiche
ROMA - Lavarsi le mani con acqua e sapone salva la vita. L'acqua da sola non è sufficiente: con il sapone, infatti, si riduce del 25% la diffusione dei virus respiratori e del 40% le malattie diarroiche. Queste, ogni anno, "sono responsabili della morte di oltre 3,5 milioni di bambini sotto i cinque anni", ha spiegato il presidente dell'Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, in occasione del ‘Global Handwashing Day' che si è celebrato giovedì.



"Lavarsi le mani con il sapone rappresenta una pietra miliare della salute pubblica e può essere considerato come un vaccino ‘fai-da-te' economico e accessibile", ha evidenziato Spadafora. Nonostante il sapone sia disponibile nella maggior parte del mondo, i dati relativi all'utilizzo di saponette o detergenti liquidi nei ‘momenti critici' oscilla tra lo 0 e il 34%.



Lavarsi le mani con il sapone può ridurre del 23% l'incidenza delle infezioni respiratorie. Nel mondo la polmonite uccide ogni anno 1,8 milioni di bambini sotto i 5 anni ed è la prima causa di mortalità infantile. Per allontanare virus o batteri basta utilizzare acqua tiepida o calda e per 20-30 secondi strofinarsi palmo, dorso e intrecciando le dita in modo da detergere gli spazi tra un dito e l'altro. In assenza di acqua e sapone si possono usare gel e i prodotti a base alcolica. Nella circostanza le mani vanno strofinate fino a quando non diventano asciutte.

martedì 13 ottobre 2009

gastroenterite virale e batterica come distinguerle

a volte, quando si sta male di stomaco e di pancia, non si sa che fare… i soliti rimedi casalinghi come riposo a letto, bere molti liquidi a piccole dosi, fermenti lattici oppure chiamare il medico? La risposta è semplice: se la gastroenterite è di origine virale passerà da sola ma se è batterica è il caso di curarsi anche con antibiotici e quindi meglio sentire il medico. Come distinguere le due forme?

Istruzioni
1Se è di origine virale raramente la febbre è presente. Il malessere non dura più di 5 giorni circa. Non si ha dolore addominale se non minimo e non si hanno in genere più di 8 scariche al giorno. Inoltre in quesi casi non è presente sangue nelle feci. Invece si può vomitare anche più volte al giorno ed è importante bere perché si perdono molti liquidi.2Se è di origine batterica la febbre è presente e anche abbastanza elevata (in genere più di 38,5 gradi centigradi). Dura più di 5 giorni e non può passare da sola ma va curata con antibiotici. Si hanno più di 8 scariche al giorno e si può vedere sangue nelle feci. Non si hanno episodi di vomito e la disidratazione è meno frequente. E’ presente un dolore addominale abbastanza forte. In questi casi bisogna chiamare il medico.3In entrambi i casi il riposo a letto è di rigore. Bere tanto ma poco alla volta per evitare, specie in caso di vomito, di stare male. Non mangiare se non ci si sente. Un tempo le diete erano di rigore ora un po’ meno. Comunque riso, mele, fette biscottate sono sempre le cose migliori da mangiare in questi casi. Anche le patate lesse fanno bene. I fermenti lattici aiutano ma non risolvono la situazione. Solo il lactobacillus casei GG aiuta ad incremetare le difese delle pareti intestinali favorendo una guarigione più veloce. Assumere sali minerali (tipo dicotral) nell’acqua è buona norma.4Tutto quanto scritto va bene se la gastroenterite è di origine virale ma se fosse batterica non basta il riposo e un po’ di riguardo. In questo caso, saranno necessari anche esami del sangue per risalire alla tipologia batterica I globuli bianchi saranno aumentati di numero (leucocitosi) per cercare di combattere la malattia. Il medico a questo punto prescriverà degli antibiotici. Se si tratta però di salmonelle minori che si contraggono da sostanze organiche (anche i gelati non confezionati possono esserne la causa), non saranno necessari gli antibiotici ma solo i rimedi presi per le forme virali. Buona guarigione a tutti!http://it.ewrite.us/come-distinguere-una-gastroenterite-virale-da-una-batterica-30337.html

domenica 4 gennaio 2009

La febbre

È uno dei sintomi più comuni: già nel IV secolo a.C. il famoso medico greco Ippocrate diceva che la febbre è "uno dei grandi mezzi di guarigione". Oggi, la maggioranza dei medici, compresi quelli di formazione classica, concordano: la febbre non va eliminata ma solo tenuta sotto controllo poiché è il segnale che l'organismo sta reagendo alle aggressioni di batteri e di virus. Recenti ricerche condotte negli Stati Uniti hanno dimostrato infatti che, grazie alla febbre, le più importanti cellule-barriera contro virus e batteri aumentano fino a 20 volte, riducendo la durata della malattia. Per febbre si intende un'alterazione della temperatura corporea che rimane al di sopra dei 37,5°C per un periodo di tempo più o meno lungo. Si manifesta con esordio improvviso, brividi, sintomi respiratori, quali mal di gola, tosse o raffreddore, malessere generale con dolori ai muscoli e alle articolazioni, agli occhi e alla testa, a volte anche nausea, vomito e diarrea, disturbi urinari, minzione frequente, dolore ai reni. Può essere dovuta a diversi disturbi: infezioni virali o batteriche, un colpo di calore, disordini del metabolismo (ad esempio diabete, crisi tiroidee e gotta), disordini dei centri termoregolatori cerebrali, traumi. La temperatura può variare anche dopo la digestione di un pasto particolarmente abbondante, nel momento dell'ovulazione, per un esercizio fisico molto intenso. Per le febbri che si trascinano per diverse settimane, anche se non sono elevate, va comunque richiesto il parere del medico.

venerdì 5 dicembre 2008

Aids, scoperto il segreto che rende

ROMA (4 dicembre) - Alcuni sieropositivi riescono a resistere al virus dell'Aids senza dover ricorrere alla terapia antiretrovirali: scienziati americani ora sono riusciti a scoprire il perché. Un passo importante per arrivare a nuove terapie. Sono due le molecole responsabili della “salvezza”: una proteina «trapano» che buca le cellule già infettate e una proteina «killer» che penetra in esse e le uccide.

La scoperta, di Stephen Migueles e Mark Connors, del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), è stata resa nota sulla rivista Immunity. Finora si sapeva che questi fortunati che controllano il virus e dunque non arrivano all'Aids conclamato se non dopo molti più anni del paziente medio, godono di un tipo di una famiglia di cellule immunitarie, i linfociti T CD8, con una potenza killer senza eguali nei confronti delle cellule che portano dentro di sé il virus. Restava da capire perché i CD8 di queste persone siano più forti di quelli di altri sieropositivi che invece hanno bisogno degli antiretrovirali, che pure hanno a loro volta, sebbene in numero variabile, una scorta di CD8.

Gli scienziati Usa hanno svelato l'arcano, nei sieropositivi resistenti i CD8 hanno una scorta enorme di due proteine: la perforina, che trapana le cellule infette, e il ganzima B che penetra dentro di essere attraverso il foro e le uccide. I C8 dei pazienti normali producono invece poca perforina. Un vaccino funzionante potrebbe dunque essere costituito da un preparato che stimoli la produzione di perforina e ganzima B nel corpo dei sieropositivi.

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