Roma, 11 febbraio 2011 - Più fragili nei confronti dello stress e con la tendenza a vedere tutto nero. La chiave sarebbe in una molecola, il neuropeptide Y. Secondo uno studio dell’Università del Michigan, negli Usa, chi ha bassi livelli di questo neurotrasmettitore ha una predisposizione "genetica" al pessimismo, enfatizza le
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venerdì 11 febbraio 2011
domenica 23 gennaio 2011
DEPRESSIONE STAGIONALE,CONSIGLI PER SUPERARLA
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/benessere/lstp/14653/
Che tristezza l’inverno, con il suo grigiore e il suo freddo. A differenza delle altre stagioni, sembra che questa non voglia terminare mai. Ma grazie ai ricercatori dell’Università del Missouri che hanno preparato dei consigli per combattere la depressione tipica di questi mesi, forse potremo viverlo in maniera più serena. Ecco cosa fare.
Che tristezza l’inverno, con il suo grigiore e il suo freddo. A differenza delle altre stagioni, sembra che questa non voglia terminare mai. Ma grazie ai ricercatori dell’Università del Missouri che hanno preparato dei consigli per combattere la depressione tipica di questi mesi, forse potremo viverlo in maniera più serena. Ecco cosa fare.
giovedì 13 gennaio 2011
USCIRE DALLA DEPRESSIONE SI PUò MA BISOGNA CURARSI
La risposta è decisamente affermativa, ma bisogna farsi curare. Non è possibile uscire da una depressione, specie se grave, da soli , facendo ricorso alla forza di volontà. La depressione è un disagio psicologico grave: consigliare ad un depresso di "tirarsi su" o di "pensare positivo", è efficace come consigliare ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e camminare.
E'importante sapere che dalla depressione non solo si può guarire, ma in molti casi, si può addirittura uscirne rafforzati.La depressione è un disagio esistenziale che porta con sé una possibilità di crescita e di riscatto e una forza innovatrice. Spesso la depressione nasce dalla consapevolezza inconscia di essere intrappolati in una vita monotona e priva di piacere. Il depresso non vive la sua vita, ma vive la vita che gli altri hanno progettato e deciso per lui.continuahttp://www.ilmiopsicologo.it/pagine/si_puo_guarire_dalla_depressione.aspx
venerdì 7 gennaio 2011
Sensi di colpa.consigli per liberarsene e vivere meglio
Come si combattono i sensi di colpa
Ci si libera dei sensi di colpe soltanto attraversando le seguenti fasi, tutte necessarie:
1. Riconoscere i propri sensi di colpa. Ossia vederli ed evidenziarli alla propria coscienza, poiché essi sono quasi sempre totalmente inconsci. Quindi valutare obiettivamente se quando "non ci va" di fare una cosa, non vi si nascondano invece dei sensi di colpa.
Ci si libera dei sensi di colpe soltanto attraversando le seguenti fasi, tutte necessarie:
1. Riconoscere i propri sensi di colpa. Ossia vederli ed evidenziarli alla propria coscienza, poiché essi sono quasi sempre totalmente inconsci. Quindi valutare obiettivamente se quando "non ci va" di fare una cosa, non vi si nascondano invece dei sensi di colpa.
Senso di colpa,cos'è,perchè viene,quanto è associato alla depressione
Depressione e senso di colpa
In alcuni casi la depressione può essere associata ad un senso di colpa.
Bisogna considerare attentamente l’espressione senso di colpa. Il senso di colpa è una sensazione, come dice la parola stessa, di avere commesso qualche cosa di male e di dannoso; quindi di conseguenza, per senso di colpa può intendersi una sensazione di avere commesso una azione biasimevole e criticabile.
In alcuni casi la depressione può essere associata ad un senso di colpa.
Bisogna considerare attentamente l’espressione senso di colpa. Il senso di colpa è una sensazione, come dice la parola stessa, di avere commesso qualche cosa di male e di dannoso; quindi di conseguenza, per senso di colpa può intendersi una sensazione di avere commesso una azione biasimevole e criticabile.
mercoledì 5 gennaio 2011
DEPRESSIONE NEGLI ADOLESCENTI,QUANDO PREOCCUPARSI
Un’età difficile, l’adolescenza! Spesso i genitori si trovano a fare i conti con repentini cambi di umore, mutismi ostinati o ribellioni clamorose. Si tratta di una delicata fase di crescita, fatta di cambiamenti, incertezze e disagi che, talvolta, possono portare a una vera e propria depressione. È importante non trascurare un malessere che può sfociare in decisioni drammatiche. La depressione colpisce anche i più giovani, proprio quando si affacciano all’età adulta, e sentono le pressioni e le aspettative esterne, si mettono a confronto con i coetanei, affrontano sfide importanti legate alla transizione che vivono.
mercoledì 15 dicembre 2010
DEPRESSIONE:CURIAMOLA SENZA FARMACI CON LA MEDITAZIONE
La pratica, basata su di una terapia cognitiva, fornisce una protezione dalle ricadute depressive al pari dei farmaci. Lo studio
Sarebbe proprio una bella cosa, quella di poter fare a meno degli psicofarmaci per tenere a bada i sintomi della depressione. E, a quanto sembra, un modo c’è.
È quanto sostengono i ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health (Canada) che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulle pagine dell’Archives of General Psychiatry. La meditazione basata su di una terapia cognitiva (MBCT), secondo gli scienziati, fornirebbe la stessa protezione dalle ricadute depressive dei farmaci tradizionali.CONTINUAhttp://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina-naturale/articolo/lstp/379714/
È quanto sostengono i ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health (Canada) che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulle pagine dell’Archives of General Psychiatry. La meditazione basata su di una terapia cognitiva (MBCT), secondo gli scienziati, fornirebbe la stessa protezione dalle ricadute depressive dei farmaci tradizionali.CONTINUAhttp://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina-naturale/articolo/lstp/379714/
venerdì 3 dicembre 2010
NUOVI FARMACI ANTIDEPRESSIVI MIRATI CON POCHI EFFETTI COLLATERALI
Una ricerca pubblicata su Nature Medicine apre la strada a una nuova generazione di farmaci antidepressivi, mirati e con pochi effetti collaterali. Un gruppo di ricercatori canadesi ha infatti sintetizzato una proteina efficace nel contrastare i sintomi della depressione. La depressione è un male che colpisce sempre più persone, in Italia e nel mondo e che non fa distinzione di sesso, razza o età. Sono moltissimi i farmaci che trattano questo complesso disturbo, ma purtroppo sono tanti anche gli effetti collaterali lamentati dai pazienti. Inoltre i più diffusi antidepressivi non sono efficaci su tutti i soggetti allo stesso modo, anche perché la “riposta” del nostro cervello ai farmaci richiede almeno due-tre settimane dall’inizio della terapia.CONTINUA ALLA FONTE http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=29e042f4bda4b508
martedì 30 novembre 2010
DEPRESSIONE:FINALMENTE UNA CURA SENZA EFFETTI COLLATERALI?
http://www.agi.it/salute/notizie/201011291729-att-rsa1026-depressione_scoperta_proteina_chiave_per_curarla
17:29 29 NOV 2010
(AGI) - Roma, 29 nov. - Scoperta una proteina che potrebbe essere la chiave per un nuovo trattamento contro la depressione, altamente mirato e con pochi effetti collaterali.
I neuroscienziati del Centre for Addiction and Mental Health (CAMH) di Toronto hanno scoperto che l'accoppiamento tra due recettori della dopamina e' significativamente piu' elevato nei cervelli di persone cui era stata diagnosticata la forma piu' grave di depressione.
17:29 29 NOV 2010
(AGI) - Roma, 29 nov. - Scoperta una proteina che potrebbe essere la chiave per un nuovo trattamento contro la depressione, altamente mirato e con pochi effetti collaterali.
I neuroscienziati del Centre for Addiction and Mental Health (CAMH) di Toronto hanno scoperto che l'accoppiamento tra due recettori della dopamina e' significativamente piu' elevato nei cervelli di persone cui era stata diagnosticata la forma piu' grave di depressione.
lunedì 29 novembre 2010
Come combattere la depressione senza farmaci,attività fisica e alimentazione ci aiutano
SPORT MODERATO - Gli studi più recenti si concentrano sul ruolo positivo del movimento. Svolgere attività fisica per più di 40 minuti tre volte a settimana ha un effetto molto importante sul sistema nervoso centrale, spiega Mencacci, in particolare per quanto riguarda la neurogenesi e le capacità di attenzione, concentrazione e memoria. Di conseguenza, è fondamentale l'influsso sull'umore. Il cervello trae grandi benefici dallo sport moderato (inclusa la camminata) fatto con continuità, che può ridurre del 50% i deficit cognitivi che si manifestano con l'avanzare dell'età. In particolare al Fatebenefratelli si stanno studiando tecniche di respirazione di un particolare tipo di yoga, chiamato Sky, applicate a pazienti che soffrono di depressione: i primi risultati sono molto incoraggianti.
domenica 14 novembre 2010
DEPRESSIONE BIPOLARE:come capire se si ha veramente e curarla
- Una patologia che, se è davvero presente, va affrontata con serietà
- Come capire se gli sbalzi d'umore sono una vera malattia e che cosa fare
- MILANO - Non è il solito su e giù dell’umore, non è quel pizzico di malinconia che prende al calare delle ore di luce, o quell’euforia, un filo eccessiva, durante una festa. È una malattia. Tanto che una recente metanalisi dell’Università di Cambridge (condotta sulla base di altri 14 studi) ha mostrato, con la risonanza magnetica, che è perfino in grado di ridurre il quantitativo di materia grigia cerebrale nelle regioni paralimbiche implicate nei processi emozionali. Stiamo parlando della depressione bipolare, caratterizzata da un’instabilità dell’umore tale da compromettere la vita. In Italia ne soffrono 600-900 mila persone. Non è una patologia facile: né da diagnosticare, perché viene confusa con altre, né da curare perché chi la patisce rifiuta l’idea di essere malato. «I bipolari nella fase di "ipomania" — chiarisce Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano — sono euforici, creativi, grandi comunicatori, dinamici, grintosi, ma se si arriva alla mania, come accade nei casi più gravi, il coraggio diventa incoscienza, le passioni si accendono. Niente fa più paura: gioco d’azzardo, sesso senza precauzioni, acquisti irresponsabili. Non si avverte più il bisogno di dormire e mangiare. E, mentre calano le capacità cognitive e di concentrazione, ci si sente superiori, padroni del mondo. Chi tenta di porre ostacoli alla realizzazione dei desideri, anche i più folli, viene visto come un nemico da aggredire. E nei casi di mania più gravi si rende addirittura necessario il ricovero. A chi, però, non piacerebbe sentirsi padrone del mondo? Passare qualche giorno da leone? Ecco perché questi pazienti sono difficili da "agganciare"».
- LA FASE DEPRESSIVA - «Ma alla fase maniacale succede quella depressiva: può durare anche sei-sette mesi, contro qualche settimana di tono dell’umore elevato — dice Eugenio Aguglia, presidente della Sip, Società italiana di psichiatria —. Depressione senza motivi esterni, profonda: il paziente rifiuta di uscire, preferisce rimanere a letto, perde l’autostima, si sente in colpa. E se nelle fasi "su" si rischia la vita perché ci si sente invincibili, qui il rischio è quello suicidario anche se è proprio in questa fase che il malato accetta più facilmente un aiuto. «Se non è facile arrivare al malato, non è facile neanche arrivare alla diagnosi, — prosegue Aguglia — possono perfino passare anni dalla comparsa della malattia. La sindrome bipolare, che in genere all’inizio si manifesta con un episodio depressivo, può essere confusa con una depressione tout court. Un errore che costa caro perché, con i classici antidepressivi, usati da soli, i bipolari in fase depressiva reagiscono con il rischio di un nuovo episodio maniacale. Ecco perché è bene prescrivere questi farmaci a dosi basse, per un breve periodo e soprattutto insieme a stabilizzatori dell’umore». «Diagnosi difficile, certo, ma ci sono caratteristiche che aiutano a individuare il bipolare — puntualizza Mencacci —. Disturbi del sonno, propensione all’irritabilità, all’impulsività, uso di alcol e stupefacenti, stili di vita molti "intensi". Senza dimenticare la familiarità, non determinante, ma importante». Fatta la diagnosi, quali sono le cure? «Il litio funziona bene nella fase ipomaniacale, ma non in quella depressiva. Più indicato l’uso di farmaci stabilizzatori dell’umore, nati come anticonvulsivanti, in particolare la lamotrigina, efficace anche nel prevenire le ricadute depressive. Recenti studi hanno evidenziato l’efficacia degli antipsicotici atipici sulla depressione bipolare, con buoni risultati sul controllo del rischio suicidario» spiega Aguglia . Si può parlare di guarigione? Risponde Aguglia: «Se per almeno due anni si ha una stabilizzazione del tono dell’umore si può andare verso una rarefazione della terapia e pian piano perfino verso una sospensione. Ma per la maggioranza dei pazienti si tratta di cure a vita, anche se alla minima dose di farmaco efficace, perché la patologia può essere tenuta sotto controllo, come nel diabete e nell’ipertensione, non guarita». «Alla terapia farmacologica, che comprende anche gli antipsicotici atipici, — riprende Mencacci — vanno comunque abbinate altre forme di aiuto. Dalla psicoeducazione dei familiari, alla psicoterapia. S’insegna al paziente a conoscere e prevenire le ricadute, sempre dietro l’angolo, a gestire gli stili di vita evitando, per quanto possibile quelle situazioni, come il superlavoro o gli ambienti stressanti, che questi malati patiscono molti più della norma. E, se evitare il problema non è possibile, si aiuta il malato a riconoscere i propri punti deboli, gli eventi per lui più stressanti, affinché si prepari per tempo a gestirli al meglio». «Tenere sotto controllo la bipolarità — conclude Mencacci — vuol dire anche tenere i malati lontani dall’abuso di sostanze varie: dalla cocaina, ai cocktail di stupefacenti, all’alcol che usano come "cura"».
- http://langolodellechiacchiere.forumcommunity.net/?t=41874407
- corriere della sera
mercoledì 27 ottobre 2010
DEPRESSIONE AUTUNNALE:attenzione al cambio d'ora di sabato
(ANSA) - ROMA, 27 OTT - Stanchezza, sonno e apatia. Sono alcuni sintomi che possono comparire con l'arrivo della stagione autunnale e, se slegati da altri fattori di stress, potrebbero essere ricondotti al cosiddetto 'seasonal affective disorder' (SAD), vale a dire la depressione stagionale che compare quando diminuisce il numero delle ore di luce in una giornata, quindi con l'arrivo della stagione fredda. Secondo la ricerca di un gruppo di studiosi dell'universita' del Vermont, questo disturbo, inserito nel manuale americano DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) tra i disturbi dell'umore, puo' essere curato con la terapia della luce. E' un trattamento che consiste nell'esporre i pazienti ad una luce artificiale, quanto piu' possibile somigliante a quella solare, per un intervallo di tempo ogni giorno. Kelly Rohan, coordinatrice della ricerca e colleghi hanno preso in esame 69 persone affette dal 'seasonal affective disorder' dividendole in quattro gruppi, ognuno dei quali e' stato sottoposto ad un diverso trattamento: uno ha seguito la terapia cognitivo-comportamentale, un altro la terapia della luce e un altro ancora una metodologia basata sulla combinazione dei due sistemi. Infine, il quarto gruppo non ha seguito alcun trattamento, fungendo cosi' da gruppo di controllo.continua
domenica 24 ottobre 2010
DEPRESSIONE:POSSIBILE CAUSA CARENZA DI P11,UTILE UNA TERAPIA GENICA
Depressione: basta un gene per combatterla
Guarda le immagini Depressione ovvero mal di vivere. Come sarebbe bello poterla cancellare con un colpo di spugna. Per ora serve invece un lungo e faticoso processo di analisi e terapia. Le persone che soffrono di depressione, oltre ad una cura farmacologica, si recano anche da bravi terapisti capaci di ascoltare i problemi e aiutarli a ragionare su se stessi e il mondo che li circonda.
Cosa fare per aiutare al meglio i malati affetti da depressione?
I ricercatori, al riguardo, hanno recentemente compiuto un ulteriore passo in avanti. Gli scienziati e gli studiosi hanno scoperto qualcosa molto importante e di notevole interesse per tutto il mondo scientifico. Innanzitutto è bene sottolineare come il merito di tutta la ricerca e della scoperta vada attribuito agli studiosi del New York-Presbyterian Hospita/Weill Cornell Medical Center.
Di tutto il lavoro si possono conoscere anche i particolari grazie ad un ulteriore riconoscimento ricevuto ovvero la pubblicazione sulla rivista ‘Science Translational Medicine’. Apprendiamo quindi che i ricercatori hanno notato che nel cervello dei cadaveri delle persone depresse c’è carenza di P11 all’interno di quell’area che è stata sempre ritenuta come la chiave delle sensazioni di piacere e di appagamento. In relazione a ciò gli studiosi hanno potuto affermare come una terapia genica potrebbe curare il male di vivere. Nello specifico lo studio, già sperimentato sui topi o cavie da laboratorio, ha reso noto che ripristinando l’attività di un gene in una piccola area del cervello, il nucleo accumbens, la parte delle sensazioni piacevoli, i sintomi depressivi spariscano a poco a poco.
Sembrerà una ripetizione ma è bene non stancarsi nel dire che il passo in avanti compiuto è veramente degno di lode. Ora, a metà dello studio, si inizia a fremere e a sperare che i trial clinici sui pazienti possano iniziare il prima possibile. Prima di essere considerata una vera e propria cura, la terapia genica deve essere testata anche sull’uomo.
Cosa si può quindi sapere a riguardo della carenza della P11? Anzi, in primis è meglio chiedersi: Che cosa è esattamente la P11?
Le spiegazioni, anche in questo caso, non tardano ad arrivare. La P11 è una proteina anti-depressione ed è stata scoperta dal premio Nobel per la Medicina, Paul Greengard. Ciò che si può dire a riguardo è che essa serve soprattutto a far funzionare i recettori della serotonina ovvero ad attivare il neurotrasmettitore del buon umore.
Lo studio è comunque aperto. Scoperto ciò che provoca la depressione e scoperta una possibile cura non è detto che altri studiosi possano riunirsi per trovare terapie alternative alla cura genica. In fin dei conti, e detto così sembrerebbe anche fin troppo facile, ma non lo è, basta trovare quel ‘qualcosa’ in grado di attivare il circolo dell’allegria.
Alessandra Solmi (newnotizie.it)
Guarda le immagini Depressione ovvero mal di vivere. Come sarebbe bello poterla cancellare con un colpo di spugna. Per ora serve invece un lungo e faticoso processo di analisi e terapia. Le persone che soffrono di depressione, oltre ad una cura farmacologica, si recano anche da bravi terapisti capaci di ascoltare i problemi e aiutarli a ragionare su se stessi e il mondo che li circonda.
Cosa fare per aiutare al meglio i malati affetti da depressione?
I ricercatori, al riguardo, hanno recentemente compiuto un ulteriore passo in avanti. Gli scienziati e gli studiosi hanno scoperto qualcosa molto importante e di notevole interesse per tutto il mondo scientifico. Innanzitutto è bene sottolineare come il merito di tutta la ricerca e della scoperta vada attribuito agli studiosi del New York-Presbyterian Hospita/Weill Cornell Medical Center.
Di tutto il lavoro si possono conoscere anche i particolari grazie ad un ulteriore riconoscimento ricevuto ovvero la pubblicazione sulla rivista ‘Science Translational Medicine’. Apprendiamo quindi che i ricercatori hanno notato che nel cervello dei cadaveri delle persone depresse c’è carenza di P11 all’interno di quell’area che è stata sempre ritenuta come la chiave delle sensazioni di piacere e di appagamento. In relazione a ciò gli studiosi hanno potuto affermare come una terapia genica potrebbe curare il male di vivere. Nello specifico lo studio, già sperimentato sui topi o cavie da laboratorio, ha reso noto che ripristinando l’attività di un gene in una piccola area del cervello, il nucleo accumbens, la parte delle sensazioni piacevoli, i sintomi depressivi spariscano a poco a poco.
Sembrerà una ripetizione ma è bene non stancarsi nel dire che il passo in avanti compiuto è veramente degno di lode. Ora, a metà dello studio, si inizia a fremere e a sperare che i trial clinici sui pazienti possano iniziare il prima possibile. Prima di essere considerata una vera e propria cura, la terapia genica deve essere testata anche sull’uomo.
Cosa si può quindi sapere a riguardo della carenza della P11? Anzi, in primis è meglio chiedersi: Che cosa è esattamente la P11?
Le spiegazioni, anche in questo caso, non tardano ad arrivare. La P11 è una proteina anti-depressione ed è stata scoperta dal premio Nobel per la Medicina, Paul Greengard. Ciò che si può dire a riguardo è che essa serve soprattutto a far funzionare i recettori della serotonina ovvero ad attivare il neurotrasmettitore del buon umore.
Lo studio è comunque aperto. Scoperto ciò che provoca la depressione e scoperta una possibile cura non è detto che altri studiosi possano riunirsi per trovare terapie alternative alla cura genica. In fin dei conti, e detto così sembrerebbe anche fin troppo facile, ma non lo è, basta trovare quel ‘qualcosa’ in grado di attivare il circolo dell’allegria.
Alessandra Solmi (newnotizie.it)
lunedì 18 ottobre 2010
DEPRESSIONE:NUOVA IMPORTANTE SCOPERTA
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - C'e' un interruttore molecolare che ha un ruolo chiave nella depressione e che potrebbe divenire il bersaglio di nuovi farmaci. I ricercatori della Yale University hanno scoperto che nel cervello dei depressi c'e' una quantita' di una proteina, la 'MKP-1', piu' che doppia rispetto agli individui sani. Ed e' un interruttore che spegne un'altra molecola chiave per il corretto funzionamento dei neuroni, la 'MAPK'. Rendendo inattiva la MKP-1 si diventa immuni allo stress.http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/10/17/visualizza_new.html_1731644814.html
sabato 9 ottobre 2010
Depressione in gravidanza:ecco i fiori di Bach che possono aiutare
Vediamo quindi insieme quali sono i fiori di Bach che possonoo essere usati in questo periodo particolare della donna.
- Walnut: è il fiore preparato con le inflorescenze del noce, esso aiuta la futura mamma a superare il cambiamento e le trasformazioni profonde che la gravidanza conmporta in tutti gli aspetti della vita.
- Crab Apple: è il fiopre del melo selvatico, favorisce l’accettazione da parte della donna dei cambiamenti fisici del suo corpo e quindi della pancia, dei fianchi, dei glutei e del seno, l’aumento di peso, della fame e la variazione della libido
- Aspen: è il fiore del pioppo e abbinato a Mimululeggi articolo completos, riesce a placare l’angoscia per il momento del parto o per eventuali complicanze della gestazione
Dopo che un esperto in floriterapia ha scelto il fiore giusto ed adatto al bisogno diluire 2 gocce in un flacone da 30 ml riempito da acqua e un cucchiano di brandy. Assumere 4 gocce della preparazione 4 volte al giorno per 3 settimane. Prima del parto o durante il travaglio si può assuemre Rescue Remedy allo stato puro in ragione di 4 gocce anche ogni 30 minuti.
domenica 16 maggio 2010
Combattere la depressione con la LUCE-TERAPIA,cos'è,come si fa,dove.
© Sxc
Sanihelp.it - La luce ci fa stare bene. Migliora l’umore, favorisce la concentrazione e la riflessione, illumina i momenti bui della nostra esistenza. Studi controllati dimostrano che il trattamento con la luce è efficace nei disturbi dell'umore con effetti equivalenti a quelli della maggior parte dei farmaci antidepressivi .Il nostro organismo, e in particolare il sistema nervoso e quello endocrino, ricevono, attraverso la luce, stimoli che aiutano a mantenere in equilibrio il sistema melatonina – serotonina e a regolarizzare i ritmi circadiani sonno – veglia, migliorando l’umore, l’appetito e la qualità del sonno.
Purtroppo oggi viviamo in un mondo deprivato di luce e paghiamo tutto ciò con la nostra salute. I luoghi di lavoro (ufficio, fabbriche, scuole), le abitazioni, i mezzi di trasporto, sono tutti luoghi chiusi in cui la quantità di luce è enormemente inferiore a quella all’aria aperta. Con effetti diversi: alterazioni del sonno, sbalzi d’umore, fino a vere e proprie patologie.
Secondo studi scientifici, pubblicati in letteratura, la luce-terapia ha un’efficacia terapeutica in caso di: disturbi depressivi stagionali e non, depressione in gravidanza, bulimia, sindrome delle abbuffate notturne, disturbi del sonno, jet lag, sindrome premestruale, disturbo ossessivo-compulsivo, cefalee e sindrome della fatica cronica.
Si avvale di particolari lampade, che non hanno nulla a che vedere con le lampade abbronzanti a raggi Uva. Ma sono speciali apparecchi con uno schermo rettangolare, circa 40 centimetri per 30, che emettono una luce bianchissima e brillante.
CONTINUA
domenica 11 aprile 2010
Ansia,depressione,se non puoi fare psicoterapia prova con la ginnastica
Un po' di esercizio per combattere il mal di vivere | |
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«L'esercizio fisico ha dimostrato di avere enormi vantaggi per la salute mentale», ha dichiarato Smits dopo aver analizzato i dati per un grande studio revisionale che ha preso in rivista decine di studi basati sulla popolazione, meta-analisi e clinici tutti basati sul collegamento tra attività fisica e salute mentale. Dai dati acquisti si è evidenziato un significativo impatto su ansia e depressione da parte dell’esercizio fisico che ha dimostrato la sua efficacia nel ridurre i sintomi negativi di queste due problematiche. Il fatto è che non tutti si possono permettere – anche a causa di problemi economici - di seguire terapie psicologiche, cognitivo-comportamentali o altri metodi di cura. Secondo i ricercatori invecel’esercizio fisico è un’attività che tutti possono potenzialmente praticare: una sorta di terapia gratuita e a portata di mano. «L'esercizio fisico può colmare la lacuna per le persone che non possono ricevere le terapie tradizionali a causa dei costi o di mancanza di accesso, o che non vogliono curarsi a causa dello stigma sociale percepito associato a questi trattamenti. L’esercizio può anche integrare i trattamenti tradizionali, aiutare i pazienti a diventare più concentrati e impegnati», ha poi concluso il dr. Smits presentando il proprio lavoro alla conferenza annuale dell’Anxiety Disorder Association of America. (lm&sdp)www.lastampa.it |
domenica 21 marzo 2010
Disturbi della salute mentale:Progetto Itaca e non sei solo,cos'è e cosa fa.
Club Itaca |

Autonomia socio lavorativa per persone con una storia di disagio psichico
Cos'è Club Itaca e cosa si propone
Club Itaca si rivolge a persone con una storia di disagio psichico e si pone la finalità di sostenerle nellosviluppo della propria autonomia sociale e professionale, attraverso l'impegno in attività interne, funzionali alla gestione del Club, e la sperimentazione del lavoro in azienda, in vista di un successivo inserimento lavorativo.
L'esperienza in Club Itaca costituisce un'opportunità per la persona per mettere in pratica le proprie qualità e sviluppare le proprie potenzialità.
Club Itaca è stato costituito da Progetto Itaca, associazione nata nel 1999, attiva nel campo dell'informazione, della prevenzione e della riabilitazione del disagio psichico. Aderisce al modello di riabilitazione detto delle "Clubhouse", nato negli Stati Uniti nel 1948 e diffusosi rapidamente in tutto il mondo; Club Itaca, avviato a Milano nel maggio del 2005, è la prima Clubhouse italiana.
Il progetto è stato selezionato dall'Iniziativa Comunitaria per le risorse umane Equal, nell'ambito della lotta alla disparità di accesso al mercato del lavoro.
A chi si rivolge Club Itaca
Club Itaca si rivolge a uomini e donne con una storia di disagio psichico: chi sceglie di aderire diventa socio di Club Itaca
- Il socio è una persona che ha deciso di prendere in mano la sua vita.
- I soci desiderano costruire una vita attiva e soddisfacente, fondata sulle proprie capacità e sui propri punti di forza.
- I soci sono aperti al lavoro di gruppo per raggiungere scopi comuni, nell'armonia e nel rispetto reciproco.
Depressione:un'apparecchio per sapere se i farmaci vanno effetto
ANSA) - ROMA, 19 MAR - Un apparecchio che scruta il cervello rivela gia' dopo una settimana di cura se il paziente trae benefici dai farmaci contro la depressione. Resa nota dalla rivista Psychiatry Research, si tratta di una buona notizia: ben due pazienti su tre si accorgono solo dopo due mesi che la terapia antidepressiva non funziona. L'apparecchio e' l'electro-encefalografia quantitativa (Qeeg), che confronta i tracciati del malato con quelli di persone sane. L'idea e' dello psichiatra Andrew Leuchter.
Approfondimenti su Ansa.it
lunedì 15 marzo 2010
Insonnia,depressione,ansia,perchè non provare la melatonina?
2. Perchè è ricavato dal cacao
Nasce come triptofano e al variare della temperatura corporea e della luce viene trasformato in serotonina di giorno; con il buio si trasforma in melatonina, quindi ricavata dal cacao, (ricco di serotonina), ha una migliore qualità.
3. Perchè contiene zinco rotato
Perchè negli stessi anni in cui conducevo le ricerche sulla melatonina, all'INRCA di Ancona (Istituto di ricerche gerontologiche Nino Masera), i ricercatori Nicola Fabris, Eugenio Mocchegiani e colleghi, da anni impegnati nello studio degli effetti immunostimolanti e antiinvecchiamento dello zinco, nel contesto di una teoria sull'origine e il corso della senescenza, realizzavano una ricerca sui malati di AIDS. Fecero così la straordinaria osservazione che lo zinco, somministrato per via orale, era in gradi di prevenire in gran parte le cosiddette malattie opportunistiche di varia natura (virale, micotica, batterica e parassitaria) che colpiscono infallibilmente i malati di AIDS fortemente immunodepressi. Tali importanti lavori sono stati pubblicati sulle riviste mediche Joumal of the American Medical Association (JAMA) nel 1988, e sul Joumal of Nutrition nel 2000.
La conclusione è stata quindi logica: lo zinco è in grado di prevenire le malattie opportunistiche dell'AIDS; e la melatonina?
Nella prima metà degli anni novanta, io stesso ed altri avevamo condotto degli studi, poi pubblicati su riviste specializzate, nei quali avevamo osservato come la melatonina, da sola, sia in grado di ricostruire i livelli di zinco nel sangue di animali senescenti. Risultava quindi chiara l'esistenza di una relazione diretta tra lo zinco e la melatonina; inoltre, la loro azione si manifestava come sinergica nella ricostruzione dell'immunità in corso d'invecchiamento! E' infatti noto che la carenza di zinco è un sicuro parametro d'invecchiamento (i suoi livelli decrescono costantemente nel corso degli anni).
Sulla base di tali entusiasmanti risultati sperimentali e clinici, che riguardavano la rapida ricostruzione dell'immunità con il binomio zinco-melatonina, passai quindi alla formulazione di un'associazione tra melatonina e zinco.
Nella fas4e successiva, vale a dire quella relativa alle prove cliniche sull'uso della melatonina, associata a un composto organico di zinco, quello orotato (che ha il vantaggio di essere assorbito meglio nei processi organici, in cui lo zinco è parte essenziale di oltre duecento enzimi), identificai nei pazienti africani di AIDS il terreno ideale per la valutazione di tale associazione di elementi, privi di tossicità e di effetti collaterali, anche per il basso costo della melatonina, e in considerazione dello stato di estrema povertà delle popolazioni africane.
(Note tratte dal libro "Centoventi e passa, di media" del Prof. Walter Pierpaoli e Pippo Zappulla) Ulteriori motivazioni per assumere la nostra melatonina
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